Si è ulteriormente aggravato il bilancio delle vittime delle frane causate dalla tempesta tropicale Earl che si è abbattuta sul Messico: sono almeno 45 le persone rimaste uccise negli stati di Puebla e Veracruz, nella regione centro-orientale del Paese dove sono state registrate, rispettivamente, 13 e 32 vittime. Intanto al lavoro ci sono oltre 600 soldati e soccorritori che con l'aiuto dei cani sono alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Gli sfollati sono centinaia. Si tratta, spiegano le autorità locali, del peggior disastro causato dal maltempo degli ultimi tre anni.
Luis Felipe Puente, coordinatore nazionale della protezione civile del ministero degli Interni, ha annunciato che il bilancio delle vittime potrebbe salire a causa delle forti piogge nelle aree collinari di Oaxaca, Guerrero, Veracruz e Puebla.
A complicare la situazione è la condizione di isolamento in cui si trovano le aree colpite. Le zone abitate sono difficilmente raggiungibili dai soccorritori; si tratta, spiega Puente di "piccole strade sterrate" interrotte da numerose frane. I fiumi sono quasi al 100 per cento della loro capacità e si verificano continui allagamenti.
A preoccupare ora, è anche l'arrivo della tempesta Javier che si prepara a raggiungere oggi la Baja California Sur: la forza dei venti non è eccessiva, ma il ciclone si muove molto lentamente e, pertanto, il rischio è che i paesi colpiti si ritrovino nuovamente sotto l'acqua per un lungo periodo.
Luis Felipe Puente, coordinatore nazionale della protezione civile del ministero degli Interni, ha annunciato che il bilancio delle vittime potrebbe salire a causa delle forti piogge nelle aree collinari di Oaxaca, Guerrero, Veracruz e Puebla.
A complicare la situazione è la condizione di isolamento in cui si trovano le aree colpite. Le zone abitate sono difficilmente raggiungibili dai soccorritori; si tratta, spiega Puente di "piccole strade sterrate" interrotte da numerose frane. I fiumi sono quasi al 100 per cento della loro capacità e si verificano continui allagamenti.
A preoccupare ora, è anche l'arrivo della tempesta Javier che si prepara a raggiungere oggi la Baja California Sur: la forza dei venti non è eccessiva, ma il ciclone si muove molto lentamente e, pertanto, il rischio è che i paesi colpiti si ritrovino nuovamente sotto l'acqua per un lungo periodo.