Ci sarebbero motivi personali, una vendetta, dietro l'attentato a sfondo jihadista di Magnanville, nelle banlieue parigina. Lo lascia intendere l'inchiesta di Libération, il quotidiano francese che stamattina rivela una frase che Larossi Abballa, il killer dei poliziotti, Jean-Baptiste Salvaing e Jessica Schneider, avrebbe pronunciato durante il negoziato con le teste di cuoio durante l'assedio: "Lui era venuto a casa mia, adesso sono io che vengo a casa sua".
La frase, detta solo alla negoziatrice, però non è stata ancora trascritta nell'inchiesta. "Semplice disattenzione della negoziatrice durante la stesura del rapporto?" Chiede Libération. Forse. Il procuratore di Parigi si era limitato a dire che il killer sapeva che Salvaing era un poliziotto.
Alcuni possibili legami erano già stati evidenziati. È possibile che vittima e assassino si fossero incrociati in passato, quando Jean-Baptiste Salvaing e la sua compagna prestavano servizio a Mantes-la-Jolie, il quartiere di origine del terrorista. Non ci sono prove, ma potrebbe averlo incontrato a più riprese, visti i diversi precedenti del giovane terrorista, dal 2009 autore di furti, guida senza patente, resistenza a pubblico ufficiale prima di essere condannato nel 2013 per associazione per delinquere mirata alla preparazione di atti terroristici.
Ma non si può non tenere in considerazione una ulteriore possibilità. L'anno scorso Salvaing era stato nominato vice commissario presso il commissariato del quartiere di Les Mureaux. Ebbene, proprio a Les Mureaux nel gennaio scorso aveva avviato la sua attività Larossi Abballa. Il negozio Dr. Food, specializzato nella preparazione di cibi con consegna a domicilio anche nelle ore notturne era ubicato in Place de la Libération. Il commissariato dove prestava servizio Salvaing in Avenue Felix Fauré. Distanti poche centinaia di metri. Che il vice commissario Jean-Baptiste Salvaing abbia reso visita a Larossi Abballa non nella sua casa ma nel suo negozio?
La frase, detta solo alla negoziatrice, però non è stata ancora trascritta nell'inchiesta. "Semplice disattenzione della negoziatrice durante la stesura del rapporto?" Chiede Libération. Forse. Il procuratore di Parigi si era limitato a dire che il killer sapeva che Salvaing era un poliziotto.
Alcuni possibili legami erano già stati evidenziati. È possibile che vittima e assassino si fossero incrociati in passato, quando Jean-Baptiste Salvaing e la sua compagna prestavano servizio a Mantes-la-Jolie, il quartiere di origine del terrorista. Non ci sono prove, ma potrebbe averlo incontrato a più riprese, visti i diversi precedenti del giovane terrorista, dal 2009 autore di furti, guida senza patente, resistenza a pubblico ufficiale prima di essere condannato nel 2013 per associazione per delinquere mirata alla preparazione di atti terroristici.
Ma non si può non tenere in considerazione una ulteriore possibilità. L'anno scorso Salvaing era stato nominato vice commissario presso il commissariato del quartiere di Les Mureaux. Ebbene, proprio a Les Mureaux nel gennaio scorso aveva avviato la sua attività Larossi Abballa. Il negozio Dr. Food, specializzato nella preparazione di cibi con consegna a domicilio anche nelle ore notturne era ubicato in Place de la Libération. Il commissariato dove prestava servizio Salvaing in Avenue Felix Fauré. Distanti poche centinaia di metri. Che il vice commissario Jean-Baptiste Salvaing abbia reso visita a Larossi Abballa non nella sua casa ma nel suo negozio?