Iraq nel caos, gli sciiti seguaci di al Sadr "occupano" il parlamento
Francesca De benedetti
L'aula del parlamento invasa dai dimostranti (ap)
A Bagdad in migliaia hanno fatto irruzione in Parlamento presidiandolo per ore: dopo giorni di proteste, la situazione è degenerata per lo stallo nelle nomine di un nuovo governo. Solo in serata hanno lasciato il palazzo
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A POCHE ORE da un nuovo attacco bomba dell'Is contro gli sciiti, che ha provocato oltre 20 morti, Bagdad è piombata nel caos. Migliaia di attivisti sciiti, seguaci del leader politico e religioso Moqtada al Sadr, hanno abbattuto i muri che recingono la Green zone, il quartiere internazionale nel centro della capitale; alcuni di loro hanno fatto irruzione fin dentro al palazzo del Parlamento.
Sventolando bandiere dell'Iraq e urlando accuse di codardia ai legislatori, i dimostranti hanno interrotto la seduta dell'assemblea per poi accamparsi a presidio davanti al palazzo. Le autorità irachene hanno dichiarato lo stato d'emergenza e rafforzato le misure di sicurezza. Soltanto dopo un pomeriggio di tensione e dopo oltre sei ore di presidio, in serata i sadristi hanno cominciato ad evacuare l'assemblea.
L'aula del parlamento invasa dai dimostranti (ap) L'assalto al Parlamento. I militanti che hanno preso d'assalto l'assemblea legislativa irachena sono seguaci di Moqtada al Sadr, leader estremista sciita. Al Sadr, il cui padre venne ucciso da Saddam Hussein, dopo la caduta del regime sunnita nel 2003 ha fondato un'organizzazione paramilitare, l'"Esercito del Mahdi", per boicottare la presenza straniera nel paese e opporsi a qualsiasi interferenza internazionale nelle vicende dell'Iraq. "La più grande minaccia per la sicurezza dell'Iraq": così lo definì il Pentagono all'epoca. Dal 2005 al 2007, il movimento sadrista ha partecipato al governo iracheno, per poi uscirne. Al-Sadr annuncerà, sette anni dopo, la propria uscita di scena dalla politica, ma poi, nella primavera 2015, il suo ritorno e la dichiarazione di sfida all'Is. Proprio i miliziani di al-Sadr hanno contribuito a combattere sul campo l'autoproclamato Stato islamico.
Instabilità a Baghdad. Un cambio di governo e una "rivoluzione contro la corruzione": queste le richieste dei sadristi durante l'irruzione in Parlamento, e all'origine della protesta. Oggi il premier Haider al Abadi avrebbe dovuto presentare all'assemblea la nuova squadra di ministri; nomine dichiaratamente "tecniche, meno legate alle fazioni religiose, per combattere la corruzione nel paese e alleviare gli scontri settari". Ma contro il rimpasto le resistenze in Parlamento sono forti, e proprio il rinvio delle nomine da parte dell'assemblea ha scatenato le proteste, già avviate con le manifestazioni nei giorni scorsi ed esplose con il gesto clamoroso di oggi. I sadristi intendono fare pressione sull'assemblea perché esca dalla situazione di stallo, perché approvi un nuovo esecutivo e metta in atto le riforme anti corruzione. Dura la denuncia dell'Ue, che ha invocato il ripristino dell'ordine per voce dell'alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini: "L'assalto di oggi rischia di aggravare una situazione già tesa", ha dichiarato in una nota. "Si tratta della deliberata rottura del processo democratico. L'Ue sostiene gli sforzi del primo ministro per trovare una soluzione all'impasse politica attuale e chiede a tutti di sostenere questi sforzi e non perturbarli".