Esteri

Argentina, fondatrice delle "Abuelas de Plaza de Mayo" ritrova nipote dopo 39 anni

(afp)
Chicha de Mariani, 92 anni, ha riabbracciato Clara dopo quasi quaranta anni di ricerche: era stata portata via dai militari quando aveva tre mesi
2 minuti di lettura
BUENOS AIRES - L'ha cercata per quasi quarant'anni. Non ha mai smesso, nemmeno quando la realtà sembrava negare anche la più piccola speranza. Alla fine, il  piccolo miracolo di Natale è arrivato anche per Maria Isabel "Chicha" de Mariani, 92enne fondatrice delle Nonne di Plaza de Mayo: dopo 39 anni ha ritrovato la nipote Clara Anahi che era stata portata via dai militari quando aveva appena tre mesi. E' stata lei stessa a darne notizia su Facebook, dopo i riscontri del Dna.

E' il 120mo nipote "ritrovato" tra i "desaparecidos" dell'Argentina, Paese in cui si stima che sotto la dittatura militare furono rapiti 500 neonati. Tra i primi a congratularsi ci sono stati il neo-presidente argentino, Mauricio Macri, e il suo ministro della Giustizia, German Garavano.
[[ge:rep-locali:repubblica:130152330]]
La storia di Clara è uguale a quella di tanti altri piccoli argentini che hanno avuto la sfortuna di nascere qualche mese prima della presa del potere dei militari guidati dal generale Videla.  Clara fu prelevata il 24 novembre 1976 dall'abitazione di La Plata dove viveva con i genitori, durante un'azione condotta dai militari. Suo padre, Daniel Mariani, economista, e sua madre, Diana Teruggi, facevano parte dei Montoneros, un'organizzazione guerrigliera di ispirazione peronista che si ritrovò poi a combattere la dittatura di Videla. Il giorno del blitz dei militare si trovavano in casa insieme alla piccola Clara e ad altri tre militanti.

Daniel riuscì a scappare, mentre Dana rimase uccisa. Prima di morire, però, la donna cercò di nascondere la piccola Clara sotto alcuni asciugamani nella vasca da bagno.  Durante la perquisizione che seguì l'attacco, un soldato trovò la piccola e la portò con sé in strada. Chiese poi al suo comandante cosa dovesse farne, e l'uomo, indicando un'auto con due poliziotti, gli ordinò di consegnarla a loro.
[[ge:rep-locali:repubblica:130168180]]
Da quel momento Chicha non ebbe più notizie della piccola Clara e iniziò a cercarla chiedendo informazioni ovunque: commissariati, ospedali, tribunali, persino chiese. Nessuno le diede ascolto, fin quando una donna in un tribunale, colpita dalla sua storia e dalla sua solitudine, non la mise in contatto con Alicia de la Cuadra, madre di un'altra ragazza "desaparecida". Fu proprio la de la Cuadra a parlarle di un gruppo di donne che si riunivano ogni giovedì in Plaza de Mayo per marciare silenziosamente di fronte al palazzo presidenziale con indosso dei fazzoletti bianchi ricamati con i moni dei loro figli scomparsi. Erano le Abuelas de Plaza de Mayo.

In breve Chicha divenne uno dei simboli di quella protesta silenziosa: suo figlio continuò la sua militanza e rimase ucciso dopo pochi mesi dal rapimento della piccola Clara, mentre suo marito, un direttore d'orchestra, iniziò a soffrire di allucinazioni e trascorse gran parte del suo tempo in Italia. Morì nel 2003. Chicha rimase a Buenos Aires, senza mai smettere la sua ricerca della verità.  Nel 1989 cedette la guida delle Abuelas a Estela Carlotto e diede vita alla Fondazione Anahi. Alla fine ha riabbracciato Clara, giusto in tempo per Natale.