Alta tensione in Libia, governo di unità nazionale a Tripoli. Renzi: "Non basta bombardare per combattere terrorismo"
Il governo di al Serraj riconosciuto dall'Onu (ansa)
Scontri in diverse zone del Paese. Kobler (Onu): "Ora transizione pacifica del potere". Gentiloni: "Un altro passo in avanti per la stabilizzazione". Sanzioni Ue contro tre esponenti di Tripoli e Tobruk
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TRIPOLI - Giornata di alta tensione a Tripoli, dove ieri sono arrivati il capo del governo nazionale libico appoggiato dall'Onu e dall'Ue, Mohammad Fayez al-Serraj, e membri del suo esecutivo, nonostante le minacce del governo ribelle nella Capitale. L'arrivo della delegazione, sbarcata via nave nella base di Abu Sittah, situata a tre chilometri dal centro, è stato salutato come un importante passo avanti dai governi italiano, britannico, americano, oltreché dall'Ue e da Martin Kobler, inviato dell'Onu."Ora transizione pacifica del potere", ha sottolineato Kobler.
Scattano intanto le sanzioni Ue contro tre esponenti libici che ostacolano il governo di unità nazionale. Due di Tripoli, il capo del governo Khalifa al-Gwell ed il presidente del Parlamento Nouri Abu Sahmain, ed uno di Tobruk, il presidente del Parlamento Aguila Saleh. Congelamento dei beni ed divieto di viaggio erano già stati messi a punto a gennaio e tenuti in sospeso. Oggi i 28 hanno dato il via libera con la cosiddetta "proceduta scritta". Saranno operative con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue di domani.
Dagli Stati Uniti Matteo Renzi ha parlato alla Harvard University degli attentati a Parigi e Bruxelles, citando la Libia: " "Se l'unica risposta di fronte a questi attentati fosse solo di bombardare la Siria o la Libia, penso non saremmo all'altezza di una risposta". Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel suo intervento all'Harvard University di Boston. "I terroristi di Bruxelles non venivano dalla Siria o dalla Tunisia" ma sono persone nate e cresciute in Europa, ha aggiunto.- i terroristi vanno colpiti nei paesi dove hanno le loro basi, ma questo non può essere sufficiente".
Il primo insediamento. La commissione per la sicurezza del governo di riconciliazione nazionale libico, del premier al Sarraj, ha preso possesso della sede della presidenza del Consiglio che si trova in via al Sikka, a Tripoli.
Gentiloni: "Un passo in avanti". "È un altro passo avanti per la stabilizzazione del Paese", ha affermato il ministro egli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, che ha avuto un colloquio
telefonico con Serraj, Il primo ministro designato libico, ha confermato la determinazione del Consiglio presidenziale a procedere nel dialogo con tutte le parti libiche per consolidare il governo di accordo nazionale e avviare la stabilizzazione del paese. Serraj ha riferito che al momento non si registrano scontri, anche se il quadro resta caratterizzato da forti tensioni. Gentiloni e Serraj hanno infine concordato sul pronto invio da parte della cooperazione italiana di aiuti di urgenza alimentari (860 tonnellate) e medici (materiale sanitario d'emergenza).
L'ostilità delle milizie di Tripoli. Khalifa Ghwell, capo delle milizie di Tripoli, ha intimato a Serraj o di abbandonare la Capitale o di consegnarsi per essere arrestato. Ghwell ha tenuto la conferenza stampa in un'emittente satellitare che, poco dopo, è stata assalita da uomini armati ed è stata chiusa. L'emittente al Nabaa è considerata vicino alle autorità islamiste: sospese le trasmissioni, il canale è stato oscurato con una scritta: "Gli abitanti di Tripoli hanno serrato questa emittente, che incita alla guerra e all'odio. Denunceremo chiunque continui a lavorarvi".
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Il caos nella Capitale. Nella serata di mercoledì in città si erano sentiti colpi d'arma da fuoco. Varie arterie della capitale erano state bloccate da gruppi di uomini armati, alcuni in uniforme, altri in abiti civili e con Kalashnikov. Intanto è chiuso l'aeroporto di Mitiga, l'unico che funziona a Tripoli e che si trova a pochi chilometri dalla base navale nella quale è arrivato il governo di unità nazionale con il Consiglio presidenziale. Fonti della sicurezza hanno spiegato che la decisione è legata al deterioramento della sicurezza nella Capitale. Due compagnie aeree, Afriquiyah Airlines e Libyan Airlines, hanno annunciato su Facebook di aver soppresso i loro voli verso Tripoli per "ragioni di sicurezza".
Fonti dello Stato maggiore del ministero della Difesa italiano hanno invece smentito categoricamente le indiscrezioni apparse sui social network secondo cui navi della Marina militare italiana avrebbero favorito l'arrivo via mare a Tripoli dei membri del Consiglio di presidenza libico. E il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale della Libia, ha assicurato che "nessuna forza straniera ha partecipato all'operazione condotta oggi di rientro a Tripoli dei membri dell'esecutivo".