IL ministro degli Esteri del governo di Tripoli, Aly Abuzaakouk, ha detto che il suo governo non accetterà mai alcun intervento militare in Libia ammantato sotto qualsiasi 'scusa'. Lo riferisce l'agenzia Mena sintetizzando una "dichiarazione televisiva" fatta ieri dal ministro. Su eventuali operazioni internazionali contro "coloro che si riconoscono nell'Is", Abuzaakouk ha detto che "siamo in grado di combattere questi gruppi e respingere qualsiasi intervento militare nel paese", riferisce l'agenzia egiziana. Mena aggiunge che il ministro ha smentito di aver detto ai media italiani di aver bisogno di un ruolo dell'Italia nella guida delle operazioni internazionali.
Sulla situazione in Libia è intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Occorre evitare che la Libia sprofondi nel caos dove possono proliferare episodi tragici come quelli che hanno coinvolto i nostri ostaggi - ha detto in un'intervista al Sole24 Ore - .Deve essere chiaro che non ci sono scorciatoie illusorie, esibizioni muscolari. È vero, il tempo stringe, ma non c'è alle porte nessuna guerra lampo. Il governo è consapevole degli errori del passato e sta lavorando per creare le condizioni di stabilizzazione in Libia. E un'operazione politica prima che militare ed è questa la grande sfida della comunità internazionale che vede l'Italia in prima fila". Sul perché sulla Libia la Ue appaia così divisa e assente, Gentiloni replica: "Non è una novità che la Ue non disponga di un esercito comune ma sulla Libia si è mossa sempre con una dinamica unitaria, a partire dalla missione navale antitrafficanti. Ogni Paese può avere interessi specifici, ma non è vero che i 28 stiano andando in ordine sparso".
Sulla situazione in Libia è intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Occorre evitare che la Libia sprofondi nel caos dove possono proliferare episodi tragici come quelli che hanno coinvolto i nostri ostaggi - ha detto in un'intervista al Sole24 Ore - .Deve essere chiaro che non ci sono scorciatoie illusorie, esibizioni muscolari. È vero, il tempo stringe, ma non c'è alle porte nessuna guerra lampo. Il governo è consapevole degli errori del passato e sta lavorando per creare le condizioni di stabilizzazione in Libia. E un'operazione politica prima che militare ed è questa la grande sfida della comunità internazionale che vede l'Italia in prima fila". Sul perché sulla Libia la Ue appaia così divisa e assente, Gentiloni replica: "Non è una novità che la Ue non disponga di un esercito comune ma sulla Libia si è mossa sempre con una dinamica unitaria, a partire dalla missione navale antitrafficanti. Ogni Paese può avere interessi specifici, ma non è vero che i 28 stiano andando in ordine sparso".