VIENNA - Diciotto città assediate della Siria riceveranno "aiuti umanitari internazionali attraverso un ponte aereo". Ad annunciarlo il segretario di Stato Usa John Kerry, durante la conferenza stampa congiunta con l'omologo russo Sergey Lavrov e l'inviato Onu Staffan de Mistura al termine della riunione a Vienna del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria (Issg). "La consegna degli aiuti umanitari deve iniziare immediatamente. Abbiamo chiesto un ponte aereo umanitario del World Food Program".
Il gruppo insiste sul fatto che le frontiere siriane devono rimanere aperte per gli aiuti umanitari, e che consegne urgenti devono raggiungere un certo numero di zone assediate. "Come richiesto dalla risoluzione 2258" si legge nel comunicato divulgato dal gruppo, "valichi di frontiera che sono necessari per gli aiuti umanitari devono rimanere aperti". Il gruppo, si legge ancora, "ha insistito sui passi concreti per consentire la fornitura di consegne umanitarie urgenti per le seguenti zone: Arbeen, Darraya, Douma, Harasta Oriente, Mouadhimiyeh, Zabadin e Zamalka".
Il ministro russo ha ribadito: "Sosteniamo la lotta al terrorismo, non il presidente Assad. Non difendiamo nessuno personalmente", ma una strategia ha spiegato Lavrov. "Il terrorismo non può essere giustificato, dobbiamo interrompere i finanziamenti che arrivano dall'estero". E accusa: "Un gran numero di carri armati è stato inviato in Siria. Ci sono stati incidenti, dove i terroristi hanno usato carri armati per commettere atti terroristici", aggiungendo che si tratta di "un nuovo sviluppo della crisi".
"Il presidente siriano Bashar Assad dovrebbe capire che non c'e' altra soluzione alla crisi nel paese ad eccezione di quella politica" ha insistito Kerry. "Gli Stati Uniti hanno sempre una leva. Ma al momento siamo venuti qui perché la più grande leva è che Assad e la gente non potrà mai sentirsi al sicuro senza una soluzione politica ... Assad ha bisogno di capire questa realtà". Kerry ha inoltre sottolineato l'impegno dei partecipanti a "trasformare la cessazione delle ostilità in un cessate il fuoco globale".
Il gruppo insiste sul fatto che le frontiere siriane devono rimanere aperte per gli aiuti umanitari, e che consegne urgenti devono raggiungere un certo numero di zone assediate. "Come richiesto dalla risoluzione 2258" si legge nel comunicato divulgato dal gruppo, "valichi di frontiera che sono necessari per gli aiuti umanitari devono rimanere aperti". Il gruppo, si legge ancora, "ha insistito sui passi concreti per consentire la fornitura di consegne umanitarie urgenti per le seguenti zone: Arbeen, Darraya, Douma, Harasta Oriente, Mouadhimiyeh, Zabadin e Zamalka".
Il ministro russo ha ribadito: "Sosteniamo la lotta al terrorismo, non il presidente Assad. Non difendiamo nessuno personalmente", ma una strategia ha spiegato Lavrov. "Il terrorismo non può essere giustificato, dobbiamo interrompere i finanziamenti che arrivano dall'estero". E accusa: "Un gran numero di carri armati è stato inviato in Siria. Ci sono stati incidenti, dove i terroristi hanno usato carri armati per commettere atti terroristici", aggiungendo che si tratta di "un nuovo sviluppo della crisi".
"Il presidente siriano Bashar Assad dovrebbe capire che non c'e' altra soluzione alla crisi nel paese ad eccezione di quella politica" ha insistito Kerry. "Gli Stati Uniti hanno sempre una leva. Ma al momento siamo venuti qui perché la più grande leva è che Assad e la gente non potrà mai sentirsi al sicuro senza una soluzione politica ... Assad ha bisogno di capire questa realtà". Kerry ha inoltre sottolineato l'impegno dei partecipanti a "trasformare la cessazione delle ostilità in un cessate il fuoco globale".