BUENOS AIRES - Dure condanne contro alcuni militari argentini al termine di un processo sul 'piano Condor', il programma che tra gli anni '70 e gli '80 i regimi militari sudamericani organizzarono per reprimere le opposizioni politiche. Un tribunale di Buenos Aires ha inflitto pene comprese tra gli otto e i 25 anni di reclusione a 15 dei 17 imputati, giudicati colpevoli di aver messo in atto un piano concordato tra le dittature del Sud America per sopprimere gli oppositori.
Tra gli altri, sono stati condannati a 25 anni di carcere Santiago Riveros, Manuel Cordero Piacentini e Miguel Angel Furci. E a 20 anni Reynaldo Bignone, il capo dell'ultima giunta militare argentina, oggi ottantottenne.
A Buenos Aires il processo viene considerato "storico" in quanto per la prima volta sono stati giudicati crimini commessi nell'ambito della "associazione illecita transnazionale". Il piano puntava appunto all'eliminazione degli oppositori alle dittature nei Paesi del cono sud dell'America Latina, e cioè Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, Paraguay e Uruguay. Un piano che portò alla morte di 106 persone (45 uruguayani, 22 cileni, 15 paraguayani, 13 boliviani, dieci argentini e un ecuadoregno). Il verdetto è arrivato 16 anni dopo il primo processo. Inizialmente gli imputati erano 22, ma cinque sono deceduti - tra loro il dittatore Jorge Rafael Videla - oppure la loro posizione è stata archiviata per motivi di salute.
Tra gli altri, sono stati condannati a 25 anni di carcere Santiago Riveros, Manuel Cordero Piacentini e Miguel Angel Furci. E a 20 anni Reynaldo Bignone, il capo dell'ultima giunta militare argentina, oggi ottantottenne.
A Buenos Aires il processo viene considerato "storico" in quanto per la prima volta sono stati giudicati crimini commessi nell'ambito della "associazione illecita transnazionale". Il piano puntava appunto all'eliminazione degli oppositori alle dittature nei Paesi del cono sud dell'America Latina, e cioè Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, Paraguay e Uruguay. Un piano che portò alla morte di 106 persone (45 uruguayani, 22 cileni, 15 paraguayani, 13 boliviani, dieci argentini e un ecuadoregno). Il verdetto è arrivato 16 anni dopo il primo processo. Inizialmente gli imputati erano 22, ma cinque sono deceduti - tra loro il dittatore Jorge Rafael Videla - oppure la loro posizione è stata archiviata per motivi di salute.