Trump giù nei sondaggi: "Hillary, il diavolo". Obama ai repubblicani: "Come fate a sostenerlo?"
Paolo Brera
Donald Trump (ap)
Sei punti percentuali persi in una settimana, ora il distacco è di nove: 52%-43%. Licenziati due uomini chiave della campagna, parte all'attacco del patto tra Sanders e Clinton: "Ha venduto l'anima a Lucifero, lei è Lucifero"
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Barack Obama ora si rivolge ai leader del partito repubblicano. Con una domanda secca, che non necessita di alcun preambolo: "Perché continuate a sostenere Donald Trump?". Obama pensa allo speaker della Camera dei rappresentati, Paul Ryan, e al senatore John McCain, che proprio a Barack contese la presidenza nel 2008, che "ogni giorno e ogni settimana devono prendere le distanze da quello che dice. Ci deve essere un momento in cui anche voi direte: non posso volere quella persona alla presidenza degli Stati Uniti, anche se dice di essere del mio partito". Un candidato, incalza Obama, che parla da Singapore, "che non sembra avere conoscenze di base intorno a questioni critiche in Europa, in Medio Oriente o in Asia. Dovrà arrivare un momento in cui anche voi direte: è troppo".
Chi lo ha già detto è Richard Hanna, newyorkese, il primo membro del Congresso a dichiarare ufficialmente che voterà per Hillary Clinton perché "Trump è un imbarazzo per la nostra nazione". La prima importante crepa nell'operazione di compattamento dei repubblicani attorno al miliardario che alle primarie ha fatto fuori gli uomini sospinti dall'establishment dell'Ogp. Certo, è più facile smarcarsi quando, a meno di cento giorni dall’Election day, Trump accusa nove punti di svantaggio da Hillary Clinton. Di cui sei persi in una settimana, nel tentativo maldestro di replicare all’affondo del papà di un soldato musulmano morto in combattimento in Iraq, con McCain talmente indignato da fermarsi "appena un passo prima dall'annuncio del ritiro dell'endorsement".
Da parte sua, Trump scarica ogni addebito su due possibili colpevoli alternativi. Il primo sono i suoi consulenti, gli uomini che gli stanno disegnando la campagna elettorale. Il secondo è avvolto in una nube di zolfo: Lucifero, il suo avversario elettorale, che per il resto del mondo veste i panni di Hillary. Identificazione, quest'ultima, avvenuta ieri sera a Mechanicsburg, in Pennsylvania, durante un comizio elettorale in cui Trump stava attaccando con la solita irruenza dialettica lo sfidante sconfitto nella corsa per la nomination democratica, Bernie Sanders: "Ha fatto un pessimo affare. Non avrebbe dovuto fare alcun accordo, se ne sarebbe dovuto andare semplicemente come chi ha fatto qualcosa di grandioso. Ma una volta fatto l'accordo... credetemi, si è pentito. Quest'uomo è un acquirente pentito! Se non avesse fatto nulla, se se ne fosse semplicemente andato a casa, a dormire, a rilassarsi, sarebbe stato un eroe. Ma ha fatto un accordo con il diavolo. Lei è il diavolo!".
Usa 2016, Trump: "Hillary è il diavolo"
Per settimane ha bollato come "lying crooked Hillary", bugiarda e corrotta, la prima donna ad avere una grande chance di governare gli Stati Uniti; ora l'ha promossa a Maligno in persona. Non sono giorni semplici, per il re degli immobiliaristi. La stoccata ricevuta alla convention democratica da Khizr Khan, papà di una recluta uccisa in Iraq nel 2004, americano e musulmano di origini pachistane, e soprattutto la sua goffaggine nel replicare a testa bassa insinuando che la moglie velata al suo fianco fosse stata obbligata a tacere dal marito gli hanno affievolito la simpatia e l'appoggio tra i repubblicani a cui chiede il voto: se, come ha auspicato per Sanders, "se ne fosse semplicemente andato a casa, a dormire e a rilassarsi" invece di replicare mancando di rispetto per il dolore delle famiglie dei caduti di guerra, forse oggi non sarebbe costretto a rincorrere da lontano il Diavolo e a silurare Ed Brookover and Jimmy Stracner, due dei suoi strateghi di una campagna elettorale che ha preso una pessima piega.
Entrambi erano uomini di Ben Carson, uno degli sfidanti di Trump che una volta sconfitto ha garantito il suo appoggio con un pieno endorsement. Brookover, da molti anni stratega dei repubblicani, era consigliere politico ed è stato uno degli organizzatori della convention repubblicana del mese scorso. Stracner era uno dei direttori politici della campagna elettorale di Trump. Secondo gli ultimi sondaggi di Cnn/Orc, pubblicati ieri, Hillary ha il 52% dei consensi contro il 43% di Trump. Solo una settimana fa erano testa a testa, 48% contro 45%.