Sui social media Ela è diventata celebre col nomignolo che si è data di "abbraccia-alberi", di certo consapevole di aver ripercorso le tracce di un'altra eroina dell'India di oltre tre secoli fa, Amrita Devi, della tribù "verde" dei Bishnoi, che si avvinghiò a una pianta volendo impedire ai soldati del Raja di Jaipur di tagliare la foresta per arredare il nuovo palazzo. Più di 300 Bishnoi seguirono il suo esempio e vennero uccisi finché il re fece fermare i soldati e concesse la terra alla tribù. La tradizione di proteggere gli alberi col proprio corpo venne ripresa negli anni '70 dal movimento Chipko (abbracciare) fondato dal celebre ambientalista Sunderlal Bahuguna che, ormai novantenne, ancora si batte per salvare la natura dell'Himalaya e vive a sua volta nell'Uttarakhand.
Nel sito Facebook Ela ha fatto notare l'assenza di informazione sui media tradizionali e aveva chiesto un'azione urgente da parte del governo che, dopo aver visto l'onda delle proteste sollevate dal suo post, si è subito messo all'opera. Ma dei 400 siti in fiamme al momento del suo appello dei giorni scorsi, molti continuano a bruciare in territori montuosi spesso di difficile accesso. In uno degli aggiornamenti recenti, la pagina social di Ela ha riferito che a Nainital, Bhimtal, Sattal, Almora, "testimoni oculari ci inviano immagini e tutti dicono la stessa cosa!! Gli incendi non sono contenuti...".
India, Uttarakhand brucia in silenzio: la campagna social di Ela salva la foresta
Visto il silenzio mediatico su quanto stava accadendo, Ela Smetacek, una designer di scarpe, ha deciso di pubblicare sulla sua pagina Facebook le foto della foresta nello stato himalayano settentrionale Uttarakhand in fiamme. E ha creato sul social network anche un gruppo chiamato "Uttarakhand Burning Silently" (Uttarakhand brucia in silenzio). Una denuncia che si è allargata su Twitter con gli hashtag #UttarakhandFires e #UttarakhandBurning. Ela lo ha fatto per attirare l'attenzione del governo affinché controllasse le fiamme, definendo l'incendio un'"emergenza nazionale", nella quale sono andati bruciati già 1900 ettari di foresta. Dopo due giorni dalla pubblicazione del post su Facebook, che è stato condiviso più di 59.000 volte, la forza aerea indiana ha messo a disposizione elicotteri per domare le fiamme. Nonostante la scarsa visibilità per il fumo, l'incendio è stato spento per il 70%. L'amore per la natura Ela ce l'ha nel sangue, come si può capire guardando la foto in cui abbraccia un albero. Un'attenzione per l'ambiente ereditata da suo nonno che, lasciata la Repubblica Ceca durante la Seconda guerra mondiale, si è trasferito in India, dove lei è cresciuta
Il disastro arriva in un anno particolarmente difficile per la grave e persistente siccità che, dice lo stesso governo, colpisce ben 330 milioni di indiani privi di acqua sufficiente. Ma la distruzione della grande fonte di ossigeno delle foreste settentrionali colpisce direttamente anche grandi metropoli come New Delhi, dove si vive a temperature proibitive oltre i 40 gradi, tre in più della media stagionale. Ela è cresciuta tra foreste e montagne ("sono nel mio sangue", scrive) e la forza della sua campagna #UttarakhandFires e #UttarakhandBurning ha convinto anche celebri attrici di Bollywood come Dia Mirza a scendere in campo. Di certo è stato anche merito suo se gli elicotteri dell'esercito si sono levati in volo, e tra grandi sforzi hanno già ridotto le fiamme del 70%.