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Egitto, al Cairo agente spara e uccide per un tè. Incidenti e proteste contro Al Sisi

Il poliziotto ha aperto il fuoco durante una lite per il prezzo della bevanda venduta da un ambulante. Ferite anche due persone. Dopo gli spari, oltre un centinaio di persone si sono radunate urlando slogan contro gli abusi delle forze di sicurezza e il regime militare

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Centinaia di persone hanno protestato alla periferia del Cairo dopo che un agente di polizia ha ucciso una persona sparandogli con la sua arma di servizio e ferendone anche altre due, il tutto durante un banale litigio. Secondo fonti della sicurezza, l'agente avrebbe aperto il fuoco a seguito di una lite per il prezzo di un  bicchiere di tè venduto da un ambulante nel quartiere di Rehab, nella periferia est della capitale egiziana. Dallo stesso ministero degli Interni hanno fatto sapere che altri poliziotti sono accorsi sul posto e hanno arrestato l'agente, contro il quale saranno prese misure legali. I feriti sono stati ricoverati in ospedale.

Dopo gli spari, oltre un centinaio di persone si sono riunite nella zona per protestare contro le azioni della polizia e chiedendo la caduta "del regime militare", facendo riferimento al governo del presidente Al Sisi. Immagini e filmati diffusi sui social network, mostrano un'auto della polizia rovesciata e finestre rotte.

In Egitto si fanno sempre più frequenti episodi di abusi da parte dei rappresentanti delle forze di sicurezza. Lo scorso 2 aprile il Tribunale penale del Cairo aveva condannato all'ergastolo un agente di polizia egiziano che in febbraio uccise un tassista di 25 anni durante un diverbio a seguito di un controllo. Il sergente, Mostafa Abdel Haseeb, questo il nome dell'agente condannato in primo grado, fu giudicato colpevole dell'omicidio a colpi d'arma da fuoco. L'agente aveva usato la sua arma per disperdere una folla di residenti locali accorsa in aiuto del conducente del veicolo sottoposto al controllo. Un proiettile avrebbe quindi colpito Ismail. In una prima dichiarazione, la Direzione generale della sicurezza del Cairo riferì che l'agente aveva ucciso l'uomo "per errore". Il fatto generò la protesta di un gruppo di manifestanti che prese d'assedio la sede centrale della polizia del Cairo. Il caso aveva indotto il presidente egiziano ad annunciare un giro di vite sugli abusi della polizia.