Esteri

Tunisia, nuovi arresti di giovani gay. Ma arrivano le prime assoluzioni

Dieci ragazzi, tra cui due ragazze, presi in un appartamento e accusati di atti omosessuali e detenzione di droghe leggere. Ma per la prima volta passa il rifiuto di perquisizioni corporali e l'assoluzione per mancanza di prove

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Assolti dall'accusa di atti omosessuali, restano in carcere in attesa di giudizio con l'accusa di consumo di hashish. Non è solo la nuova tappa dell'odissea di tre 19 enni che già avevano passato  40 giorni di inferno nel carcere di Kairouan, ma un nuovo passaggio importante del conflitto che attraversa la Tunisia sull'omofobia e sulla applicazione dell'articolo 230 che punisce gli atti omosessuali. Due di questi ragazzi, Skandar e Brahim, a fine marzo erano stati incontrati e intervistati a Tunisi dall'inviata di Terra (Rete Quattro) Sandra Magliani, sulla esperienza del test anale forzato e dei maltrattamenti subiti tra dicembre e gennaio a Kairouan. 

Due sere dopo, nell'alloggio di Tunisi che a loro, cacciati di casa, aveva fornito un'associazione, sono stati ri-arrestati insieme ad altri otto ragazzi tra tunisini, libici e due ragazze. Una piccola festa trasformata in un banco di prova accusatorio: otto accusati di sodomia, due (le ragazze) di prostituzione, cinque per la cannabis. Una settimana di fermo di polizia in commissariato a Tunisi, e l'impossibilità per l'avvocata di vederli fino al processo. Un gruppo di associazioni italiane ha preso a cuore la loro sorte con un appello sottoscritto da politici e intellettuali, una petizione (oltre 13mila firme al momento in cui scriviamo) su Change.org,mail alle ambasciate tunisine. Anche questa volta la polizia ha tentato di praticare il test anale, anche se lo stesso Ordine dei Medici tunisino lo respinge, ma questa volta ha rispettato la ferma decisione dei ragazzi di non subirlo. Di conseguenza, non essendoci alcuna prova e neanche una sorta di prova, il giudice li ha assolti dall'accusa di atti omosessuali. Nei recenti casi resi noti dai media è la prima assoluzione. Caduta anche l'accusa di prostituzione per le due ragazze. Resta il processo per hashish per i tre 19enni e per altri due tunisini: la legge  che incarcera i consumatori in Tunisia è in fase di revisione, pesantemente criticata dalle associazioni per i diritti umani, secondo le quali viene anche utilizzata arbitrariamente per reprimere comportamenti e ambienti non conformisti.