Usa, Cleveland: 6 milioni alla famiglia del 12enne afroamericano ucciso da agente
Il poliziotto bianco che nel novembre del 2014 sparò a Tamir Rice mentre giocava in un parco con una pistola giocattolo, non ha subito alcuna conseguenza. La città pagherà invece il risarcimento ai genitori. Nell'intesa raggiunta il comune esplicitamente non riconosce l'errore delle forze dell'ordine
2 minuti di lettura
CLEVELAND - Sei milioni di risarcimento. E' quanto pagherà la città di Cleveland per l'assassinio di Tamir Rice, 12 anni, afroamericano, ucciso a sangue freddo da un poliziotto bianco mentre giocava fuori il cortile di un dopo scuola con una pistola ad aria. Nell'intesa raggiunta il comune esplicitamente non riconosce che i suoi agenti abbiano compiuto alcun errore.
Usa, 12enne ucciso da agente: il video diffuso dalla polizia
Il tribunale distrettuale di Cleveland ha stabilito che la città pagherà i primi tre milioni quest'anno e gli altri 3 milioni nel 2017. La causa per omissione di soccorso è stata depositata dalla famiglia del bambino contro la città e i due agenti che hanno sparato e ucciso il 22 novembre 2014. E' stata la recluta Timothy Loehmann a sparare un secondo dopo aver aperto la portiera dell'auto. Una volta colpito allo stomaco, Tamir è stato soccorso quattro minuti dopo essere caduto a terra, da un paramedico Fbi accorso sul posto. Il bambino è morto il giorno dopo in ospedale.
A dicembre del 2015 il
La madre di Tamir Rice, Samaria Rice (reuters)
Tamir viveva dall'altra parte della strada rispetto al centro ricreativo dove, quasi ogni pomeriggio, andava fuori a giocare. Gli agenti avevano risposto a una chiamata al 911 in cui un uomo, con una birra in mano e in attesa dell'autobus davanti al Cudell Recreation center, descriveva un ragazzo che agitava una pistola e la puntava alle persone. L'uomo però aveva anche spiegato al centralino che la persona era "molto giovane" e che l'arma probabilmente non era vera. Queste informazioni però non sono mai state passate ai due agenti Loehmann e Frank Garmback. L'alta priorità della chiamata però sì.
Il bambino aveva tra le mani una pistola ad aria, con proiettili di plastica, l'aveva presa in prestito quella mattina da un amico, un altro dodicenne che l'aveva avvertito di stare attento, perché la pistola sembrava vera. Neanche questo è bastato. I due agenti hanno sparato troppo presto, hanno aperto la portiera e hanno colpito Tamir alla pancia. Avrebbe avuto più possibilità di sopravvivere se fosse stato soccorso.
New York: in piazza contro la polizia per il caso Tamir Rice
L'avvocato della famiglia Rice, Subodh Chandra, ha definito la sentenza un precedente storico ma ha aggiunto: "Non c'è nulla da festeggiare, perché un bambino di 12 anni ha perso la vita inutilmente".
L'accordo, l'ultimo di una serie patteggiato da grandi città americane con le famiglie di cittadini afroamericani uccisi dalle forze dell'ordine, risparmia a Cleveland la possibilità di un processo federale sui diritti civili che avrebbe potuto riaccendere il dibattito e le tensioni sul tema. Per essere finalizzata, la transazione deve ora essere approvata da un tribunale per la successione. Sarà un giudice di successione della contea di Cuyahoga a decidere come sarà diviso l'importo.
L'omicidio di Rice avvenne in giornate violente, meno di 24 ore dopo la morte di sette persone in due diverse sparatorie sempre a Cleveland ma soprattutto negli stessi giorni in cui a Ferguson, nel Missouri,
la tensione era altissima per l'attesa della decisione del Gran giurì sull'uccisione di Michael Brown da parte di un poliziotto.