Quest'area è la stessa dell'ospedale di Msf colpito mercoledì sera, un centro pediatrico dove sono morte almeno 20 persone, tra le quali sei componenti dello staff e l'ultimo pediatra rimasto in città, Mohammed Wasim Moaz. In un comunicato, una fonte militare di Damasco ieri aveva negato ogni coinvolgimento nel bombardamento, anche se sono giorni che il regime prende di mira quell'area e la posizione dell'ospedale è ben nota a tutti. Dopo il bombardamento che ha colpito l'ospedale, anche l'Onu ha fatto sentire la sua voce, definendo la situazione nella città siriana "catastrofica".
Aleppo, bombe sull'ospedale Msf: muore l'ultimo pediatra
Decine di morti, tra cui donne e bambini. E tra la vittime anche un pediatra, Mohammed Wasim Moaz, descritto come 'l'ultimo' che operava nella parte orientale di Aleppo, fuori dal controllo del governo. E' il bilancio dell'ennesimo disastro in Siria dopo il raid compiuto da aerei del regime contro un ospedale gestito dal Cicr e da Medici Senza Frontiere nella città nel nord del Paese. In questa galleria le immagini dei superstiti tra le macerie
Gli scontri mettono in crisi da settimane il fragile accordo di cessate il fuoco e ora rischiano di far definitivamente naufragare i colloqui di pace di Ginevra sostenuti dalle Nazioni Unite. Non solo: la ripresa delle ostilità potrebbe ritardare - se non addirittura sospendere - l'invio di aiuti umanitari alle città assediate.
Cinque anni di guerra hanno trasformato Aleppo, un tempo cuore commerciale della Siria, in campo di battaglia. E ora la città, ormai quasi completamente distrutta e divisa in due, contesa com'è tra governativi e ribelli, torna a essere epicentro del conflitto. Tanto che ieri, dopo il bombardamento dell'ospedale di Msf il segretario di Stato americano John Kerry ha invitato la Russia a usare la sua influenza su Assad, per sostenere la tregua e salvare i colloqui di pace di Ginevra. "La Russia - ha dichiarato il capo della diplomazia Usa - ha la responsabilità di spingere il regime di Damasco ad adempiere ai propri impegni e in particolare smettere di attaccare civili e strutture sanitarie. Devono rispettare pienamente la tregua".
Intanto Russia e Stati Uniti hanno concordato l’introduzione della tregua nella provincia settentrionale di Latakia e nei sobborghi di Damasco a partire dalla mezzanotte di oggi. Lo ha riferito una fonte della task force sul cessate il fuoco. “Alle 00:00 del 29-30 aprile Russia e Stati Uniti, in qualità di co-presidenti del gruppo di lavoro sul cessate il fuoco in Siria, hanno convenuto di introdurre lo stato di 'regime di silenzio' nella regione settentrionale di Latakia e nella periferia Damasco. Ci aspettiamo che sia il governo siriano sia le formazioni armate illegali possano aderire, fermando bombardamenti e attività militare pericolose", ha spiegato la fonte.
Ma nel "regime del silenzio" appena concordato pare che Aleppo, impantanata in pesanti combattimenti, non sarà inclusa. Lo avrebbe detto all'agenzia Sputnik una fonte vicina ai negoziati. Indiscrezioni secondo cui nella decisione sarebbe stata coinvolta anche Aleppo, sono state smentite dalla fonte, nonostante stamattina la Tass titolasse che "per il Cremlino l'accordo di cessate il fuoco va applicato anche ad Aleppo".