Messico, cosa resta dei desaparecidos: le scarpe delle persone scomparse
Stivali, mocassini, ballerine, sandali. Sono 86 le paia di scarpe appese con una corda al soffitto del ''Museo de la memoria indomita'' di Città de Messico, in una mostra itinerante realizzata dall'artista Alfredo Lopez Casanova. Sono le calzature donate dai familiari delle persone scomparse in Messico, ma anche in Argentina, Honduras, El Salvador e Guatemala. Ci sono anche quelle appartenute a uno dei 43 studenti della Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, scomparsi nel 2014 in un caso che ha scioccato il mondo ma che non è rimasto isolato. In Messico le vittime della desapariciòn forzada sono state circa 28mila dal 2006 a oggi. Lo Stato di Tamaulipas, che confina con il Texas, è quello più colpito con almeno 5.750 scomparsi. Il fenomeno iniziò con la guerra sucia, negli anni 70, che vedeva la contrapposizione tra apparati statali e organizzazioni antagoniste e che ha portato a 1.500 persone sparite nel nulla. Su una parete del museo si legge: ''La desapariciòn è intollerabile perchè anche se non uccide non ti permette di vivere'': sono le parole della scrittrice Elena Poniatowska accompagnate da ritratti in bianco e nero. Sono i volti di coloro che non torneranno mai più a casa.