ROMA - "Serve una strategia prima che la situazione peggiori", prima che vi sia una "emergenza": il governo italiano mette il tema dei flussi migratori al centro della prima conferenza ministeriale Italia-Africa, proponendosi come protagonista di una collaborazione tra Africa e Unione europea. I rappresentanti di 52 governi africani sono riuniti assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai rappresentanti dell'esecutivo Paolo Gentiloni, Angelino Alfano, Maurizio Martina e Gian Luca Galletti. La Farnesina lancia l'allarme: serve una collaborazione con l'Africa, ed è urgente anche una strategia targata Ue, perché "nessuno può escludere una situazione di emergenza". Gentiloni ha annunciato che l'Italia si batterà perché dal Consiglio europeo di giugno esca un "piano operativo e di ampio respiro per l'Africa, per far partire in tempi brevi i primi progetti pilota". Serve "un intervento deciso, come quello pianificato per la rotta balcanica con l'accordo Ue-Turchia", ha proseguito il ministro. Sul tema si è soffermato anche Sergio Mattarella nel suo discorso di apertura, definendo l'Italia un "ponte naturale" verso l'Africa, e sottolineando che la stabilità del continente africano dev'essere una priorità dell'Ue.
L'emergenza. No ai muri e alle barriere, sì alla solidarietà e alla cooperazione, per affrontare nel modo migliore le "sfide di oggi, non di domani": pace, migrazioni e terrorismo. E' l'invito a "unire le agende" e a costruire alleanze con cui Sergio Mattarella ha accolto oggi a Roma i rappresentanti dei 52 governi; a loro, L'Italia presenta oggi ai governi la proposta, già avanzata a Bruxelles, di un "migration compact", e sostiene la necessità di una risposta comune alla sfida migratoria. Roma si rivolge da una parte agli omologhi africani, chiedendo un'agenda comune, e dall'altra all'Europa, per assumere un ruolo da protagonista. "Chiediamo all'Ue di fare un patto con l'Africa per evitare che la rotta del Mediterraneo centrale abbia impennate nei prossimi mesi", ha detto Gentiloni, sottolineando la necessità di una strategia in vista di una "situazione di maggiore emergenza che nessuno può escludere". Sul tema si è soffermato anche il presidente della Repubblica: "Le migrazioni di massa rappresentano per il continente africano la più dolorosa spoliazione di futuro. L'italia ha sostenuto l'esigenza di strategie lontane dalla logica semplicistica che vorrebbe rispondere al fenomeno con l'erezione di muri e di barriere. Il nostro primo dovere è quello di salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza". Mattarella ha rivolto un appello proprio all'Unione europea, ricordando che "l'Europa ha il dovere di concorrere allo sviluppo e alla stabilita' dell'Africa", considerando queste come sue priorità.
L'emergenza. No ai muri e alle barriere, sì alla solidarietà e alla cooperazione, per affrontare nel modo migliore le "sfide di oggi, non di domani": pace, migrazioni e terrorismo. E' l'invito a "unire le agende" e a costruire alleanze con cui Sergio Mattarella ha accolto oggi a Roma i rappresentanti dei 52 governi; a loro, L'Italia presenta oggi ai governi la proposta, già avanzata a Bruxelles, di un "migration compact", e sostiene la necessità di una risposta comune alla sfida migratoria. Roma si rivolge da una parte agli omologhi africani, chiedendo un'agenda comune, e dall'altra all'Europa, per assumere un ruolo da protagonista. "Chiediamo all'Ue di fare un patto con l'Africa per evitare che la rotta del Mediterraneo centrale abbia impennate nei prossimi mesi", ha detto Gentiloni, sottolineando la necessità di una strategia in vista di una "situazione di maggiore emergenza che nessuno può escludere". Sul tema si è soffermato anche il presidente della Repubblica: "Le migrazioni di massa rappresentano per il continente africano la più dolorosa spoliazione di futuro. L'italia ha sostenuto l'esigenza di strategie lontane dalla logica semplicistica che vorrebbe rispondere al fenomeno con l'erezione di muri e di barriere. Il nostro primo dovere è quello di salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza". Mattarella ha rivolto un appello proprio all'Unione europea, ricordando che "l'Europa ha il dovere di concorrere allo sviluppo e alla stabilita' dell'Africa", considerando queste come sue priorità.