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Libia, l'esercito assedia Sirte. Il vicepremier Maitig: "I terroristi si sparano tra loro"

(reuters)
Il vice ministro del governo di Serraj nell'intervista a Repubblica rivela come i militari abbiano guadagnato cento chilometri in 17 giorni. Sull'immigrazione clandestina: "Se rimettiamo in piedi lo Stato libico, possiamo bloccare l'immigrazione illegale dall'Africa verso l'Europa"
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L'esercito libico continua nella sua avanzata per la riconquista di Sirte. Stando a quanto riferito a Repubblica dal vicepremier del governo di Tripoli Ahmed Maitig, i militari hanno guadagnato 100 chilometri in poco più di due settimane, arrivando a circondare la città, nelle mani dell'Is. La strategia adottata è quella di bloccare i rifornimenti così da spingere i terroristi a capitolare. Una resa che potrebbe essere facilitata dai conflitti tra i terroristi stessi.

LEGGI. Libia, dossier sui massacri dell'Is a Sirte

"La nostra intelligence" ha detto Maitig "ha scoperto che dentro Sirte, fra i terroristi dell'Is, sono scoppiati scontri: si stanno sparando fra di loro, forse ci sono i miliziani libici che vogliono trattare con noi, lasciare la città, mentre gli stranieri (sudanesi, iracheni, miliziani di altri stati africani) vogliono invece combattere fino alla morte".

Il vicepremier, di fatto il braccio operat…
L'esercito libico continua nella sua avanzata per la riconquista di Sirte. Stando a quanto riferito a Repubblica dal vicepremier del governo di Tripoli Ahmed Maitig, i militari hanno guadagnato 100 chilometri in poco più di due settimane, arrivando a circondare la città, nelle mani dell'Is. La strategia adottata è quella di bloccare i rifornimenti così da spingere i terroristi a capitolare. Una resa che potrebbe essere facilitata dai conflitti tra i terroristi stessi.

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"La nostra intelligence" ha detto Maitig "ha scoperto che dentro Sirte, fra i terroristi dell'Is, sono scoppiati scontri: si stanno sparando fra di loro, forse ci sono i miliziani libici che vogliono trattare con noi, lasciare la città, mentre gli stranieri (sudanesi, iracheni, miliziani di altri stati africani) vogliono invece combattere fino alla morte".

Il vicepremier, di fatto il braccio operativo del governo di Serraj, nel suo recente incontro con il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha affrontato anche il tema dell'immigrazione clandestina, rilanciando la partnership con il governo italiano per contrastare il problema. "Entro un anno, se rimettiamo in piedi lo Stato libico, possiamo essere in grado di bloccare l'immigrazione illegale dall'Africa verso l'Europa" ha detto Maitig, sottolineando che la questione non si risolverà alzando muri o imponendo una dittatura. "Ci vuole quello che Renzi ha chiamato 'migration compact', un progetto di tutta l'Europa di investimenti politici ed economici per l'Africa".