Esteri

"Noi, raddoppiati per l'austerity di Cameron": parlano gli homeless di Londra

Tra gli ex soldati e marinai accampati a Camden Town. Negli ultimi cinque anni boom dei senza tetto d'Inghilterra: la cifra si attesta a 3600. Nel mirino l'amministrazione conservatrice; le politiche di austerità hanno comportato tagli al welfare e all'assistenza

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LONDRA - La scritta sullo scatolone che raccoglie tutte le sue cose è sgrammaticata, ma il senso è chiaro: "Ho fatto il soldato per sette anni. Per favore, aiutatemi". Vernon è sdraiato in un sacco a pelo dietro la scatola che gli fa da armadio. Ha steso giornali per ammorbidire il giaciglio e sentire meno il freddo. Accanto a lui, avvoltolati in coperte di fortuna, si distinguono altri tre corpi. Sono tutti e quattro distesi sotto la tettoia di Samba, una yogurteria di Camden: tra poco sarà l'orario di apertura e dovranno sloggiare.

"Le tettoie sono preziose", dice poco dopo l'ex soldato, grato per l'offerta di una tazza di caffè caldo portato dalla vicina caffetteria all'italiana. "L'importante, quando dormi in strada, è non bagnarsi". Di ripari così, nelle strade circostanti, ce ne sono altri tre o quattro: l'ingresso di un condominio di lusso, il portone di un negozio di abbigliamento, l'entrata di un parcheggio. A quest'ora, le otto di un mattino di aprile ancora gelido, sono tutti occupati da un assembramento indiscriminato di uomini e donne. E' il quartiere in cui vivo da tre anni. Non era così, tre anni fa. Qualcosa è cambiato, lo si nota a colpo d'occhio: si sono moltiplicati i senzacasa. Le strade vicine alla mia abitazione, di notte, diventano un accampamento.
 Homeless a Londra (foto di Enrico Franceschini) 
L'impressione è confermata dalle statistiche: negli ultimi cinque anni, in Inghilterra, gli "homeless" sono raddoppiati. La stima delle autorità è che oggi i senzatetto siano almeno 3600, ma potrebbero essere anche di più: non è facile farne il censimento, al mattino si dileguano andando a nascondersi da qualche altra parte, in cerca di calore (ma dalle stazioni del metrò e ferroviarie vengono scacciati) e di cibo. E non tutti parlano volentieri con chi li interroga: fra loro ci sono immigrati clandestini, giovani scappati di casa, ricercati per piccoli reati, alcolizzati e tossicodipendenti. Se il numero è incerto, che sia aumentato è innegabile e la ragione è chiara: i draconiani tagli alla spesa pubblica dei primi cinque anni del governo di David Cameron, continuati nel sesto dopo la sua rielezione.

L'ansia di ridurre il debito pubblico ha chiuso il rubinetto dei fondi statali a ospizi pubblici e associazioni di beneficenza private. Meno soldi significa semplicemente meno letti - e dunque più gente che dorme nelle strade. Ma gli "homeless" sono diventati di più anche per un altro motivo: la forbice ha colpito l'assistenza, l'austerità ha reso più difficile la vita degli emarginati, dei disoccupati, dei sottopagati. Prima si finisce a dormire da un parente o da un amico. Quindi in macchina, per chi ce l'ha. Infine sulla pubblica via. Anche le chiese, di notte, sono sprangate.
 Senza tetto nella capitale inglese (foto di Enrico Franceschini) 
Le storie che raccontano sono in qualche modo simili, ma anche diverse. "Ho lasciato il militare in cerca di un lavoro migliore, prima l'ho trovato, poi l'ho perso, la moglie mi ha lasciato, sono quatto anni che vivo per la strada", dice Vernon. Per trovare un lavoro bisogna essere puliti, riposati, con la pancia piena, osserva, ma per essere puliti, riposati, con la pancia piena, bisogna avere un lavoro: è il "comma 22" che condanna lui e altri come lui a un'esistenza raminga.

Ahmed viene dall'Africa. Un lavoro normale, in questo paese, non lo ha mai avuto. Per un po' si è appoggiato su una rete di conoscenti. Poi è finito nel bivacco di Camden Town e non ne è più uscito. "Due volte alla settimana posteggia qui davanti il furgoncino di una associazione di carità a portarci da mangiare", racconta in un inglese stentato, "così almeno un pasto caldo per la giornata è sicuro". E gli altri cinque giorni? Fruga nei bidoni della spazzatura. Riceve avanzi da un paio di botteghe di alimentari. Chiede l'elemosina e con gli spiccioli compra un sandwich in una delle caffetterie all'italiana che costeggiano Camden High Street.

"Ho lavorato sulle navi mercantili", racconta invece Bill, "non ricordo più come sono arrivato qui e ho perso il conto da quanto". E George ha la barba lunga ma il viso pulito: "C'è un gabinetto pubblico qui vicino, un po' cerco di lavarmi. Mia moglie era alcolizzata, io sono rimasto a casa a tenere i figli, poi lei una volta è tornata con la polizia e mi hanno portato via tutto, i figli, la casa, la mia roba. Ma non mi do per vinto. Ho un piano per fondare una start-up. Si dice così, no? La start-up dei senzatetto. Un sistema per dare a ognuno di noi un lavoro e un po' di speranza. Ce la farò. Uno di questi giorni ce la farò". Per il momento, è arrivata l'ora di raccogliere il suo giaciglio, cacciare tutto in uno zaino e andare a cercare un posto dove riscaldarsi e riempire un po' lo stomaco. Fino alla prossima notte nell'accampamento di Camden Town.