Guerra delle forchette in Inghilterra: gli utenti in rivolta salvano il 'buon cibo' della Bbc
Enrico Franceschini, dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINII lettori si ribellano contro la decisione dell'azienda di tagliare il proprio sito di ricette. E il colosso ci ripensa: dopo petizioni, hashtag e proteste, la 'Bbc Good Food' è salva
LONDRA - Ebbene sì, anche gli inglesi cucinano. Si potrebbe riassumere così, con un pizzico dell'humour per cui vanno famosi, la rivolta popolare che ha convinto la Bbc a salvare un sito di ricette originariamente destinato a scomparire. La "zietta", come è soprannominata familiarmente la radiotelevisione britannica, aveva annunciato piani per cancellare il suo Good Food nell'ambito di un programma per tagliare i costi suggerito dal governo. Ma quasi 160 mila persone hanno inviato email e lettere di protesta nel giro di 24 ore, suscitando critiche alla decisione perfino in parlamento, dove Maria Eagle, ministro della Cultura del governo ombra laburista, l'ha definita "una distruzione insensata" e Tom Watson, vice leader del Labour, ha dichiarato che renderebbe la vita più difficile a milioni di lavoratori. Un noto cuoco e blogger di cibo, Jack Monroe, si è unito alle lamentele, descrivendo il sito come "vitale&quo…
LONDRA - Ebbene sì, anche gli inglesi cucinano. Si potrebbe riassumere così, con un pizzico dell'humour per cui vanno famosi, la rivolta popolare che ha convinto la Bbc a salvare un sito di ricette originariamente destinato a scomparire. La "zietta", come è soprannominata familiarmente la radiotelevisione britannica, aveva annunciato piani per cancellare il suo Good Food nell'ambito di un programma per tagliare i costi suggerito dal governo. Ma quasi 160 mila persone hanno inviato email e lettere di protesta nel giro di 24 ore, suscitando critiche alla decisione perfino in parlamento, dove Maria Eagle, ministro della Cultura del governo ombra laburista, l'ha definita "una distruzione insensata" e Tom Watson, vice leader del Labour, ha dichiarato che renderebbe la vita più difficile a milioni di lavoratori. Un noto cuoco e blogger di cibo, Jack Monroe, si è unito alle lamentele, descrivendo il sito come "vitale" e la proposta di abolirlo "un abominio".
Si potrebbe obiettare che ci sono abomini peggiori, in Gran Bretagna e nel mondo - ma non sarebbe certamente da italiani ironizzare su questioni di buona tavola. La sollevazione generale ha provocato una reazione immediata: la Bbc si è rimangiata (è proprio il caso di dire) il provvedimento, limitandosi a spostare il ricettario online dal sito della Bbc News a quello della Bbc Worldwide, il suo braccio commerciale, che a differenza dell'altro ha facoltà di ospitare inserzioni pubblicitarie e quindi può guadagnare soldi dal numero di visualizzazioni delle pagine web. La ribellione di popolo ha convinto il ministro della Cultura John Whittingdale, responsabile delle richieste di tagli al budget di 15 milioni di sterline (20 milioni di euro) e di produrre programmi "più caratteristici di un network pubblico nazionale" (ovvero di più alto livello culturale e meno in competizione con quelli delle reti private), a fare a sua volta marcia indietro, sostenendo che non spetta a lui indirizzare la Bbc verso un tipo di programmazione o un'altra. "Non è mio compito decidere se mandare in onda Strictly Come Dancing (versione inglese del reality "Ballando sotto le stelle", ndr.) o se tenere in piedi un sito di ricette", commenta ora il ministro (che è poi lo stesso coinvolto di recente in uno scandalo piccante, sempre per restare in tema di fornelli, a base di relazioni con dominatrici, escort e attrici porno).
Il Good Food della Bbc è il più seguito sito di ricette britannico. Ma non è certamente l'unico, tanto è vero che il quotidiano Guardian, intervenendo nella polemica, avverte gli utenti: "Non badate alla Bbc, le ricette continuiamo a darvele noi, sul nostro sito, come sempre gratis". Potrebbe essere insomma l'inizio di una "guerra delle forchette". La morale è che questo paese ha imparato a cucinare. Un tempo gli inglesi disprezzavano la gastronomia come un vizio per popoli rammolliti, tipo i "mangia rane" francesi e i "macaroni" italiani: loro mangiavano per vivere, non il contrario, e su questa convinzione avevano costruito l'impero più grande della storia. Ma da un paio di decenni, sotto la spinta della globalizzazione, hanno abbracciato il buon cibo con la passione dei neofiti: intere sezioni di librerie dedicate a manuali di cucina, programmi di cucina su tutti i canali, inserti di cucina su tutti i giornali. Non per nulla l'espressione "celebrity chef" è nata qui: le celebrità, prima, erano altri, adesso i cuochi sono sullo stesso piano di attori, cantanti e calciatori. Si potrebbe pensare che la scomparsa di un sito di ricette, con un tale abbuffata di cucina ovunque, non sarebbe un dramma. Invece no: gli inglesi sono scesi in piazza e hanno salvato il Good Food della Bbc. E noi italiani non possiamo che applaudirli.
Si potrebbe obiettare che ci sono abomini peggiori, in Gran Bretagna e nel mondo - ma non sarebbe certamente da italiani ironizzare su questioni di buona tavola. La sollevazione generale ha provocato una reazione immediata: la Bbc si è rimangiata (è proprio il caso di dire) il provvedimento, limitandosi a spostare il ricettario online dal sito della Bbc News a quello della Bbc Worldwide, il suo braccio commerciale, che a differenza dell'altro ha facoltà di ospitare inserzioni pubblicitarie e quindi può guadagnare soldi dal numero di visualizzazioni delle pagine web. La ribellione di popolo ha convinto il ministro della Cultura John Whittingdale, responsabile delle richieste di tagli al budget di 15 milioni di sterline (20 milioni di euro) e di produrre programmi "più caratteristici di un network pubblico nazionale" (ovvero di più alto livello culturale e meno in competizione con quelli delle reti private), a fare a sua volta marcia indietro, sostenendo che non spetta a lui indirizzare la Bbc verso un tipo di programmazione o un'altra. "Non è mio compito decidere se mandare in onda Strictly Come Dancing (versione inglese del reality "Ballando sotto le stelle", ndr.) o se tenere in piedi un sito di ricette", commenta ora il ministro (che è poi lo stesso coinvolto di recente in uno scandalo piccante, sempre per restare in tema di fornelli, a base di relazioni con dominatrici, escort e attrici porno).
Il Good Food della Bbc è il più seguito sito di ricette britannico. Ma non è certamente l'unico, tanto è vero che il quotidiano Guardian, intervenendo nella polemica, avverte gli utenti: "Non badate alla Bbc, le ricette continuiamo a darvele noi, sul nostro sito, come sempre gratis". Potrebbe essere insomma l'inizio di una "guerra delle forchette". La morale è che questo paese ha imparato a cucinare. Un tempo gli inglesi disprezzavano la gastronomia come un vizio per popoli rammolliti, tipo i "mangia rane" francesi e i "macaroni" italiani: loro mangiavano per vivere, non il contrario, e su questa convinzione avevano costruito l'impero più grande della storia. Ma da un paio di decenni, sotto la spinta della globalizzazione, hanno abbracciato il buon cibo con la passione dei neofiti: intere sezioni di librerie dedicate a manuali di cucina, programmi di cucina su tutti i canali, inserti di cucina su tutti i giornali. Non per nulla l'espressione "celebrity chef" è nata qui: le celebrità, prima, erano altri, adesso i cuochi sono sullo stesso piano di attori, cantanti e calciatori. Si potrebbe pensare che la scomparsa di un sito di ricette, con un tale abbuffata di cucina ovunque, non sarebbe un dramma. Invece no: gli inglesi sono scesi in piazza e hanno salvato il Good Food della Bbc. E noi italiani non possiamo che applaudirli.