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"Tremila migranti morti in sei mesi", cercavano di raggiungere l'Europa

L'Oim calcola che 2.920 persone hanno perso la vita, una cifra più alta rispetto all'anno precedente. Grasso: "Lampedusa è il banco di prova dell'Europa"
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Quasi tremila morti in sei mesi: sono cifre shock quelle snocciolate dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. L'osservatorio dell'Oim calcola che nella prima metà del 2016 sono morti, mentre cercavano di raggiungere l'Europa, ben 2.920 migranti: sono oltre mille in più rispetto ai 1.838 che persero la vita nello stesso periodo ma nel 2015. Fino al 6 luglio, sono riusciti a raggiungere l'Europa 230.885 migranti e la maggior parte di loro è arrivata in Italia (70.978 persone) e in Grecia (158.527). Il principale paese di partenza è la Libia, seguita dall'Egitto. La maggior parte dei soccorsi ci sono stati nel Canale di Sicilia.

Lampedusa "modello di accoglienza": così l'ha definita il presidente del Senato Pietro Grasso, oggi in visita sull'isola.  "Questo è il primo punto di ingresso in Europa, qui l'Europa o inizia o finisce, questo sarà il banco di prova dell'ide…
Quasi tremila morti in sei mesi: sono cifre shock quelle snocciolate dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. L'osservatorio dell'Oim calcola che nella prima metà del 2016 sono morti, mentre cercavano di raggiungere l'Europa, ben 2.920 migranti: sono oltre mille in più rispetto ai 1.838 che persero la vita nello stesso periodo ma nel 2015. Fino al 6 luglio, sono riusciti a raggiungere l'Europa 230.885 migranti e la maggior parte di loro è arrivata in Italia (70.978 persone) e in Grecia (158.527). Il principale paese di partenza è la Libia, seguita dall'Egitto. La maggior parte dei soccorsi ci sono stati nel Canale di Sicilia.

Lampedusa "modello di accoglienza": così l'ha definita il presidente del Senato Pietro Grasso, oggi in visita sull'isola.  "Questo è il primo punto di ingresso in Europa, qui l'Europa o inizia o finisce, questo sarà il banco di prova dell'idea di Europa", ha detto il presidente, invitando a cambiare le regole di Dublino e ad assicurare la redistribuzione degli arrivi nell'Unione europea. "Noi all'ingresso garantiamo l'identificazione, ma occorre una strategia politica europea che possa ridistribuire non solo i rifugiati ma anche i migranti economici che fuggono dalla povertà". Grasso ha anche invitato a incrementare il progetto dei corridoi umanitari, già messo in pratica dalla Comunità di Sant'Egidio e dalle organizzazioni evangeliche.