Esteri

Nizza, l'accusa sulla sicurezza: "Una sola auto all'ingresso della Promenade"

La foto del quotidiano Libération. Si vedono solo agenti della polizia municipale con la pettorina gialla a sbarrare la Promenade 
Secondo Libération, l'unica macchina del dispositivo di sicurezza era della polizia municipale e non nazionale. Il governo avrebbe dunque mentito. Il ministro dell'Interno Cazeneuve: "E' una controverità". Ma apre un'inchiesta
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PARIGI - "Falle e menzogne di Stato". Una settimana dopo la strage di Nizza che ha provocato 84 vittime, il quotidiano Libération ricostruisce nel dettaglio i buchi nella sicurezza di quella sera. E accusa il governo, che da giorni continua a negare, di non aver messo a disposizione della città abbastanza poliziotti. La domanda che perseguita le autorità e le famiglie delle vittime è sempre quella: come ha potuto un camion di 19 tonnellate entrare in una zona pedonale, vietata al traffico e che doveva essere presidiata dalle forze dell'ordine per la festa nazionale? E' dalla notte del massacro che comune e governo si rimpallano la responsabilità.

Il 16 luglio il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, aveva pubblicato un comunicato ricordando gli effettivi sul posto e la presenza di "numerose volanti della polizia nazionale per bloccare la carreggiata". La Prefettura aveva comunicato anche che il tir era passato, aggirando i blocchi, "passando sul marciapiede". E su questo le diverse ricostruzioni concordano.

Ma quello su cui Libération fa chiarezza - con fotografie della sera e testimonianze dirette - è che, contrariamente a quanto detto dall'esecutivo, all'ingresso della zona pedonale, gli agenti nazionali erano andati via alle 20.30, rimpiazzata da quelli municipali. I soli 2 agenti municipali presenti al momento dell'irruzione del tir, avvenuta all'incrocio tra la Promenade e il boulevard Gambetta, non erano sufficientemente armati e addestrati per fermare il terrorista quando ha forzato il blocco. Hanno potuto dare solo l'allarme agli altri colleghi alle ore 22.33.

Mohamed Bouhlel ha potuto intanto fare strage per i 370 metri successivi della Promenade, fino all'altezza dell'hotel Westminster, senza incontrare altri poliziotti. A quel punto incontra invece 6 agenti nazionali che sparano, tentano di fermarlo, rallentano la sua corsa che continuerà comunque per altre decine metri, superando l'Hotel Negresco fino al Palais de la Méditerranée, dove sarà ucciso da tre agenti allertati poco prima dai colleghi della polizia municipale.

Martedì, davanti all'Assemblea nazionale, il premier Manuel Valls aveva categoricamente escluso qualsiasi falla alla sicurezza: "Non accetterò mai che si insinui che la strage poteva essere evitata. Significherebbe screditare le nostre forze dell'ordine".

Il comune di Nizza, guidato dalla destra, aveva già deciso di sporgere denuncia contro lo Stato, anche se i socialisti sostengono che il sindaco Philippe Pradal avrebbe dovuto annullare il raduno per i fuochi d'artificio se era al corrente - come sembra - degli scarsi effettivi per proteggere i cittadini.Al di là delle falle nel dispositivo di sicurezza, che forse non avrebbe comunque potuto fermare il terrorista, restano le presunte bugie del governo.

Il quotidiano della sinistra francese accusa il ministro Cazeneuve: "Non nascondere nulla degli errori commessi è una necessità democratica", scrive il quotidiano in un duro editoriale. Il ministro ha criticato la pubblicazione dell'inchiesta, definita una "controverità", ma ha deciso di lanciare un'inchiesta interna per fare luce sulla ricostruzione del giornale.

Nizza, Cazeneuve: "Il camion è riuscito ad aggirare il posto di blocco"


Valls, basta mettere in dubbio parola governo. Il governo francese "non ha niente da nascondere" ma "è insopportabile che sia sempre messa in dubbio la parola del governo". Così il premier francese, Manuel Valls, commenta la ricostruzione di Libération: "Bisogna rispettare lo Stato e il pubblico, bisogna che ciascuno giochi il suo ruolo ma con rispetto", ha aggiunto.

Valls ha aggiunto di avere voluto esprimere il suo sostegno al ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve: "Sono note la sua integrità e precisione. Le menzogne e le accuse sono la cosa più lontana da Cazeneuve. Abbiamo un solo nemico comune, il terrorismo contro cui combattiamo".