Sono oltre 40 le nazionalità coinvolte tra morti e feriti. La prima a essere stata identificata, subito dopo gli attacchi, è stata la peruviana Adelma Tapia Ruiz, che si trovava all'aeroporto di Zaventem con il marito e le sue gemelline di 4 anni. Loro si sono salvati per miracolo. Tra i corpi ritrovati nel metrò c'era quello del Tra le vittime ci sono almeno due cittadini statunitensi. "Possiamo confermare che due cittadini americani sono stati uccisi negli attentati del 22 marzo", ha indicato ad alcuni giornalisti un portavoce del dipartimento di Stato Elizabeth Trudeau, aggiungendo che l'amministrazione Usa e le autorità del Belgio stanno tentando di "censire" tutti gli americani che erano a Bruxelles al momento degli attentati dei quali non si hanno ancora notizie. Potrebbe riferirsi o ai due fratelli olandesi che vivevano a New York n
Storie e volti delle 32 vittime di Bruxelles
Due attacchi terroristici con tre esplosioni, rivendicati dall'Is, hanno colpito la città di Bruxelles la mattina del 22 marzo. Tre kamikaze si sono fatti saltare in aria: due all'aeroporto di Zaventem, uno alla stazione della metropolitana di Maelbeek vicino alla sede delle istituzioni europee. Sono morte 32 persone e oltre 300 sono rimaste ferite. Con difficoltà è stata identificata la maggior parte delle vittime: 17 sono belga, 15 di diversi paesi tra cui Congo, Marocco, Italia, Francia, Svezia, Ungheria, Gran Bretagna, Polonia, Germania, Colombia, Perù, Portogallo, Spagna, Romania e Stati Uniti. Questi sono i loro volti e le loro storie
Non ce l'ha fatta invece Léopold Hecht, il ventenne belga che in un primo momento era rimasto ferito nell'esplosione nella metropolitana e che poi è deceduto in ospedale. Nel metrò c'era anche Loubna Lafquiri, 34 anni, madre di tre figli e insegnante di ginnastica in una scuola islamica di Bruxelles.
Da martedì risulta dispersa anche la francese Catherine de Lylle, 60 anni, che era uscita per andare a un appuntamento ma la sua macchina è rimasta parcheggiata sotto casa. Forse era nella metropolitana. Forse no. I figli per ritrovarla hanno usato Facebook, postando foto, età e tutte le informazioni utili per ritrovarla.
L'ambasciata cinese in Belgio ha comunicato che ci sarebbe anche un cittadino cinese tra le vittime. Quella indiana si è attivata per avere notizie di Raghavendran "Rag" Ganesan, che tutte le mattine prendeva la metropolitana per andare al lavoro, proprio nell'ora dell'attacco. Da poco era diventato papà.