A Santa Sofia, sul piazzale dei pullman, c’è solo il bus della Melikgazi Belediyespor, squadretta di pallavolo dell’Anatolia centrale. Gli atleti hanno scelto il giorno giusto per visitare la basilica: le interminabili file alla biglietteria sono sparite, e si può visitare persino la vicina cisterna del VI secolo senza aspettare. Ma a parte qualche azero e le immancabili donne saudite coperte di nero da capo a piedi, gli unici visitatori sono turchi. All’interno, le giovanissime reclutate dalla circoscrizione come guide abbassano lo sguardo sulla maglietta con la scritta “Ask me” e raccontano: niente europei, diversi arabi, qualche latinoamericano, ma gran parte dei visitatori è gente delle periferie, che approfitta dei mezzi di trasporto cittadino gratuiti, come voluto da Erdogan.
Anche gli hotel del litorale sono in serie difficoltà: su internet i pacchetti vacanza sono offerti a metà prezzo, ma non basta. Serdar Carcilioglu, responsabile dell’Hilton di Bodrum e presidente dell’associazione direttori di alberghi di lusso, al telefono parla di un calo fra il 35 e il 40 per cento, con alberghi mezzo vuoti fino a settembre. Dall’hotel Pasha di Antalya raccontano: offriamo sconti del 40 per cento, ma metà delle camere è vuota.
La mazzata più pesante all’industria turca del turismo, prima ancora che il tentato golpe e la seguente repressione, l’ha data l’attentato all’aeroporto Atatürk. Il settore era già in crisi nera dopo la rottura con la Russia, seguita all’abbattimento del caccia Sukhoi di Mosca da parte dell’aeronautica turca. La diplomazia turca sta cercando di ricucire lo strappo con Mosca, le restrizioni sui voli sono già cancellate e nei prossimi giorni Erdogan dovrebbe sancire il disgelo con una stretta di mano assieme a Putin, ma anche se qualche russo arriverà, la stagione è compromessa.
Golpe Turchia, no a preghiere e riti religiosi: a Istanbul sorge il "cimitero dei traditori"
Nessuna pietra tombale, ne' rito religioso. Il corpo del capitano dell'esercito turco Mehmet Karabekir è stato sepolto senza tante cerimonie in un appezzamento di terra vicino a un rifugio per animali, in un sobborgo della parte est di Istanbul. Karabekir è uno dei soldati accusati di aver partecipato al fallito golpe militare contro il governo di Tayyip Erdogan, e il suo triste destino dà la misura della furia scatenata dalle autorità contro i golpisti. L'area dove sorgerà il camposanto è già stata soprannominata "Il cimitero dei traditori", e la sua realizzazione è stata voluta dal municipio della metropoli turca. Non vi è alcun indizio che il governo o il presidente Erdogan siano collegati a questa iniziativa, che ha già dato vita a non poche polemiche. Sono molti, infatti, i cittadini turchi che attraverso i social network hanno giudicato eccessiva quest'ultima punizione inflitta ai golpisti caduti. Molti hanno preseo le distanze dall'iniziativa. Come nel caso del presidente degli affari religiosi del Paese, Mehmet Görmez, il cui portavoce ha riferito a Reuters di essere contrario all'istituzione dei cimitero, nociva per le famiglie dei caduti
Unica nota positiva, il record di viaggiatori islamici: lo scorso 10 luglio l’aeroporto Atatürk ha registrato il suo record storico, con 1443 voli partiti o atterrati. Era la giornata conclusiva dell’Eid al Fitr, la tradizionale festa di fine Ramadan, ma era anche meno di due settimane dall’attentato nello stesso scalo. Dice il premier Binali Yildirim: «Questo è il nostro modo di reagire. L’aeroporto di Bruxelles, dopo gli attentati, è rimasto chiuso per dieci giorni».