Artificiere a Parigi, kamikaze a Bruxelles: identificato il corpo di Najim Laachraoui
Ha partecipato agli attentati di Parigi come artificiere, ma per gli attacchi di Bruxelles ha deciso di partecipare in prima persona: Najim Laachraoui, 25 anni, è uno dei due kamikaze che si sono fatti saltare all'aeroporto di Zaventem. il nemico pubblico numero uno dell'attacco a Parigi del 13 novembre 2015, secondo i media Laachraoui si è fatto esplodere all'interno dell'aeroporto.
Resta in fuga per gli attentati di Parigi quindi solo Mohamed Abrini, ma a lui si aggiunge l'altro grande ricercato del momento, ancora non identificato, l'uomo con il giaccetto bianco che ha lasciato una bomba - inesplosa - all'aeroporto Zaventem, e ritratto nella foto diffusa dalla polizia al fianco di Laachraoui e di Ibrahim El Bakraoui.
Laachraoui - anche se manca ancora una conferma ufficiale - è stato identificato grazie al dna come secondo kamikaze dell'aeroporto e probabilmente ha anche confezionato gli esplosivi degli attacchi. Il suo dna era stato trovato anche sul materiale esplosivo usato negli attacchi francesi, che hanno causato la morte di 130 persone. Era stato fermato - sotto la falsa identità di Soufiane Kayal - ai primi di settembre al confine austro-ungarico in compagnia di Salah Abdeslam, arrestato la settimana scorsa, e Mohamed Belkaid, poi ucciso nel blitz di Forest, in Belgio.
Come gli altri, Laachraoui faceva parte di una rete di 90 martiri inviati dal Califfato in Europa, stando alle rivelazioni fatte prima di morire da Abdelhamid Abbaud, leader delle stragi parigine. Di questo gruppo, 30 sono stati neutralizzati da novembre in poi. Agli altri si sono uniti criminali comuni e foreign fighter appena rientrati dalla Siria. Tra loro alcuni esperti di esplosivi, come era Laachraoui.