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Terrorismo, Valls: "Sarà una guerra lunga, ci saranno altre vittime innocenti"

Il primo ministro francese dopo il duplice assassinio di Magnanville: "Questa guerra durerà una generazione. Non accetto che si parli di errori nella prevenzione, abbiamo un nemico interno che può agire con pochissimi mezzi". Dai servizi belgi nuovo allarme: piccoli gruppi di terroristi in arrivo dalla Siria per colpire in Francia e Belgio
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"Altri innocenti perderanno la vita". La dichiarazione arriva dal primo ministro francese Manuel Valls, mentre Parigi ripiomba nell'incubo terrorismo dopo l'orrore di Magnanville, il sobborgo della capitale dove lunedì sera il 25enne Larossi Abballa, dichiaratosi affiliato all'Is, ha trucidato a coltellate Jean-Baptiste Salvint, 42enne vice commissario di polizia a Les Mureaux, e sua moglie Jessica Schneider, 36, segretaria amministrativa presso il commissariato di Mantes-la-Jolie, altre urbane propagini parigine.

"Questa guerra durerà una generazione", ha proseguito Valls davanti ai microfoni dell'emittente France Inter. "Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa". Già dopo la strage di giovani al Bataclan, la pagina più cruenta degli attentati di Parigi dello scorso novembre, Valls si era detto convinto che le minacce sarebbero continuate, mentre il governo…
"Altri innocenti perderanno la vita". La dichiarazione arriva dal primo ministro francese Manuel Valls, mentre Parigi ripiomba nell'incubo terrorismo dopo l'orrore di Magnanville, il sobborgo della capitale dove lunedì sera il 25enne Larossi Abballa, dichiaratosi affiliato all'Is, ha trucidato a coltellate Jean-Baptiste Salvint, 42enne vice commissario di polizia a Les Mureaux, e sua moglie Jessica Schneider, 36, segretaria amministrativa presso il commissariato di Mantes-la-Jolie, altre urbane propagini parigine.

"Questa guerra durerà una generazione", ha proseguito Valls davanti ai microfoni dell'emittente France Inter. "Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa". Già dopo la strage di giovani al Bataclan, la pagina più cruenta degli attentati di Parigi dello scorso novembre, Valls si era detto convinto che le minacce sarebbero continuate, mentre il governo metteva in atto lo stato d'emergenza.

Ai microfoni della radio, Valls ha rifiutato ogni processo ai servizi di sicurezza dopo il duplice assassinio da parte di Abballa, già condannato nel 2013 a tre anni di carcere, poi ridotti a due anni e mezzo, perché parte di una rete qaedista franco-pakistana e recentemente intercettato telefonicamente perché sospettato di essere coinvolto in un'altra filiera per il reclutamento di giovani radicalizzati da inviare in Siria al servizio dello Stato Islamico. "Non permetterò che si parli del benché minimo errore né di mancanza di discernimento - ha affermato Valls -. Detto questo, è sempre un fallimento quando due pubblici ufficiali vengono assassinati così".

"Facciamo fronte a una minaccia globale - ha aggiunto il primo ministro - abbiamo un nemico interno con questi individui autoradicalizzati che possono agire con pochissimi mezzi. Dobbiamo proseguire con il nostro lavoro, dobbiamo stringere le maglie della rete, continuare a fornire tutti i mezzi alla polizia, alla gendarmeria e ai servizi di informazione. Ma avremo altri attacchi perché ci stiamo confrontando con un'organizzazione terroristica che arretra in Siria e Iraq e che si proietta nei nostri Paesi sotto diverse forme per alimentare la paura e dividere".

Per far fronte a queste "minacce perenni", il presidente francese François Hollande ha stabilito subito un contatto con gli Stati Uniti, "alleati contro la barbarie". Ieri, dopo una riunione di emergenza e dopo aver definito l'assalto "incontestabilmente terrorista", Hollande ha avuto una conversazione telefonica con il presidente americano Barack Obama. I due hanno convenuto di "aumentare la cooperazione tra i servizi francesi e americani", ha detto l'Eliseo. Poche ore dopo i fatti di Magnanville, il ministero dell'Interno Bernard Cazeneuve, a seguito delle modalità dell'uccisione del vice commissario Salvint e della sua compagna, ha decretato che tutti gli agenti e i funzionari di polizia d'ora in poi potranno portarsi a casa l'arma in dotazione per il servizio.

Nel lungo videomessaggio con cui Larossi Abballa ha rivendicato in nome dello Stato Islamico la sua azione di sangue a Magnanville, prima di essere ucciso dalle teste di cuoio francesi, il jihadista ha tra l'altro annunciato "altre sorprese, ma non posso dirvi altro. Di certo Euro 2016 (il campionato europeo di calcio in svolgimento in Francia, ndr) diventerà un cimitero". L'attenzione degli apparti francesi è evidentemente concentrata su quanto potrebbe accadere. In particolare, la polizia e l'antiterrorismo hanno messo in guardia sulla possibilità che arrivino dalla Siria, in Francia ma anche in Belgio, piccoli gruppi di jihadisti pronti all'azione.

E' stata una nota consegnata dai servizi belgi alla loro controparte francese a far scattare l'allarme, ha spiegato una fonte della sicurezza di Parigi. Le autorità francesi, ha aggiunto, rimangono "molto caute", perché simili dispacci sono ormai routine da quando il Paese è entrato nella spirale del terrorismo. Ma dopo quanto accaduto a Magnanville, e ripensando alle parole di Abballa, nulla può essere preso sotto gamba. Anche se la stessa fonte della sicurezza francese non ha chiarito se esista un legame tra l'azione di Abballa e la nota belga e non ha aggiunto nulla riguardo i possibili obiettivi di terroristi che, secondo il tabloid belga La derniere Heure, sarebbero partiti dalla Siria circa dieci giorni fa, privi di passaporto, con l'obiettivo di arrivare in Europa sbarcando in Turchia e Grecia.