PER gli inglesi è uno dei pilastri della buona educazione: a tavola non si parla di politica. Ma infrangere le regole del bon ton è un obbligo se l'inglese di alto lignaggio formatosi a Eton è anche primo ministro in un momento cruciale della storia inglese. Così ieri sera, durante la cena ufficiale al termine dell'ultimo summit a cui parteciperà David Cameron dopo il voto sulla Brexit tutto parlava della situazione politica, perfino il menu.
Le fonti sentite dalla Bbc sul banchetto finale del vertice Ue di ieri a Bruxelles non usano mezzi termini: "Più che una cena sembrava una veglia funebre". Tra i commensali c'è anche chi ha trovato corrispondenze tra il momento difficile e il menu proposto ai primi ministri, non solo perché era scritto soltanto in francese, come da tradizione. "Niente fagioli con salsa di pomodoro o pudding per la cena di stasera", ha twittato il ministro per gli Affari europei ceco Tomas Prouza, un commento ironico che contrasta però con l'atmosfera "molto grave" riferita da altri.
Il tono, infatti era davvero da ultima cena, con i partecipanti che hanno voluto sentire ancora una volta da Cameron come si è arrivati alla Brexit. Una fonte dice infatti che i rappresentanti degli altri 27 Paesi membri hanno chiesto ripetutamente al premier inglese "spiegazioni sulla situazione nel Regno Unito che ha portato al voto". In pratica, Cameron ha dovuto spiegare una volta di più qual è stata la sua valutazione politica quando ha indetto il referendum. Poco prima il premier aveva dichiarato: "Ovviamente sono dispiaciuto per il risultato ma non ho rimorsi per aver indetto il referendum, era la cosa giusta da fare".
Alla cena Cameron era seduto tra i suoi omologhi maltese ed estone, secondo quanto impone un rigido cerimoniale per cui si assegna il posto d'onore al rappresentante, ministro degli Esteri o premier del Paese in carica per i sei mesi di presidenza europea (fino al 30 giugno l'Olanda) e alla sua sinistra, in senso orario, siede chi lo ha preceduto. La regola serve a evitare incidenti dipolomatici in momenti difficili proprio come quello attuale. E in effetti ha funzionato, perché Cameron si è trovato ben piazzato tra due "stati cuscinetto", al riparo da imbarazzanti gomito a gomito con qualche falco che chiede l'immediata attivazione dell'articolo 50 per l'uscita del Regno Unito dalla Ue.
Proprio Taavi Rõivas, il primo ministro estone seduto a fianco di Cameron, ha twittato che durante la cena l'atmosfera è stata "triste ma costruttiva" , mentre il premier maltese Joseph Muscat si è lasciato andare all'emozione e ha dichiarato alla tv Sky che si sentiva come a una veglia funebre, come se "avessimo perso un membro della nostra famiglia". Secondo il Financial Times, però, c'è stato spazio anche per l'umorismo e proprio il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, tra i più duri nel chiedere l'uscita immediata, ha preceduto nella frase di commiato il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, scherzando sul fatto che Cameron dovrebbe occupare il posto vacante nella Commissione ed essere il prossimo commissario della Gran Bretagna nell'Ue. Hanno riso tutti, riferisce Financial Times, ma sono state risate amare in una cena d'addio.
Le fonti sentite dalla Bbc sul banchetto finale del vertice Ue di ieri a Bruxelles non usano mezzi termini: "Più che una cena sembrava una veglia funebre". Tra i commensali c'è anche chi ha trovato corrispondenze tra il momento difficile e il menu proposto ai primi ministri, non solo perché era scritto soltanto in francese, come da tradizione. "Niente fagioli con salsa di pomodoro o pudding per la cena di stasera", ha twittato il ministro per gli Affari europei ceco Tomas Prouza, un commento ironico che contrasta però con l'atmosfera "molto grave" riferita da altri.
Il tono, infatti era davvero da ultima cena, con i partecipanti che hanno voluto sentire ancora una volta da Cameron come si è arrivati alla Brexit. Una fonte dice infatti che i rappresentanti degli altri 27 Paesi membri hanno chiesto ripetutamente al premier inglese "spiegazioni sulla situazione nel Regno Unito che ha portato al voto". In pratica, Cameron ha dovuto spiegare una volta di più qual è stata la sua valutazione politica quando ha indetto il referendum. Poco prima il premier aveva dichiarato: "Ovviamente sono dispiaciuto per il risultato ma non ho rimorsi per aver indetto il referendum, era la cosa giusta da fare".
Alla cena Cameron era seduto tra i suoi omologhi maltese ed estone, secondo quanto impone un rigido cerimoniale per cui si assegna il posto d'onore al rappresentante, ministro degli Esteri o premier del Paese in carica per i sei mesi di presidenza europea (fino al 30 giugno l'Olanda) e alla sua sinistra, in senso orario, siede chi lo ha preceduto. La regola serve a evitare incidenti dipolomatici in momenti difficili proprio come quello attuale. E in effetti ha funzionato, perché Cameron si è trovato ben piazzato tra due "stati cuscinetto", al riparo da imbarazzanti gomito a gomito con qualche falco che chiede l'immediata attivazione dell'articolo 50 per l'uscita del Regno Unito dalla Ue.
Proprio Taavi Rõivas, il primo ministro estone seduto a fianco di Cameron, ha twittato che durante la cena l'atmosfera è stata "triste ma costruttiva" , mentre il premier maltese Joseph Muscat si è lasciato andare all'emozione e ha dichiarato alla tv Sky che si sentiva come a una veglia funebre, come se "avessimo perso un membro della nostra famiglia". Secondo il Financial Times, però, c'è stato spazio anche per l'umorismo e proprio il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, tra i più duri nel chiedere l'uscita immediata, ha preceduto nella frase di commiato il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, scherzando sul fatto che Cameron dovrebbe occupare il posto vacante nella Commissione ed essere il prossimo commissario della Gran Bretagna nell'Ue. Hanno riso tutti, riferisce Financial Times, ma sono state risate amare in una cena d'addio.