Un solo killer. Sul fronte delle indagini, sembra confermato che Johnson abbia agito da solo, con l'intento di colpire quanti più agenti bianchi possibile durante una marcia di protesta contro la violenza della polizia: voleva vendicare gli afroamericani uccisi dalle forze dell'ordine. "Sembra che ci sia stato un solo killer, senza legami di nessun genere a organizzazioni terroristiche internazionali", ha dichiarato il segretario alla Sicurezza nazionale Jeh Johnson.
Il sindaco di Dallas, Mike Rawlings, dopo l'uccisione del killer, ha confermato la fine dell'emergenza. "Riteniamo che ora la città sia sicura". Il governatore del Texas Greg Abbott ha tuttavia insistito che è fondamentale accertarsi che non ci siano complici di Johnson in giro.
Il movente sarebbe quindi da ricercare unicamente nell'odio verso i bianchi, testimoniato anche da post lasciati sui social in cui Johnson manifestava la propria adesione all'ideologia del Black Power.
Dallas, Obama: "Atto feroce, terribile e calcolato"
Gli altri fermi a Dallas. Un uomo è stato arrestato con "un'accusa relativa ad armi da fuoco, ma non collegata all'attacco" e diverse persone sono state fermate per essere interrogate e sono state poi rilasciate. Il sindaco Mike Rawlings ha spiegato che inizialmente si era pensato a più cecchini perché nel corteo c'erano "20 manifestanti armati che, sentiti i primi spari, hanno iniziato a correre" traendo in errore la polizia (in Texas da quest'anno è legale portare armi in pubblico). Ma tra le autorità c'è anche chi ancora, come il governatore Abbott, adombra l'ipotesi di un piano ordito da più soggetti e cerca possibili complici dell'ex militare, nella cui abitazione è stato trovato un vero e proprio arsenale.
Minnesota: afroamericano ucciso da poliziotto, la compagna filma la scena
Continuano le proteste. La tragedia di Dallas non ha fermato il movimento "Black Lives Matter" ("Le vite dei neri contano"). Migliaia di persone sono scese in piazza nelle maggiori città Usa per dire basta alla violenza della polizia contro gli afroamericani. Una manifestazione si è svolta anche a Londra.
A Rochester, nello stato di New York, la polizia ha arrestato per i disordini 74 persone, tra cui due reporter afroamericani, a cui poi il sindaco e la polizia hanno presentato le scuse. "Abbiamo nel cuore anche Dallas", si leggeva in uno degli striscioni a New York. Altri tre arresti a Phoenix, dove la polizia ha usato spray urticanti e sparato pallottole non letali per impedire che un raduno del movimento Black Lives Matter bloccasse un'autostrada.
Usa, afroamericani uccisi dalla polizia: la testimonianza nei video amatoriali
Un cellulare, una telecamera di sorveglianza, una body cam. I video amatoriali hanno filmato i più controversi interventi di polizia negli Stati Uniti. Quelli diretti contro gli afroamericani, quelli che sono culminati con morti insensate, evitabili. Che hanno scatenato proteste, generato scontri, fomentato l'odio razziale. Immagini che diventano testimonianza: a portata di tutti, perché diffuse sui social network. Fino a Facebook Live, ultima frontiera digitale, usato dalla compagna di Philando Castile, ucciso da un agente bianco in Minnesota. Più di una volta questi video sono stati fondamentali per accertare i fatti, per fare giustizia. Contro azioni avventate, abusi di potere. E per punire chi ha sparato, senza ragione. Il New York Times ha compilato la tragica lista dei video che hanno scosso prima un Paese, poi il mondo intero
Ad Atlanta e in Minnesota la tensione è alta, così come lo è a Baton Rouge, in Louisiana, dove qualche giorno fa un venditore ambulante afroamericano era stato ucciso da agenti mentre era spalle a terra. Qui le forze dell'ordine si sono schierate in assetto da combattimento. In piazza anche Baltimora.
A Los Angeles i rapper Snoop Dogg e The Game hanno guidato un corteo fino alla centrale della polizia, dove si è tenuto un incontro con il sindaco e il capo delle forze dell'ordine per chiedere più sforzi per migliorare i rapporti fra le minoranze e gli agenti. A Omaha, Nebraska, 300 manifestanti si sono ritrovati nel centro della città: le attese erano per un maggior numero di persone, ma l'attacco a Dallas ha fatto desistere molti dallo scendere in piazza
A Pittsburgh, Pennsylvania, il capo della polizia è sceso in piazza con i manifestanti, in una marcia contro le "crescenti disuguaglianze e la tossica atmosfera d'odio". A Washington manifestazioni si sono svolte davanti al Dipartimento di Giustizia e alla Casa Bianca, fra candele e canti.
Solidarietà per le forze dell'ordine. Le immagini dell'uccisione dei cinque agenti a Dallas ha suscitato anche un'ondata di solidarietà per la polizia, non solo in Texas, ma in tutto il paese. Cittadini che hanno portato mazzi di fiori nelle sedi di polizia, inviato messaggi social, o chiamato soltanto per dire grazie agli agenti in lutto.