Esteri

Anders Behring Breivik 

Strage Oslo e Utoya, Norvegia ricorre in appello su condizioni detentive di Anders Breivik

Secondo la Corte sono stati violati alcuni diritti dell'autore delle stragi del 22 luglio 2011 a Oslo e Utoya. Il ministro della Giustizia, Anders Anundsen: "Presentato il ricorso all'Ufficio del procuratore generale"

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OSLO - Anders Behring Breivik, il neonazista massacratore di 77 persone, vive a Skien non in un'angusta cella bensì in un trilocale di 31 metri quadrati diviso in stanza letto, stanza palestra e stanza lavoro, più angolo cucina e servizi. Dispone di tv playstation e di un computer senza allacciamento a internet (FOTO). Ma ha fatto causa allo Stato norvegese, denunciando "condizioni di detenzione inumane". E ha vinto, almeno in parte.

Il 20 aprile, la corte, presieduta dalla giudice Helen Andenaes Sekulic, gli ha dato ragione su quest'ultimo punto, decidendo che le autorità dovranno al terrorista un indennizzo di 330 mila corone norvegesi, cioè circa 35 mila euro, per i cinque anni trascorsi in stretto isolamento.

Ma la Norvegia non ci sta e
presenterà ricorso in appello contro il verdetto che ha stabilito che le condizioni carcerarie di Anders Behring Breivik, autore delle stragi del 22 luglio 2011 a Oslo e Utoya, abbiano violato alcuni suoi diritti. "Ho chiesto all'Ufficio del procuratore generale di presentare l'appello", ha detto il ministro della Giustizia Anders Anundsen in un comunicato.

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Secondo la sentenza di Oslo, i diritti umani di Breivik sono stati violati perché è in isolamento per 22-23 ore al giorno e riceve solo visite da professionisti e solo attraverso un vetro. Non è stato invece violato, secondo il verdetto, il diritto ad avere una vita privata e familiare, altri punti contestati dall'estremista.