Tutti pro Brexit: si è arreso anche l’ultimo sondaggista che ancora dava un lieve vantaggio al “No” nel referendum che giovedì prossimo chiederà ai britannici se vorranno abbandonare l’Unione europea. Da oggi, anche Ipsos-Mori preconizza il successo del “Sì”, e con un discreto vantaggio: 53% contro 47% nell’ultimo sondaggio telefonico.
Anche il sondaggio condotto da Survation per IG assegna una netta vittoria alla Brexit, che raccoglierebbe il 45% delle intenzioni di voto contro il 41% di chi si oppone all’uscita dalla Ue. A questo punto "è difficilissimo essere ottimisti", sintetizza il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, parlando a Helsinki dopo aver visto i sondaggi. Anche se "tutto resta possibile", il Regno Unito è "uno stato chiave dell'Ue" e un addio “non avrebbe alcun senso".
E mentre il voto si avvicina, i timori crescono: per la Ue sarebbe una prospettiva addirittura "catastrofica". Secondo il premier spagnolo uscente Mariano Rajoy sarebbe la "peggiore notizia in termini economici, una catastrofe per l'economia britannica ma anche per quelle europee".
Sulla stessa linea ammonisce i votanti anche Bank of England, secondo cui un voto a favore della Brexit innescherebbe "ripercussioni negative" sull'economia globale e sarebbe una vera minaccia alla stabilità finanziaria britannica e mondiale con un possibile "acuto" deprezzamento della sterlina.
Scenari infernali di fronte ai quali, con il voto ormai alle porte, la maggiore cautela arriva proprio dalle istituzioni europee: per il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, la Brexit sarebbe un brutto colpo per l’Europa perché "aprirebbe un periodo di incertezza nella Ue e nel mondo". Ma l’Europa sopravvivrebbe eccome: "Non sarebbe in pericolo di vita, e il percorso di integrazione continuerebbe, anzi verrebbe aumentato", giura diffondendo un pizzico di ottimismo europeista in un mare di dichiarazioni preoccupate.
Anche il sondaggio condotto da Survation per IG assegna una netta vittoria alla Brexit, che raccoglierebbe il 45% delle intenzioni di voto contro il 41% di chi si oppone all’uscita dalla Ue. A questo punto "è difficilissimo essere ottimisti", sintetizza il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, parlando a Helsinki dopo aver visto i sondaggi. Anche se "tutto resta possibile", il Regno Unito è "uno stato chiave dell'Ue" e un addio “non avrebbe alcun senso".
E mentre il voto si avvicina, i timori crescono: per la Ue sarebbe una prospettiva addirittura "catastrofica". Secondo il premier spagnolo uscente Mariano Rajoy sarebbe la "peggiore notizia in termini economici, una catastrofe per l'economia britannica ma anche per quelle europee".
Sulla stessa linea ammonisce i votanti anche Bank of England, secondo cui un voto a favore della Brexit innescherebbe "ripercussioni negative" sull'economia globale e sarebbe una vera minaccia alla stabilità finanziaria britannica e mondiale con un possibile "acuto" deprezzamento della sterlina.
Scenari infernali di fronte ai quali, con il voto ormai alle porte, la maggiore cautela arriva proprio dalle istituzioni europee: per il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, la Brexit sarebbe un brutto colpo per l’Europa perché "aprirebbe un periodo di incertezza nella Ue e nel mondo". Ma l’Europa sopravvivrebbe eccome: "Non sarebbe in pericolo di vita, e il percorso di integrazione continuerebbe, anzi verrebbe aumentato", giura diffondendo un pizzico di ottimismo europeista in un mare di dichiarazioni preoccupate.