Cameron ha difeso soprattutto il diritto dei sudditi del regno di "fare soldi rispettando la legge" e la sua contromossa è stata annunciare misure contro l'evasione e più trasparenza, chiedendo ai membri del suo governo di rendere noti i propri redditi come ha fatto lui.
Le accuse contro il padre, Ian Cameron, scomparso nel 2010, sono, così le ha definite il capo del governo britannico, "offensive e profondamente false". "L'aspirazione alla creazione di benessere non dovrebbero essere delle parole negative", ha detto ancora il leader conservatore che ha ribadito che "dal 2010 non possiedo nessun interesse" nel fondo creato dal padre. Cameron ha precisato che la società offshore Blairmore era "sottoposta alle tasse annuali" ed era regolarmente registrata come fondo di investimento commerciale e non familiare. Ha spiegato inoltre la scelta del paradiso offshore di Panama perché il fondo doveva operare in una zona in cui si usa come valuta il dollaro.
Panama Papers, a Londra proteste contro Cameron
Un centinaio di persone si sono riunite tra Whitehall e Downing Street, a Londra, per chiedere le dimissioni di David Cameron in seguito allo scandalo dei Panama Papers. Tra cappelli panama, camicie hawaiane, gli attivisti hanno prima manifestato davanti alla residenza del primo ministro, poi presso l'hotel dove si tiene il congresso dei Tories, al quale partecipa Cameron, in vista delle amministrative di maggio
Ieri il primo ministro ha pubblicato i suoi dati fiscali per tentare di mettere fine alle polemiche, una decisione che "non ha precedenti" ma è stata "necessaria". Nelle dichiarazioni al fisco del premier dal 2009 al 2015, risulta che nel 2011 ricevette due donazioni da 200 mila sterline ciascuna dalla madre Mary, l'anno dopo aver ereditato 300 mila sterline dal padre.
"La priorità del mio governo è la trasparenza, quando si parla di pubblicare le dichiarazioni dei redditi, dobbiamo essere trasparenti", ha detto al parlamento di Westminster. Secondo il primo ministro, i cancellieri e cancellieri ombra dovrebbero ugualmente mostrare trasparenza.
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"Per quanto riguarda il fondo di investimenti offshore tutto è stato registrato, tutto era scritto e tutto era sottoposto alle tasse annuali, perché si trattava di un fondo di investimento commerciale, non famigliare", ha spiegato Cameron, "il fondo era offshore perché come fondo commerciale aveva senso che avesse luogo in una zona in cui si commerciava in dollari", ha aggiunto Cameron.
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"David Cameron non ha chiarito gli interrogativi sulle sue finanze, cambia discorso ed il suo intervento è stato un capolavoro nell'arte della diversione", ha detto alla Camera dei Comuni il leader laburista Jeremy Corbyn, secondo cui le regole per i "super ricchi" non sono le stesse di quelle per tutte le altre persone. Cameron "non capisce quanto la gente sia arrabbiata" continua Corbyn. Sotto il suo governo - accusa Corbyn - "siamo passati attraverso sei anni di schiacciante austerity". E forse sarebbe stato possibile evitare di "spennare il Paese se i super ricchi non avessero rifiutato di pagare le loro tasse".
Intanto lo scandalo si allarga e coinvolge perfino Edward Troup, l'attuale capo dell'Agenzia delle Entrate di Sua Maestà (Hmrc), ente che ora deve guidare le investigazioni sui paradisi offshore. Secondo il Guardian, quando era avvocato collaborò col fondo Blairmore, creato in Centro America dal defunto padre di Cameron e nel quale il primo ministro ha dovuto alla fine ammettere d'aver posseduto quote.