LEGGI Bruxelles, criminali di quartiere divenuti jihadisti
Ancora una volta emerge una falla ai limiti dell'incredibile nel sistema di sicurezza attivo in Belgio: Laachraoui è infatti sospettato di essere stato l'artificiere del gruppo di terroristi che hanno insanguinato Parigi il 13 novembre, e Bruxelles quattro mesi dopo. Tracce del suo Dna sono state ritrovate su materiali legati agli esplosivi recuperati tanto all'interno del Bataclan come allo Stade de France, e poi anche nell'appartamento di Schaerbeek in cui i kamikaze confezionarono le cinture esplosive utilizzate il giorno del massacro di Bruxelles, che provocò altri 32 morti dopo i 130 di Parigi.
Artificiere a Parigi, kamikaze a Bruxelles: identificato il corpo di Najim Laachraoui
Ha partecipato agli attentati di Parigi come artificiere, ma per gli attacchi di Bruxelles ha deciso di partecipare in prima persona: Najim Laachraoui, 25 anni, è uno dei due kamikaze che si sono fatti saltare all'aeroporto di Zaventem. il nemico pubblico numero uno dell'attacco a Parigi del 13 novembre 2015, secondo i media Laachraoui si è fatto esplodere all'interno dell'aeroporto.
Resta in fuga per gli attentati di Parigi quindi solo Mohamed Abrini, ma a lui si aggiunge l'altro grande ricercato del momento, ancora non identificato, l'uomo con il giaccetto bianco che ha lasciato una bomba - inesplosa - all'aeroporto Zaventem, e ritratto nella foto diffusa dalla polizia al fianco di Laachraoui e di Ibrahim El Bakraoui.
Laachraoui - anche se manca ancora una conferma ufficiale - è stato identificato grazie al dna come secondo kamikaze dell'aeroporto e probabilmente ha anche confezionato gli esplosivi degli attacchi. Il suo dna era stato trovato anche sul materiale esplosivo usato negli attacchi francesi, che hanno causato la morte di 130 persone. Era stato fermato - sotto la falsa identità di Soufiane Kayal - ai primi di settembre al confine austro-ungarico in compagnia di Salah Abdeslam, arrestato la settimana scorsa, e Mohamed Belkaid, poi ucciso nel blitz di Forest, in Belgio.
Come gli altri, Laachraoui faceva parte di una rete di 90 martiri inviati dal Califfato in Europa, stando alle rivelazioni fatte prima di morire da Abdelhamid Abbaud, leader delle stragi parigine. Di questo gruppo, 30 sono stati neutralizzati da novembre in poi. Agli altri si sono uniti criminali comuni e foreign fighter appena rientrati dalla Siria. Tra loro alcuni esperti di esplosivi, come era Laachraoui.
Attacco a Bruxelles, chi è l'artificiere Najim Laachraoui
Era già ricercato per le stragi di Parigi, Najim Laachraoui, nome di battaglia Abu Idris, uno dei due kamikaze responsabili degli attacchi nell'aeroporto di Bruxelles. Secondo la polizia, Laachraoui è stato il regista e l'artificiere di uno dei tre attentati che hanno colpito Parigi il 13 novembre, quello allo stadio di Saint-Denis: il suo dna è stato infatti trovato sul materiale esplosivo utilizzato in Francia. Cittadino belga, 25 anni, Najim Laachraoui era originario di Schaerbeek, il quartiere nel nord-est di Bruxelles in cui si sono concentrate le perquisizioni dopo la testimonianza del tassista musulmano che aveva accompagnato in aeroporto i tre del commando ripresi dalla videocamera di sorveglianza dell'aeroporto di Zaventem. Laachraoui nel febbraio 2013 era partito per la Siria come 'foreign fighter' e dal marzo 2014 nei suoi confronti era stato spiccato un mandato d'arresto internazionale. Ancora in fuga l'uomo che nel fermo immagine dell'aeroporto indossa cappello, giubbotto chiaro e occhiali
Attacco a Bruxelles, il covo dei fratelli El Bakraoui
E' l'ultima finestra in alto nel corpo centrale della costruzione. L'ultimo piano di questo edificio nel quartiere di Schaerbeek sarebbe l'appartamento utilizzato dai fratelli Khalid e Brahim El Bakraoui prima del loro attacco suicida a Bruxelles. I due sarebbero partiti proprio da qui prima di farsi esplodere. Negli attentati sono morte 32 persone e 250 sono state ferite. Foto di Carl Court/Getty Images