Iraq, le più temute dall'Is: donne yazide e curde unite al fronte
''Qui le donne sono tenute in casa, ma se un uomo può combattere può farlo anche una donna''. Sono le parole di Haseba Nauzad, 24 anni, che combatte contro l'avanzata dello Stato Islamico nella città irachena di Sinjar in un gruppo di circa trenta persone tutto al femminile, composto da donne yazide e curde. ''Hanno ucciso mio zio - spiega Asema Dahir, 21enne yazida, all'agenzia Reuters - e preso la moglie di mio cugino che è ancora nelle mani dei militanti jihadisti''. Sinjar è la capitale dell'antica minoranza religiosa degli yazidi, perseguitati dai militanti del Califfato: si stima che nell'ultimo anno ne siano stati rapiti cinquemila, e centinaia di donne siano state ridotte in schiavitu. ''I militanti dell'Is hanno paura di noi, se muoiono per mano di una donna sono sicuri di non andare in Paradiso'', conclude Haseba. Nel reportage gli scatti dell'addestramento a Mosul