Sudafrica, prima sconfitta del partito di Mandela: l'Anc perde le città principali
Francesco Malgaroli, di FRANCESCO MALGAROLIL'African National Congress perde le principali città. Vince Maimane, primo leader nero del partito bianco all'opposizione. Guadagna voti anche il "ribelle" Malema
Il Sudafrica della Nazione Arcobaleno, da tempo sbiadita, si è svegliato di colpo dopo le elezioni amministrative. Il Congresso nazionale africano (African National Congress, Anc), al potere dal 1994, quando Nelson Mandela fu eletto presidente della Repubblica, si è reso conto che per la prima volta dovrà fare i conti con l’Alleanza democratica (Democratic Alliance, Da). Con oltre il 54% a livello nazionale – contro il 61% alle elezioni presidenziali del 2014 – l’Anc è sempre il primo partito, ma incassa la peggiore sconfitta dalla fine dell’apartheid.
Tranne che Durban, l'Anc ha perso tutte le principali città. L'Alleanza ha vinto a Cape Town e Port Elizabeth ed è testa a testa a Johannesburg e nella capitale Pretoria. Merito di Mmusi Maimane, il volto nuovo della Da: primo leader nero del partito bianco all'opposizione, giovane (ha 36 anni), ha messo il dito sulla piaga della corruz…
Tranne che Durban, l'Anc ha perso tutte le principali città. L'Alleanza ha vinto a Cape Town e Port Elizabeth ed è testa a testa a Johannesburg e nella capitale Pretoria. Merito di Mmusi Maimane, il volto nuovo della Da: primo leader nero del partito bianco all'opposizione, giovane (ha 36 anni), ha messo il dito sulla piaga della corruz…
Il Sudafrica della Nazione Arcobaleno, da tempo sbiadita, si è svegliato di colpo dopo le elezioni amministrative. Il Congresso nazionale africano (African National Congress, Anc), al potere dal 1994, quando Nelson Mandela fu eletto presidente della Repubblica, si è reso conto che per la prima volta dovrà fare i conti con l’Alleanza democratica (Democratic Alliance, Da). Con oltre il 54% a livello nazionale – contro il 61% alle elezioni presidenziali del 2014 – l’Anc è sempre il primo partito, ma incassa la peggiore sconfitta dalla fine dell’apartheid.
Tranne che Durban, l'Anc ha perso tutte le principali città. L'Alleanza ha vinto a Cape Town e Port Elizabeth ed è testa a testa a Johannesburg e nella capitale Pretoria. Merito di Mmusi Maimane, il volto nuovo della Da: primo leader nero del partito bianco all'opposizione, giovane (ha 36 anni), ha messo il dito sulla piaga della corruzione e della disoccupazione dell’Anc. Ha vinto anche Julius Malema, l’ex leader della Gioventù dell’Anc che, con il 7-8 percento ottenuto dal suo partito di ultrasinistra dei Combattenti per la libertà (Economic Freedom Fighters, Eef), sarà l’ago della bilancia. Ha perso invece Jacob Zuma, il presidente attuale, incolore e per molti corrotto.
A Cape Town, già governata dal Da, il partito prima di Helen Zille, bianca e che guardava ai bianchi, ora per la prima volta capeggiato da un nero, Maimane, ha più del 60%. Nella municipalità di Nelson Mandela Bay dove si trova Port Elizabeth, città simbolo della lotta contro la segregazione e capitale dell’industria automobilistica, l'Anc ha capitolato davanti al Da.
Maimane è il volto del Sudafrica nel futuro? Presto per capirlo, ma la mutazione della Da fino ad attirare molte persone fuoriuscite dall'Anc dopo anni di promesse non mantenute è evidente. Ora anche i neri guardano a lui. Nato nel 1980, era ancora piccolo per votare Mandela quando vinse le presidenziali nel 1994. Laureato, ha fatto carriera nell’Alleanza democratica, fino a ottenerne la leadership nel 2015, con la benedizione della Zille. Si è rivolto ai neri e non solo ai bianchi e ai “coloured”, i meticci, e la sua stella è salita in fretta. È stato all'opposizione a Johannesburg e poi al governo. Ora però i pesi si sono ribaltati. Se il consenso a livello nazionale è ancora ristretto, il 26 percento, alle municipali la partita è diversa e qui Maimane e i suoi possono davvero incidere.
Volto relativamente vecchio per la politica sudafricana, ma con una nuova veste, Julius Malema è il vero vincitore nei confronti dell'Anc. Figlioccio di Zuma, noto per una vita di eccessi - dalle auto e le case agli amici e alla passione per lo Zimbabwe del dittatore Mugabe, a cui si ispira con un programma zeppo di populismo - fu cacciato fuori dall’Anc dal presidente e sembrava oramai finito. Ma ha ripulito la sua immagine, formato un partito nuovo ed è riuscito a entrare in Parlamento con un drappello di rappresentanti che fa colore, a cominciare dalla tenuta rossa dalla testa ai piedi, e ora può dare un spallata a Zuma e all'Anc.
Nkandla, paese natale di Zuma, è invece la prova evidente del fallimento della sua politica: l’Anc lì ha perso. Ma sembra che il presidente goda ancora di una sorta di immunità nei processi: assolto in quello per stupro (ma la vittima chiese asilo il Olanda); assolto dall’accusa di corruzione; colpevole solo di frode per l’utilizzo di fondi per costruire la sua abitazione. Tutti i media sono contro di lui. Ma Zuma fino a questo momento ha retto e non ha intenzione di mollare. Con una disoccupazione al 27 percento – ma, secondo molti, ben più alta – e una crescita economica vicina allo zero, per tanti che hanno ancora a cuore per l’Anc di Mandela, Sisulu e Tambo, è più di un segnale.
Tranne che Durban, l'Anc ha perso tutte le principali città. L'Alleanza ha vinto a Cape Town e Port Elizabeth ed è testa a testa a Johannesburg e nella capitale Pretoria. Merito di Mmusi Maimane, il volto nuovo della Da: primo leader nero del partito bianco all'opposizione, giovane (ha 36 anni), ha messo il dito sulla piaga della corruzione e della disoccupazione dell’Anc. Ha vinto anche Julius Malema, l’ex leader della Gioventù dell’Anc che, con il 7-8 percento ottenuto dal suo partito di ultrasinistra dei Combattenti per la libertà (Economic Freedom Fighters, Eef), sarà l’ago della bilancia. Ha perso invece Jacob Zuma, il presidente attuale, incolore e per molti corrotto.
A Cape Town, già governata dal Da, il partito prima di Helen Zille, bianca e che guardava ai bianchi, ora per la prima volta capeggiato da un nero, Maimane, ha più del 60%. Nella municipalità di Nelson Mandela Bay dove si trova Port Elizabeth, città simbolo della lotta contro la segregazione e capitale dell’industria automobilistica, l'Anc ha capitolato davanti al Da.
Maimane è il volto del Sudafrica nel futuro? Presto per capirlo, ma la mutazione della Da fino ad attirare molte persone fuoriuscite dall'Anc dopo anni di promesse non mantenute è evidente. Ora anche i neri guardano a lui. Nato nel 1980, era ancora piccolo per votare Mandela quando vinse le presidenziali nel 1994. Laureato, ha fatto carriera nell’Alleanza democratica, fino a ottenerne la leadership nel 2015, con la benedizione della Zille. Si è rivolto ai neri e non solo ai bianchi e ai “coloured”, i meticci, e la sua stella è salita in fretta. È stato all'opposizione a Johannesburg e poi al governo. Ora però i pesi si sono ribaltati. Se il consenso a livello nazionale è ancora ristretto, il 26 percento, alle municipali la partita è diversa e qui Maimane e i suoi possono davvero incidere.
Volto relativamente vecchio per la politica sudafricana, ma con una nuova veste, Julius Malema è il vero vincitore nei confronti dell'Anc. Figlioccio di Zuma, noto per una vita di eccessi - dalle auto e le case agli amici e alla passione per lo Zimbabwe del dittatore Mugabe, a cui si ispira con un programma zeppo di populismo - fu cacciato fuori dall’Anc dal presidente e sembrava oramai finito. Ma ha ripulito la sua immagine, formato un partito nuovo ed è riuscito a entrare in Parlamento con un drappello di rappresentanti che fa colore, a cominciare dalla tenuta rossa dalla testa ai piedi, e ora può dare un spallata a Zuma e all'Anc.
Nkandla, paese natale di Zuma, è invece la prova evidente del fallimento della sua politica: l’Anc lì ha perso. Ma sembra che il presidente goda ancora di una sorta di immunità nei processi: assolto in quello per stupro (ma la vittima chiese asilo il Olanda); assolto dall’accusa di corruzione; colpevole solo di frode per l’utilizzo di fondi per costruire la sua abitazione. Tutti i media sono contro di lui. Ma Zuma fino a questo momento ha retto e non ha intenzione di mollare. Con una disoccupazione al 27 percento – ma, secondo molti, ben più alta – e una crescita economica vicina allo zero, per tanti che hanno ancora a cuore per l’Anc di Mandela, Sisulu e Tambo, è più di un segnale.