Esteri

Strage Nizza, il sospetto di una rete in Italia

La Digos indaga sul passaggio a Bari di Chafroud Chokri, fermato in Francia perché sospettato di far parte del network dell'attentatore 

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BARI - Il passaggio risalirebbe a non molto tempo fa. Ma in queste ore gli agenti della Digos di Bari stanno accertando se per caso possa essere stato in Puglia nei giorni scorsi. La storia italiana di Chafroud Chokri, l'uomo fermato a Nizza perché sospettato di far parte della rete di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, è ora al centro di un'indagine conoscitiva della procura di Bari affidato al procuratore Giuseppe Volpe e al sostituto Renato Nitti. Ieri i poliziotti hanno ricevuto un'indicazione dai colleghi francesi di un passaggio recente di Chokri in Italia e più in particolare a Gravina di Puglia, città che si trova a circa 40 chilometri da Bari.

Gli agenti hanno rintracciato due connazionali che avrebbero ospitato l'uomo e hanno effettuato, di loro iniziativa, una perquisizione proprio mentre il ministro Alfano annunciava l'operazione. Che aveva scatenato una dura replica del procuratore nazionale antiterrorismo, Franco Roberti: "A noi non risulta - ha detto Roberti dopo l'annuncio di Alfano - il che può essere ricondotto o ad una informazione non esatta che ha ricevuto il ministro oppure ad un difetto di circolazione delle informazioni all'interno delle istituzioni, e questo sarebbe grave, perché sarebbe opportuno che certe notizie prima di essere divulgate venissero fatte circolare all'interno del circuito istituzionale, in modo che la procura nazionale antimafia abbia la possibilità di dare un apporto conoscitivo importante su ciascun dato di cui viene a conoscenza". La perquisizione non ha dato però alcun esito: quando sono arrivati in casa gli agenti non c'era nessuno. Durante la serata hanno cominciato la ricerca delle persone che in città potevano conoscere i due amici per ricostruire anche che cosa ha fatto Chokri quando era in Italia e in Puglia.