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Yuli Eldestein: «Israele non crede alla buona fede dell’Iran ma con gli Usa il rapporto rimarrà strategico»

Il presidente della Knesset avverte l'Europa sul terrorismo integralista: anche dopo l'Is la sfida continuerà

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ROMA - "Non è un segreto che noi consideriamo questo accordo molto problematico. Per una serie di ragioni, ma la principale è che per il modo in cui è stato scritto sarà molto difficile ispezionare e controllare il programma nucleare iraniano. Se c'è un sospetto su cosa gli iraniani stanno facendo nei loro programmi nucleari, la Aiea dovrà informare Teheran, loro devono riconoscere che ci sono le basi per questi sospetti e solo dopo 21 giorni potrà esserci l'ispezione... non devo dire nulla di più. Gli iraniani partirono con un programma nucleare segreto a scopi militari. Questo è stato riconosciuto dall'Aiea. Il secondo punto è questo: le sanzioni hanno funzionato; la ragione per cui gli iraniani hanno iniziato a negoziare erano proprio le sanzioni. Da sabato non ci sono più sanzioni, gli iraniani hanno voluto quel che chiedevano senza pagare un vero prezzo. Ma come faremo ad essere sicuri che usino l'energia atomica per scopi pacifici? Il Canada è una potenza nucleare, usa le centrali nucleari: ma non ha neppure una centrifuga. Perché l'Iran in questi anni è riuscito ad avere 20.000 centrifughe per arricchire l'uranio? Se non volevano adoperarle per un programma militare, per la bomba atomica, non avevano bisogno di tutto questo. Ecco perché siam molto scettici: hanno imbrogliato, se lo faranno ancora non avremo modo di capirlo".

Adesso comunque c'è una nuova dinamica politica nella regione, delegazioni iraniane visitano l'Europa, investitori corrono a Teheran.
"Ci sono le nuove Olimpiadi per Teheran, è come se tutti i businessmen volessero correre lì. E la leadership politica sembra voler fare lo stesso. Rouhani sta per arrivare qui in Italia e in Europa, tutti sembrano dimenticare cosa sta per accadere a Teheran per il terzo anno di fila. Ci sarà una competizione fra vignettisti per premiare proprio nel "giorno dell'Olocausto" la vignetta migliore fra quelle che mettono in ridicolo lo sterminio degli ebrei. Con un premio di alcune migliaia di dollari. Tutte queste ragioni combinate ci inducono ad essere scettici".

Questo accordo offre anche una nuova agibilità politica per l'Iran nella regione. I più critici assieme a voi sono i capi della monarchia saudita: sono i vostri nuovi alleati?
"Di sicuro l'equilibrio politico della regione cambia. Due aspetti: con il rientro delle sanzioni finanziare il governo iraniano avrà a disposizione miliardi di dollari arriveranno a loro, e loro sicuramente utilizzeranno questi fondi anche per finanziare organizzazioni terroristiche come Hezbollah e altri nella nostra regione. Quindi ci sarà un sostegno immediato ai terroristi, per fornirli non solo di un camion di kalashnikov o di bombe, ma par dotarli di armi che solo gli Stati hanno a disposizione, contraerea, cannoni pesanti, missili. Il secondo elemento: di fronte al cambiamento del "balance of power" nella regione, molti reagiranno. Per esempio: abbiamo sentito dalla leadership politica di 3 o 4 paesi della regione che "se gli iraniani avranno la bomba anche noi avremo la bomba". Se altri 3 o 4 regimi nella regione decidessero di dotarsi dell'arma nucleare non sarebbe proprio l'ideale...
 
Presidente, c'è stata un frattura terribile fra amministrazione americana e il governo di Israele. Kerry sembra molto più a suo agio quando parla col ministro degli Esteri iraniano Zarif che con Netanyahu. Come sarà il futuro delle relazioni Israele-Usa? E poi insisto: sarete alleati di fatto dell'Arabia saudita?
 "Non è un segreto che ci sono state tensioni fra noi e gli Stati Uniti. Ma allo stesso tempo devo dire che le relazioni fra i nostri due popoli hanno una tale importanza a livello strategico, una tale complessità e profondità che tensioni fra leaders, fra ministri, non potranno ridimensionare la dimensione strategica di questa relazione. Io di persona ho incontrato la leadership parlamentare democratica e repubblicana. Con tutto quello che è accaduto abbiamo una cooperazione strategica totale nel settore militare, nell'intelligence, della sicurezza in generale. Sull'Iran noi condivideremo con gli Usa tutte le nostre informazioni sul programma nucleare, condivideremo le nostre valutazioni. Ci sarà un cambio nelle relazioni con i sauditi? Per essere sinceri non credo: ci sarà cooperazione in maniera riservata, ma non credo in cambiamenti drammatici come avvio di relazioni diplomatiche o altro".

Il suo parere del pericolo Islamic State; e poi come valuta la reazione politica e militare dell'Europa?
"Una vera reazione è arriva solo dopo gli attacchi terroristici. E il fenomeno più evidente è chiaramente questo dei giovani europei che vengono reclutati e poi tornano indietro nei vostri paesi. Allora: dobbiamo capire che il fenomeno non finirà presto. E' importante che il mondo si unisca contro il Daesh, ma se pure il Daesh scomparirà ci sarà qualcosa di nuovo, con un nome o una forma diversa a impersonificare il jihadismo. Abbiamo avuto Al Qaeda, gli americani sono riusciti a eliminare Osama Bin Laden e altri leader. Ma è arrivato Daesh, e di sicuro ci sarà qualcosa dopo. Siamo di fronte a uno scontro di civiltà che colpisce innanzitutto la maggioranza dei musulmani prima di colpire gli ebrei o cristiani. Ma questo, uno scontro di culture e di civiltà che prevedibilmente di protrarrà nel tempo".

Come dobbiamo reagire?
"Altro tema centrale è quello di saper proteggere i principi e le leggi della democrazia organizzando una protezione dal terrorismo. Dobbiamo farlo, non dobbiamo aggredire i nostri valori, ma non possiamo neppure far finta di nulla e lasciare che i terroristi trovino opportunità per approfittare delle pieghe della nostra legislazione democratica. Anche per questo la collaborazione intensa che abbiamo con paesi come l'Italia è uno strumento per confrontarci innanzitutto a livello politico. Per capire come non rinunciare ai nostri diritti, alla nostra democrazia, senza lasciare varchi aperti per chi vuole colpirci".