Esteri

L'omaggio agli agenti uccisi fuori dal quartier generale della polizia di Dallas (ap)

Strage Dallas, Obama anticipa rientro: "Ma l'America non è divisa". Il killer era solo

Il presidente salta la tappa europea di Siviglia per essere all'inizio della settimana nella città texana dove sono stati uccisi  cinque agenti. Tutte rilasciate le persone sospette che erano state fermate. Ancora proteste in molte città ma anche migliaia di testimonianze di solidarietà per le forze dell'ordine

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La strage di Dallas scuote gli Stati Uniti, dilaniati ancora una volta da pericolose tensioni razziali, e Barack Obama rientra in anticipo dal viaggio in Europa, dove si trova per il vertice Nato: il presidente tornerà un giorno prima del previsto, tagliando la tappa di Siviglia, e all'inizio della settimana sarà nella città texana in cui Micah Xavier Johnson, un ex militare 25enne afroamericano, ha freddato con un fucile AR-15 cinque poliziotti. E ne ha feriti altri sette prima di essere a sua volta ucciso da un robot killer.

Un solo killer. Sul fronte delle indagini, sembra confermato che Johnson abbia agito da solo, con l'intento di colpire quanti più agenti bianchi possibile durante una marcia di protesta contro la violenza della polizia: voleva vendicare gli afroamericani uccisi dalle forze dell'ordine. "Sembra che ci sia stato un solo killer, senza legami di nessun genere a organizzazioni terroristiche internazionali", ha dichiarato il segretario alla Sicurezza nazionale Jeh Johnson.
Il sindaco di Dallas, Mike Rawlings, dopo l'uccisione del killer, ha confermato la fine dell'emergenza. "Riteniamo che ora la città sia sicura". Il governatore del Texas Greg Abbott ha tuttavia insistito che è fondamentale accertarsi che non ci siano complici di Johnson in giro.
Il movente sarebbe quindi da ricercare unicamente nell'odio verso i bianchi, testimoniato anche da post lasciati sui social in cui Johnson manifestava la propria adesione all'ideologia del Black Power.

Dallas, Obama: "Atto feroce, terribile e calcolato"

Obama: "America non è divisa". "Questa è stata una settimana dura per le famiglie delle vittime (a Dallas) e per tutte le famiglie americane", ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in conferenza stampa da Varsavia, prima di lasciare il Vecchio Continente. Il capo della Casa Bianca ha espresso rabbia e dolore, ma ha sottolineato che l'America è un Paese unito. "Il killer di Dallas non ci rappresenta - ha aggiunto - e l'America non è divisa come dicono". Ma ha detto ancora una volta che si fa più pressante la necessità del controllo sulle armi. E ancora: "Gli americani di tutte le razze sono indignati dagli attacchi alla polizia a Dallas o in qualunque altro posto", ha ribadito, ma ha ammesso che "afroamericani e latini sono trattati in modo diverso dal nostro sistema di giustizia".  Il presidente, poi, ha annunciato che al suo rientro riunirà "alla Casa Bianca i leader di tutte le comunità, per trovare assieme una strategia".

Gli altri fermi a Dallas. Un uomo è stato arrestato con "un'accusa relativa ad armi da fuoco, ma non collegata all'attacco" e diverse persone sono state fermate per essere interrogate e sono state poi rilasciate. Il sindaco Mike Rawlings ha spiegato che inizialmente si era pensato a più cecchini perché nel corteo c'erano "20 manifestanti armati che, sentiti i primi spari, hanno iniziato a correre" traendo in errore la polizia (in Texas da quest'anno è legale portare armi in pubblico). Ma tra le autorità c'è anche chi ancora, come il governatore Abbott, adombra l'ipotesi di un piano ordito da più soggetti e cerca possibili complici dell'ex militare, nella cui abitazione è stato trovato un vero e proprio arsenale.

Minnesota: afroamericano ucciso da poliziotto, la compagna filma la scena

Minnesota, ispanico l'agente che ha sparato a Philando Castile. Gli investigatori hanno identificato e reso noto i nomi dei due agenti coinvolti nell'uccisione in Minnesota dell'afroamericano Philando Castile, la cui morte in auto durante un controllo, seduto con la cintura di sicurezza allacciata, è stata ripresa su FbLive dalla compagna seduta accanto a lui. Si tratta di Joseph Kauser e di Jeronimo Yanez, entrambi da quattro anni in servizio al dipartimento di St Anthony. A sparare, secondo l'avvocato, è stato il secondo, di origine ispanica. Entrambi sono stati sospesi, come prevede la prassi in questi casi.eronimo Yanez

Continuano le proteste. La tragedia di Dallas non ha fermato il movimento "Black Lives Matter" ("Le vite dei neri contano"). Migliaia di persone sono scese in piazza nelle maggiori città Usa per dire basta alla violenza della polizia contro gli afroamericani. Una manifestazione si è svolta anche a Londra.
A Rochester, nello stato di New York, la polizia ha arrestato per i disordini 74 persone, tra cui due reporter afroamericani, a cui poi il sindaco e la polizia hanno presentato le scuse. "Abbiamo nel cuore anche Dallas", si leggeva in uno degli striscioni a New York. Altri tre arresti a Phoenix, dove la polizia ha usato spray urticanti e sparato pallottole non letali per impedire che un raduno del movimento Black Lives Matter bloccasse un'autostrada.
Ad Atlanta e in Minnesota la tensione è alta, così come lo è a Baton Rouge, in Louisiana, dove qualche giorno fa un venditore ambulante afroamericano era stato ucciso da agenti mentre era spalle a terra. Qui le forze dell'ordine si sono schierate in assetto da combattimento. In piazza anche Baltimora.

A Los Angeles i rapper Snoop Dogg e The Game hanno guidato un corteo fino alla centrale della polizia, dove si è tenuto un incontro con il sindaco e il capo delle forze dell'ordine per chiedere più sforzi per migliorare i rapporti fra le minoranze e gli agenti. A Omaha, Nebraska, 300 manifestanti si sono ritrovati nel centro della città: le attese erano per un maggior numero di persone, ma l'attacco a Dallas ha fatto desistere molti dallo scendere in piazza

A Pittsburgh, Pennsylvania, il capo della polizia è sceso in piazza con i manifestanti, in una marcia contro le "crescenti disuguaglianze e la tossica atmosfera d'odio". A Washington manifestazioni si sono svolte davanti al Dipartimento di Giustizia e alla Casa Bianca, fra candele e canti.

Solidarietà per le forze dell'ordine. Le immagini dell'uccisione dei cinque agenti a Dallas ha suscitato anche un'ondata di solidarietà per la polizia, non solo in Texas, ma in tutto il paese. Cittadini che hanno portato mazzi di fiori nelle sedi di polizia, inviato messaggi social, o chiamato soltanto per dire grazie agli agenti in lutto.
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