Esteri

Usa-Colombia, Kerry a Cuba incontra il capo delle Farc

Kerry all'Avana con la delegazione Usa durante l'inno americano (afp)
Nell'ex club del dittatore Fulgencio Batista, il segretario di Stato ha visto la delegazione del governo colombiano e poi quella del più longevo gruppo di guerriglieri di tutta l'America Latina, inserito ancora nella lista Usa dei terroristi. Da tre anni trattano per raggiungere un accordo di pace
2 minuti di lettura
Non solo Castro, i dissidenti, Cuba 88 anni dopo. Durante il viaggio di Barack Obama sull'isola, il Segretario di Stato John Kerry ha incontrato a porte chiuse le due delegazioni che da tre anni trattano la pace in Colombia. Nel club che fu del dittatore Fulgencio Batista, si è intrattenuto con la squadra di negoziatori del governo di Bogotà, guidata da Humberto de La Calle e l'Alto Commissariato per la Pace, Sergio Jamarillo, accompagnati da Frank Peral, Maria Paulina Riveros e i generali Oscar Naranjo e Jorge Enrique Mora. Presenti anche i rappresentanti di Norvegia e Venezuela che svolgono il ruolo di garanti delle trattative.

Un'ora dopo, il colloquio più controverso: il primo di un segretario di Stato Usa con i guerriglieri delle Farc, guidati da Timolèon Jìmenez, detto Timochenko, e Ivan Màrquez, accompagnati da altri otto capi del più longevo gruppo di lotta armata dell'intera America Latina. Gruppo tuttora inserito nella lista nera Usa dei terroristi. La scelta di incontrare il responsabile politico di un'organizzazione che ha sempre combattuto gli Stati Uniti è l'ennesimo segno di una svolta nella politica dell'amministrazione Obama.

Kerry si è detto "incoraggiato" dall'andamento della trattativa e ha sollecitato le parti a raddoppiare gli sforzi per superare gli ultimi ostacoli e trovare un accordo.

Da parte sua, de la Calle ha parlato di incontro "molto costruttivo" e ha citato tra gli elementi di concretezza emersi nel colloquio "l'annuncio dell'aiuto da parte Usa per quanto riguarda la sicurezza di coloro che deporranno le armi, un punto cruciale del negoziato".

Le Farc hanno ringraziato Washington per il sostegno alla trattativa e auspicato che un accordo venga concluso nei prossimi mesi. "In una data non lontana daremo buone notizie al Paese e al mondo, annunceremo che la Colombia ha raggiunto la pace", ha affermato il gruppo in un comunicato sul sito internet. E ancora: "Abbiamo motivo di credere che gli Stati Uniti siano in grado di vedere nelle Farc un partner affidabile nella costruzione della pace nel continente e ci attendiamo che, di conseguenza, ci riconoscano come forza politica impegnata nell'estensione della democrazia e del progresso sociale in Colombia". L'organizzazione ha inoltre chiesto a Kerry che l'amministrazione Usa contribuisca a "frenare la violenza paramilitare che malgrado il processo di pace continua impunemente a mietere vittime tra chi difende i diritti umani e sociali".

Le riunioni si sono svolte nella stessa sala dove il 23 settembre scorso il presidente della Colombia Juan Manuel Santos e il capo delle Facr decisero che entro sei mesi avrebbero raggiunto l'accordo finale. La data del 23 marzo non potrà tuttavia essere rispettata perché ci sono ancora importanti dettagli da discutere. Soprattutto gli aspetti giuridici dei guerriglieri che dopo oltre mezzo secolo rientreranno nella vita civile. I contrasti sul tipo di processi e sulle pene da scontare hanno frenato i negoziati. Forzare la mano e rispettare la data prevista avrebbe potuto condizionare l'intero processo di pace; ci sarebbe stato un accordo monco, pieno di incognite, sicuramente contestato e messo in discussione dai detrattori di un negoziato che i colombiani attendono da anni, sebbene tra mille perplessità. E' molto probabile che mercoledì prossimo sarà annunciata, da entrambi i fronti, una tregua definitiva. Un primo, concreto, passo in avanti in attesa dell'accordo finale.

Lo stesso luogo dove si svolgono i negoziati e dove si sono tenuti i due incontri è carico di una simbologia che a Cuba assume un valore non solo politico. A fianco del Salone del protocollo del Laguito, avvolto da una vegetazione esuberante, sorge una piscina dove Batista amava nuotare assieme ai suoi ospiti.