Sudafrica, una linea di confine invisibile: ricchezza e povertà catturate dal drone
Baracche fatiscenti in lamiera distano poche centinaia di metri da case con giardino, piscina e connessione wi-fi. Due mondi opposti che si guardano, distanti eppure fisicamente vicini. A immortalare la geografia sociale di alcune aree del Sudafrica il fotografo statunitense Johnny Miller nel progetto ''Unequal Scenes'', (scene di disuguaglianza). Nel 2011 si è trasferito nel Paese per studiare antropologia all'università di Cape Town, con un interesse particolare per l'urbanistica e l'architettura nata sotto il segno dell'apartheid. ''E' stato lì che ho notato le zone cuscinetto che servivano a dividere quartieri e determinati gruppi sociali - racconta Miller - e ho immaginato che forse avrei potuto mostrare questa prospettiva da un'altra angolazione''. Le fotografie, infatti, sono state scattate con un drone: ''Dall'alto il punto di vista cambia completamente. E' facile mostrare i panorami suggestivi di questo bellissimo Paese, più complesso utilizzare la fototografia aerea per catturare le differenze sociali''. L'obiettivo finale del reporter è quello di presentare il lavoro svolto all'interno delle comunità coinvolte e creare un dialogo: ''Sarei contento se questo potesse servire ad aumentare la consapevolezza delle cose, situazioni del genere esistono in tutto il mondo, non solo in Africa. Recentemente, mentre tenevo un discorso davanti a una platea, un uomo sconosciuto mi ha detto che sto dando voce a milioni di persone con queste immagini. Le sue parole mi hanno profondamente colpito, mi hanno aperto gli occhi. Ecco perché non smetterò mai di pubblicarle''. Foto per gentile concessione di Johnny Miller / Millefoto.