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Usa, Dallas aspetta Obama. Spari durante veglia a Baltimora, cinque feriti

(ap)
La città non ha atteso l'arrivo del presidente per rendere omaggio a Michael Krol, Brent Thompson, Patrick Zamarripa, Lorne Ahrens e Michael Smith, freddati venerdì 8 luglio dall'azione solitaria del 25enne Micah Johnson. Un migliaio di persone radunate nella notte davanti alla centrale di polizia alla luce delle candele. Nuove minacce su Facebook: "A Philadelphia salteranno in aria tre distretti"
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Nel giro di una settimana gli Stati Uniti, senza distinzioni, sembrano diventati uno dei luoghi più pericolosi e inaffidabili del pianeta. Dove si spara e si muore ogni giorno e ogni notte, senza più riuscire a distinguere "il buono dal cattivo". L'ultimo aggiornamento arriva da Baltimora, Maryland, dove lunedì notte un uomo armato ha fatto fuoco su una trentina di persone radunatesi per pregare sul luogo dove 24 ore prima un giovane afroamericano, Jermaine Scofield, 24 anni, era stato ritrovato morto, crivellato di colpi. Cinque persone, quattro donne e un uomo di età compresa tra i 20 e i 48 anni, hanno riportato ferite superficiali alle gambe, alle caviglie, una è stata colpita di striscio allo stomaco. L'aggressore è riuscito a far perdere le sue tracce. Forse gli Usa non hanno mai smesso di essere un "nuovo mondo" particolarmente pericoloso. Ma poi arriva la National Rifle Association (Nra), organismo di rappresentanza dei produttori e commercianti di armi, e sbandiera il dato: tra 1994 e 2014 gli omicidi con arma da fuoco negli Stati Uniti sono diminuiti del 40%.
E' in questo clima, è in questa America, che Dallas si prepara a ricevere il presidente Barack Obama, cinque giorni dopo l'assassinio di cinque agenti di polizia da parte di un riservista afroamericano dell'esercito durante un corteo contro l'uso sproporzionato della forza da parte delle forze dell'ordine. Proprio sul finire del suo doppio mandato, il primo presidente nero nella storia degli Usa è chiamato a ricucire l'anima del suo grande Paese lacerata da nuove tensioni razziali con un attesissimo discorso in cui, anticipa il suo portavoce Josh Earnest, "spera di portare conforto a Dallas".
La cerimonia interreligiosa in memoria degli agenti Michael Krol, Brent Thompson e Patrick Zamarripa, del caporal maggiore Lorne Ahrens e del sergente Michael Smith, freddati il 7 luglio dall'azione solitaria del 25enne Micah Johnson, si terrà in serata al Morton H. Meyerson Symphony Center. Con Obama ci sarà il vice Joe Biden, ma prenderà la parola anche il suo predecessore, George W. Bush. Il presidente incontrerà poi in forma privata i familiari dei cinque caduti, i cui funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in forma privata in diverse località del Texas.

La Casa Bianca rende noto che Obama e Biden hanno incontrato otto capi della polizia degli Stati Uniti e rappresentanti delle associazioni delle forze dell'ordine per ascoltare le loro proposte sulle misure da mettere in campo per ricostruire la fiducia con la comunità. "Hanno ringraziato i dirigenti per il loro servizio e hanno espresso il cordoglio per i loro colleghi scomparsi facendo il loro dovere", precisa la nota.

Dallas non ha voluto attendere l'arrivo del comandante in capo della Nazione per rendere omaggio ai suoi cinque "supereroi", come li ha definiti il capo della polizia della città David Brown nel corso di una veglia notturna illuminata dalle candele accese da un migliaio di persone davanti alla centrale, la strada coperta di fiori, alla presenza di tanti colleghi e amici dei poliziotti uccisi.
A Dallas, dove giovedì scorso Micah Xavier Johnson ha trasformato in una carneficina la protesta per i due afroamericani uccisi dalla polizia in Louisiana e Minnesota prima di saltare in aria nel suo nascondiglio con l'ordigno che la polizia gli ha recapitato usando un robot, il lutto colpisce un Dipartimento che, nel generale clima di sfiducia e rabbia della comunità nera nei riguardi delle forze dell'ordine, si era distinto per aver operato importanti passi nel ricucire il suo rapporto con le minoranze e marginalizzare gli agenti violenti.

Un'azione per la quale David Brown, afroamericano esattamente come il killer, aveva dovuto superare molte resistenze nella base. Il capo della polizia ha voluto ricordarlo durante la veglia di stanotte, affermando che a Dallas il crimine, le sparatorie con la polizia ma anche i reclami per l'eccessivo uso della forza da parte dei suoi agenti sono calati nettamente "sotto il mio sguardo". "Questo è il miglior Dipartimento del Paese e sono fiero che il mio nome sia accostato alle donne e agli uomini del Dipartimento di polizia di Dallas". Il capo della polizia, senza chiedere apertamente un maggior controllo sulla vendita delle armi negli Stati Uniti, ha efficacemente descritto le difficoltà con cui i suoi uomini devono confrontarsi "quando c'è gente che va in giro portando a tracolla un AR-15 (il fucile automatico usato da Micah Johnson, ndr) e le sparatorie si svolgono tra la folla. Quando quella gente inizia a correre, tutti sparano e noi non riusciamo a distinguere chi sia il buono e chi sia il cattivo". Tanto è vero che a Dallas, giovedì 7 luglio, la polizia ha creduto di essere oggetto di un attacco coordinato portato da più soggetti armati.

"Volete sapere cosa penso del controllo delle armi? Chiedete ai legislatori di fare qualcosa e su quel qualcosa io vi darò la mia opinione" la risposta di David Brown, capo della polizia nella terza città del Texas, uno degli Stati dove è più radicato l'attaccamento al secondo emendamento della Costituzione americana, che garantisce a ogni cittadino il diritto di possedere un'arma per difendere proprietà e famiglia. "Fate il vostro lavoro, noi stiamo facendo il nostro mettendo la nostra vita in prima linea".

Dallas: la veglia per i poliziotti uccisi

Mentre Dallas piange, nel resto degli Stati Uniti il succedersi delle manifestazioni è scandito da nuovi episodi di violenza che coinvolgono la polizia e Facebook pulsa di messaggi di minaccia al suo indirizzo. Ora è a Philadelphia che si indaga su una precisa promessa di vendetta. Il locale dipartimento non fornisce ulteriori spiegazioni, è l'emittente WPVI-TV a riferire di una persona che avrebbe segnalato il messaggio apparso sul social network: "Qualcuno potrebbe far saltare in aria le sedi di tre distretti di polizia".

Ben poco virtuali sono invece i proiettili esplosi contro un'auto della polizia da cinque persone in un Suv, nelle prime ore di stamane a sud-est di Washington. Il portavoce Dustin Sternbeck ha dichiarato che gli agenti hanno risposto al fuoco e ordinato ai cinque di uscire dal loro mezzo. Dopo circa mezz'ora gli occupanti, tre uomini e due donne, si sono arresi e sono stati tratti in arresto. Nessuno è rimasto ferito. Da parte di Sternbeck nessuna spiegazione dell'accaduto. E' in corso l'accertamento sul coinvolgimento degli arrestati in attività criminali precedenti l'arrivo della polizia sul luogo dello scontro a fuoco.

Dopo Dallas, altri afroamericani sono morti per mano della polizia in circostanze da chiarire. E' accaduto venerdì a Houston, ancora in Texas, quindi sabato a Saint Louis, Missouri, dove un agente in ferie ha freddato un ventenne che gli era entrato in casa dopo aver litigato con lui via Facebook sulla violenza della polizia. Oggi la cronaca registra la morte di un afroamericano armato di coltello a Sacramento, in California, ucciso da due agenti per il suo "disordinato e minaccioso comportamento", come ha spiegato successivamente il portavoce della polizia Bryce Heinlein. I due agenti sono intervenuti su segnalazione di un testimone, secondo il quale l'uomo aveva una pistola alla cintura. Quella che segue è la versione dei fatti in un comunicato del Dipartimento di polizia di Sacramento.

Alla vista di una pattuglia, l'uomo, non identificato, età tra i 50 e i 60 anni, ha scagliato un oggetto contro l'auto e sarebbe stato visto mettere mano alla cintura come per impugnare l'arma. Successivamente l'uomo ha alzato il pugno brandendo un coltello e ha aggredito uno degli agenti chiusosi in macchina per difendersi. Sono stati altri due agenti sopraggiunti sul posto a fare fuoco, "con numerosi colpi" secondo le news, contro l'uomo che nel frattempo si era rivolto minacciosamente anche verso di loro. Gli agenti hanno poi recuperato il coltello, ma nessuna pistola. Il portavoce Heinlein ha tenuto a sottolineare come l'uomo ucciso non abbia mai "assecondato" i "ripetuti ordini degli agenti perché posasse l'arma. Non sono certo che ce l'avesse con loro, ma gli si è rivolto contro in modo minaccioso, a quel punto gli agenti hanno sparato".