Obama: "Missione è distruggere Is". Oggi il presidente Usa, Barack Obama, ha ribadito che la missione degli Usa "è distruggere l'Is": "Abbiamo visto risultati significativi contro l'Is che è sotto pressione come mai prima" e "nei mesi passati ho autorizzato l'impiego di un maggior numero di personale" e aumentato gli sforzi americani, ha detto il presidente, ha detto il capo della Casa Bianca dopo l'incontro con i suoi consiglieri per la Sicurezza per rafforzare la lotta contro lo Stato islamico. Per Obama "bisogna ridurre per i terroristi la possibilità di avere armi. Altrimenti tutti gli sforzi delle forze dell'ordine saranno vani e ci saranno altri stragi". E respinge le critiche di chi lo accusa "di non parlare mai di islam radicale", dicendo che viene fatta "un'alterazione manipolata di una delle più grandi religioni del mondo". Infine ha aggiunto: "Non possiamo prevenire ogni tragedia, ma ci sono possibili regole di senso comune compatibili con il secondo emendamento" ed è tornato a sottolineare: "Se non si può salire su un aereo non si può acquistare un'arma". Ma, proprio mentre Obama era in diretta tv e parlava alla nazione sulla strage, spari sono stati esplosi in un grande magazzino di Walmart, ad Amarillo, in Texas. E in serata la stoccata di Donald Trump: "Obama preferisce i nemici, se divento presidente l'America sarà sempre al primo posto", così il candidato presidenziale repubblicano.
SCHEDA. Ecco chi era Omar Mateen, l'autore del massacro
Omar frequentatore abituale del Pulse. Mateen sarebbe stato visto al Pulse almeno una decina di volte. "Non abbiamo chiacchierato molto, ma ricordo che disse qualcosa riguardo a suo padre. Ci disse che aveva una moglie e un figlio", ha riferito ancora Smith al quotidiano di Orlando. Un altro frequentatore del Pulse, Kevin West, ha invece raccontato al Los Angeles Times di essersi messaggiato con Mateen a fasi intermittenti per un anno, attraverso Jack'd, un'app di messaggistica solitamente usata dalle persone gay. Altri frequentatori della discoteca di Orlando hanno riferito ai media locali e alla Msnbc che Mateen faceva uso di diverse app e social network gay, tra i quali Grindr, per "rimorchiare".
Florida: dentro la casa del killer di Orlando
Un altro suo compagno di classe, Samuel King, che lavorava con Mateen nello stesso centro commerciale, ha riferito al Washington Post che il 29enne sapeva che lui e alcuni suoi amici erano gay ma non aveva mai espresso disagio o disapprovazione. "Non aveva mai dato segni di omofobia o aggressività".
Il padre di Mateen ha respinto l'ipotesi che il figlio fosse omosessuale: "Se fosse stato omosessuale - ha detto al quotidiano - perché avrebbe dovuto farlo?". Il padre, in precedenza, aveva raccontato che il figlio si era recentemente molto arrabbiato alla vista di due uomini che si baciavano. Ma emerge che anche l'ex moglie di Mateen, Sitora Yusufiy, una donna nata in Uzbekistan, sostiene che Mateen avesse "tendenze omosessuali". Lo scrive il New York Post citando una sua intervista rilasciata ad una tv brasiliana. Secondo la donna, sposata con il killer di Orlando per quattro mesi nel 2009, una volta il padre, Seddique Mateen, lo ha persino chiamato gay davanti a lei. La donna, sentita poi dalla Cnn, ha confermato che l'ex marito parlava spesso della sua passione per le discoteche e per la vita notturna, senza però specificare altro.
L'accanimento del killer. Dal racconto dei sopravvissuti alla strage emergono dettagli della dinamica dell'attacco: il killer, raccontano, si aggirava tra i corpi lasciati a terra senza vita e continuava a sparare, per assicurarsi che fossero morti. Uno dei feriti racconta come il killer avesse puntato e sparato in direzione della sua testa, ma fortuitamente il proiettile lo ha colpito alla mano e al fianco. E si è salvato. Un altro sopravvissuto alla follia omicida, Angel Colon, descrive l'attacco e racconta di essere stato colpito tre volte alla gamba.
In ospedale 27 feriti, 6 gravi. E sono ancora 27 i feriti ricoverati in ospedale. Sei di loro versano in gravi condizioni. Lo hanno affermato i medici che si occupano delle cure nel corso di una conferenza stampa. Date le loro condizioni, "Sarei sorpreso" se il bilancio delle vittime al club gay rimanesse a 49, ha detto uno dei medici all'Orlando Regional Medical Center. Anche oggi alcuni di loro vengono sottoposti a interventi chirurgici. Nel racconto della notte della tragedia, i medici hanno parlato di 44 persone soccorse e di ferite gravi. Secondo alcuni ci sarà ancora bisogno nelle prossime ore di donazioni di sangue. Ma c'è polemica per le restrizioni per i gay.
Ricky Martin: "Non mi permettono di donare il sangue"
Per aiutare le vittime dell'attentato di Orlando, Ricky Martin avrebbe voluto donare il sangue ma negli Stati Uniti gli uomini omosessuali e bisessuali possono farlo solo se dimostrano di non aver avuto rapporti sessuali nell'ultimo anno. Il cantante ha così affidato a Twitter il suo sfogo: "Gli ospedali di Orlando hanno un disperato bisogno di sangue per salvare le vittime dell'attacco ma in quanto gay io non posso donarlo"