L'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) ha riferito che 20 militari siriani, tra i quali tre ufficiali, sono rimasti uccisi nelle ultime 24 ore durante l'offensiva dell'Is nella regione di Dumair.
La stessa fonte, citando testimoni locali, ha detto che l'offensiva dello Stato islamico nell'area era cominciata con l'esplosione di cinque autobomba guidate da kamikaze che avevano preso di mira l'aeroporto di Dumair e i suoi dintorni, provocando la morte di 35 soldati. Quanto ai lavoratori della fabbrica di cemento, l'Ondus afferma che i contatti sono interrotti con "decine" di loro, ma senza precisare se sono stati rapiti.
Siria: le forze governative riprendono il monastero cattolico distrutto dall'Is
A Palmira con il figlio del martire del museo
Sempre sul fronte diplomatico, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che l'operazione delle forze aeree russe in Siria "ha in qualche modo promosso lo sviluppo delle relazioni" della Russia "con le potenze mondiali", Stati Uniti compresi, "nella lotta al terrorismo internazionale".
Sul fronte militare, invece, un rapporto dell'Osservatorio siriano dei diritti umani ha reso noto che i ribelli siriani si sono impossessati del valico principale verso la Turchia utilizzato dai jihadisti dell'Is.
Siria, il sito archeologico di Palmira dopo dieci mesi di Califfato
Ecco cosa resta del sito archeologico di Palmira. Nelle immagini, il confronto dei resti a meno di un anno di distanza. Le fotografie tenute in mano sono state scattate nel 2014, sullo sfondo, invece, appare la città oggi, dopo dieci mesi di dominazione Is. La città siriana è stata riconquistata dalle forze di Assad lo scorso 27 marzo e le condizioni dei resti sono apparse da subito disastrose. Solo una parte sarà recuperabile e per questo si è già attivata una rete di archeologi internazionali che nei decenni ha operato a Palmira per cercare di raccogliere più materiale possibile in modo da stilare un catalogo dei reperti trafugati. Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha chiesto al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che le agenzie e le organizzazioni Onu forniscano sostegno al governo di Damasco per restaurare le rovine della città e ha ribadito che la Siria è pronta a collaborare "con tutti gli sforzi sinceri tesi a contrastare il terrorismo"