Funerali Dallas, Obama: "Razzismo non è finito, nessuno è immune"
di ALBERTO CUSTODERO
Il presidente, che ha telefonato alle famiglie dei due afroamericani uccisi, rende omaggio ai cinque poliziotti freddati l'8 luglio dall'azione solitaria di un veterano dell'Afghanistan: "Non possiamo ignorare proteste neri"
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"IL razzismo non è finito" con Martin Luther King o con leggi come il civil rights act, "i pregiudizi rimangono, tutti nella vita ci imbattiamo nell'essere bigotti a un certo punto delle nostre vite. Se siamo onesti, siamo in grado di sentire i pregiudizi dentro di noi". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, a Dallas, in Texas (accompagnato dalla moglie Michelle), alla cerimonia commemorativa dei 5 agenti uccisi giovedì scorso dal veterano dell'Afghanistan, Micah Johnson.
L'attacco ai cinque poliziotti è stato non solo un atto di "stupida violenza ma anche di odio razziale". "Non possiamo far orecchie da mercante e non tenere conto delle manifestazioni degli afroamericani, considerare quelle persone come paranoici e piantagrane, non possiamo metterle da parte come inquietudine politica o mettere l'etichetta del razzismo. Farlo significa negare la realtà".
Dallas: la veglia per i poliziotti uccisi
"Dobbiamo respingere l'idea che la divisione razziale non possa essere colmata". "Ma non si tratta di finanziare politiche che funzionino, ma di trovare consenso, trovare la volontà per i cambiamenti", ha detto in quello che sembra voler essere il suo testamento politico, quasi ammettendo una sorta di impotenza, di essere stato a troppe commemorazioni come quella di oggi, invitando la gente a riflettere sulla sua reale volontà di cambiamento, "ad aprire il cuore".
"Con il cuore aperto, gli agenti di polizia possono forse realizzare di non essere meglio degli altri". "Anche chi non apprezza il movimento di protesta black lives matter, deve sentire il dolore della famiglia di Alton Sterling".
Il presidente Usa ha reso omaggio prima di tutto "al ruolo della polizia, che al momento degli spari stava garantendo la sicurezza di una protesta per l'uccisione di neri da parte delle forze dell'ordine". "Nonostante il fatto che la polizia fosse il soggetto della protesta - ha sottolineato il presidente Usa - quegli uomini hanno fatto il loro lavoro, stavano servendo il Paese". "Il nostro intero modo di vivere in Usa dipende dal ruolo della legge".
"Gli agenti di Dallas hanno salvato molte più vite di quelle che possiamo immaginare". "Dobbiamo respingere la disperazione che molti americani sentono dopo le recenti sparatorie". "La stragrande maggioranza dei poliziotti fa un lavoro incredibilmente duro e pericoloso in modo professionale e giusto, quindi merita il nostro rispetto", mentre quando "chiunque dice che gli agenti siano tutti corrotti o agiscono in base a pregiudizi" non "solo indebolisce, ma mina la causa della giustizia che le forze dell'ordine promuovono".
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"Il dolore che sentiamo potrebbe non passare presto, ma la mia fede mi dice che i poliziotti non sono morti invano". "Il nostro dolore può renderci un Paese migliore", con "più giustizia e più pace".
Poco prima dell'atterraggio dell'Air Force One (su cui c'era anche il senatore del Texas Ted Cruz, ex candidato presidenziale repubblicano), è arrivato anche il vicepresidente Usa Joe Biden. A Dallas c'è anche George W. Bush che ha preso la parola alla cerimonia funebre interreligiosa che si sta svolgendo al Symphony Center. Obama è arrivato a Dallas in un clima teso, dopo l'ondata di proteste e arresti in molte città americane, minacce alla polizia e una serie di recenti sparatorie contro le forze dell'ordine, le ultime oggi a Washington e nella contea texana di Ellis, vicino a Dallas, fortunatamente senza feriti, ma anche a Baltimora, dove uno sconosciuto ha fatto fuoco alla veglia per un afroamericano ucciso, colpendo cinque persone.
Obama telefona a famiglie afroamericani uccisi. Barack Obama ha telefonato alla madre di Philando Castile, uno dei due neri la cui uccisione brutale da parte della polizia ha scatenato proteste in tutto il Paese. La morte a St Paul, Minnesota, di Castile, freddato in auto durante un banale controllo, è stata filmata in diretta dalla sua fidanzata ed è finita sul web, suscitando una ondata di indignazione. Il presidente Usa ha chiamato anche la famiglia di Alton Sterling, l'altro nero ucciso dalla polizia, a Baton Rouge, in Louisiana, per fare le sue condoglianze.