Ieri i ribelli anti-Assad (che non sono coinvolti nel cessate-il-fuoco) sono riusciti a conquistare un villaggio strategico a sud di Aleppo dopo una dura battaglia che ha causato almeno 73 morti. I miliziani del Fronte al Nusra (affiliato ad al-Qaeda) controllano Khan Touman, a fianco dell'autostrada tra Damasco e Aleppo.
FOCUS / SIRIA SPACCATA TRA ASSAD E IS
Ma la vera partita che si è riaperta in questi giorni è quella fra Stati Uniti e Russia sul tema centrale del negoziato politico di questi mesi: capire che fine dovrà fare il presidente Bashar al-Assad. Dopo l'intervento militare deciso da Vladimir Putin a fine settembre, il destino di Assad si è completamente ribaltato: il leader siriano è riuscito a consolidarsi nei suoi territori e da settimane le sue truppe lavorano alla riconquista totale di Aleppo, la seconda città del Paese, e delle altre zone ritenute strategiche dal regime.
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La riunione di lunedì pomeriggio, a cui partecipa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, di fatto è stata sollecitata da Francia, Gran Bretagna e Turchia, Paesi in prima linea fra gli alleati degli Stati Uniti, che però vedono con gelosia il fatto che Washington abbia avviato una serrata trattativa diretta con Mosca per congelare la guerra siriana. Kerry in qualche modo è sotto tiro degli stessi alleati europei per il suo rapporto speciale con il suo collega russo Sergei Lavrov e in definitiva per la sua considerazione delle idee diplomatiche russe.
Aleppo sotto attacco: i bimbi giocano a carte tra le macerie
Seduti su piccoli massi, probabilmente crollati dall'edificio completamente distrutto che si trova alle loro spalle, tre bambini giocano a carte tra le rovine di Aleppo. Una grossa roccia, posta al centro, è il tavolo improvvisato per una partita, uno spiraglio di normalità nella devastazione. Da giorni la città - campo di battaglia sin dall’inizio della guerra civile - si trova sotto il fuoco dei raid russi e dell'offensiva iraniano-siriana. Lo scatto appartiene al fotografo Hosam Katan dell'agenzia Ap
Ad Aleppo c'è stata negli ultimi giorni la violazione più massiccia della tregua, una violazione decisa da Assad che a tutti i costi vorrebbe riconquistare interamente la città: Usa e Russia sono riusciti a concordare una tregua totale per 48 ore entrata in vigore mercoledì mattina e ora, secondo l'annuncio dato dal ministero della Difesa di Mosca, prorogata "per 72 ore a partire dall'1 di sabato 7 maggio" (mezzanotte in Italia). Se questa cessazione delle ostilità, che riguarda anche parte della provincia di Latakia, reggerà Stati Uniti e Russia lavoreranno per estenderla di nuovo a livello nazionale.
Siria: si combatte alle porte di Aleppo
Come dicevamo, il punto della tregua ad Aleppo sarà decisivo anche per rafforzare ed estendere a tutto il Paese la sospensione.
Il punto degli aiuti umanitari è strettamente collegato alle "tecniche" che il regime Assad sta utilizzando per non rispettare la tregua facendo finta di farlo. Sin dall'inizio il regime ha rimosso il materiale sanitario dagli aiuti umanitari. I kit medici venivano sequestrati con la scusa che potevano essere utilizzati per curare i guerriglieri. Ma vengono sottratti anche medicinali come antibiotici e anche medicine pediatriche dirette alle zone assediate. Sequestrare tutti gli aiuti medici rende chiaramente le condizioni dei ribelli sempre più insostenibili.
Ultima questione, strategica, il processo politico, ovvero le discussioni per arrivare a un nuovo assetto politico in Siria. In questo "cesto" il tema centrale rimane quello del destino di Assad. Il regime vorrebbe una specie di governo delle "larghe intese", un assetto in cui i ribelli vengono associati di fatto al governo del regime Assad, che rimarrebbe di fatto al suo posto, semplicemente condividendo alcuni degli incarichi di governo con ribelli che però vorrebbe anche scegliersi. Pretesa che anche i gruppi dell'opposizione più vicini alla Russia. La cosiddetta "fake opposition" non ritengono di poter accettare.
Dal suo canto anche l'HNC (High Negotiations Commitee) che coordina i ribelli vuole per iscritto l'impegno di Assad ad uscire di scena proprio adesso che con il sostegno militare dei russi e degli iraniani l'esercito del presidente siriano è riuscito a riprendere il controllo di buona parte del territorio siriano.
Siria, bombe su Aleppo: colpito anche un ospedale
Aleppo è stata nuovamente bombardata ed è stato colpito un altro ospedale. Ancora incerto il bilancio delle vittime, ma ci sono sicuramente morti e feriti. Secondo i media di Stato, i ribelli hanno colpito l' ospedale al-Dabit in un settore controllato dal regime, il quartiere centrale di Mohafaza. Secondo l'agenzia Sana, ci sono stati almeno tre morti e 17 feriti, ma tv siriana parla di decine di vittime. Il sito Al Masdar News scrive che a colpire l'ospedale sono stati i ribelli dell'Esercito libero siriano e del Fronte al Nusra e che l'ospedale è stato centrato da diversi razzi.
Italia, Germania, Giordania sono invece più vicini agli Stati Uniti. Favoriscono un approccio negoziale che abbia come obiettivo finale l'uscita di scena di Assad, ma chiedono che non se ne faccia una questione decisiva in questa fase in cui la tregua regge a stento e in cui le discussioni politiche non riprendono. E se gli scontri dovessero riprendere con forza l'inviato Onu Staffan de Mistura ha già avvertito che un esodo massiccio di siriani verso il confine confine con la Turchia sarebbe l'unica opzione: "L'alternativa alla tregua è abbastanza catastrofica, perché ci sono 400 mila persone pronte a spostarsi verso il confine turco".