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Egyptair, fonti: "Fumo veniva dal motore aereo". Mistero su ritrovamento delle scatole nere

Le ricerche del relitto del volo Egyptair MS804 in un fotogramma di un video diffuso dalla Difesa egiziana (ansa)
L'emittente Cbs: "Ritrovate". Notizia smentita dalla compagnia aerea. L'informazione della fumata nei messaggi inviati in automatico dal sistema di comunicazione Acars prima che l'Airbus 320 sparisse dai radar
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WASHINGTON - Rivelazioni e smentite sul ritrovamento delle scatole nere del volo Egyptair precipitato nelle prime ore di giovedì 19 maggio nel Mediterraneo con 66 persone a bordo, mentre emerge che c'era fumo all'interno dell'Airbus 320 inabissatosi giovedì scorso a nord di Alessandria d'Egitto dopo aver compiuto inspiegabili virate. E' una delle poche certezze sul disastro aereo del volo Ms804 decollato da Parigi e mai arrivato al Cairo. Ma questo dettaglio per ora non basta né per escludere, né per accreditare l'ipotesi terrorismo.
Per fare luce sul disastro servono le scatole nere. Secondo la rete statunitense CBS News, che cita fonti governative egiziane, i dispositivi sono stati individuati. Una notizia smentita però da un funzionario dell'Aviazione egiziana e da Egyptair. Le ricerche, ha precisato la compagnia di bandiera egiziana che cita "fonti autorizzate della Commissione d'inchiesta", si svolgono "su una superficie che supera le 40 miglia nautiche" e il mare in quel punto è "molto profondo": c'è quindi "bisogno di tempo e sforzi per captare i segnali emessi dalla scatola nera" anche se vengono impiegati "apparecchiature sofisticate di diversi paesi".
All'interno dell'Airbus 320 si era quindi sviluppato del fumo. L'informazione è contenuta nelle segnalazioni del sistema di comunicazione Acars, che in automatico invia messaggi al centro di manutenzione informando sullo stato del dispositivi. Lanciata dal sito del The Aviation Herald, specializzato in sicurezza del settore aereo, l'informazione è ripresa dai media americani, fino a essere confermata dal Bea (Bureau d'Enquêtes et d'Analyses), l'ufficio inchieste francese per la sicurezza dell'aviazione civile.

AUDIO La voce del pilota dalla cabina

Secondo The Aviation Herald, Acars ha inviato a terra cinque messaggi nel giro di un paio di minuti. In dettaglio, un primo messaggio rilevava la presenza di "fumo nel bagno" alle 2:26 locali. A seguire, Acars aveva segnalato fumo nelle apparecchiature elettroniche, elettriche e informatiche che assistono il lavoro del pilota, poi un problema del Fcu (Flight Unit Control), il pannello di comando del pilota automatico. L'ultimo messaggio alle 2:29, prima della perdita delle comunicazioni, avvenuta alle 2:33. Altre fonti vicine all'inchiesta hanno aggiunto un altro dettaglio: il fumo ha interessato prima la parte posteriore dell'aereo, quindi quella anteriore.

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"Ci sono stati messaggi inviati dall'aereo che indicavano la presenza di fumo nella cabina poco prima delle perdita di contatti", ha confermato Sebastien Barthe, portavoce della Bea. Prima che Cbs desse la notizia dell'individuazione delle scatole nere, Barthe aveva sottolineato che i messaggi inviati da Acars "non ci permettono di dire nulla sulle cause di quel fumo. Indicano generalmente l'inizio di un incendio. E' troppo presto per interpretare e capire la causa dell'incidente senza aver trovato il relitto e le scatole nere".

"Al momento, tutte le ipotesi sono prese in esame e nessuna è privilegiata. Il nostro obiettivo è duplice: solidarietà con le famiglie delle vittime ma anche trasparenza sulle circostanze della scomparsa del volo", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault, che a Parigi ha incontrato i familiari dei passeggeri e dell'equipaggio del volo MS804 Egyptair assieme a Juliette Méadel, segretaria di Stato incaricata dell'aiuto alle vittime, e Alain Vidaliès, segretario di Stato ai Trasporti, presenti i 12 ambasciatori dei Paesi di origine delle vittime, tra cui quello egiziano.

"Siamo al corrente di queste notizie di stampa. In questa fase non possiamo nè confermare, nè smentire", ha detto alla France Presse un funzionario del ministero dell'aviazione civile egiziano. In un'intervista al quotidiano Ahram, il capo degli investigatori egiziani Ayman Muqaddam ha precisato il "perimetro" dell'indagine: "Include una parte tecnica, di cui è responsabile la commissione d'inchiesta sulle cause dell'incidente, e la parte penale, in cui il procuratore generale francese agisce in coordinamento con il procuratore generale egiziano". Muqaddam spiegato che il procuratore generale egiziano è stato coinvolto nell'identificazione dei resti delle vittime attraverso i test del Dna, che saranno poi collegati ai materiali nell'indagine.

La Grecia, coinvolta nelle fasi iniziali e successive delle indagini, sarà rappresentata nella commissione d'inchiesta da un rappresentante accreditato con diritto di ispezione e di ascolto dei testimoni. Alcuni membri della commissione monitoreranno il processo di recupero dei pezzi del relitto direttamente a bordo delle navi militari egiziane, da cui registreranno anche le coordinate dei ritrovamenti.

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Sebbene nessuno abbia rivendicato un atto terroristico, l'ipotesi di un attentato non può essere esclusa. Secondo esperti citati da Cnn, la sequenza dei messaggi di Acars escluderebbe l'esplosione di una bomba, non la presenza a bordo di un ordigno incendiario. Quanto alla possibilità di un guasto tecnico, i segnali potrebbero aver indicato un malfunzionamento progressivo del sistema elettronico a seguito di un qualche evento catastrofico.

Battendo, evidentemente, la pista del terrorismo, gli inquirenti francesi stanno esaminando i filmati della videosorveglianza dell'aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle in cerca di elementi. In particolare, precisa Le Monde, con l'obiettivo di identificare tutte le persone che hanno avuto accesso all'aereo di Egyptair: passeggeri, membri dell'equipaggio, responsabili della manutenzione, personale delle pulizie e del catering. Per il momento "non sono state individuate falle nella sicurezza, né persone sospette", riferisce a Le Monde Augustin de Romanet, numero uno di Paris Aéroport, la società che gestisce i grandi scali aerei della capitale, aggiungendo che le misure di sicurezza a Roissy non sono state potenziate in quanto erano erano già al livello massimo.