Esteri

Siria, raid russi da basi iraniane. E anche la Cina si schiera con Assad

Un'immagine di distruzione ad Aleppo (reuters)
Bombardate postazioni del Califfato nelle regioni di Aleppo, Serakab, Al-Bab, Deir ez-Zor e cinque depositi di armi. Consiglieri militari iraniani in aiuto al "Fronte della resistenza" legato al presidente. Mosca: "Su Aleppo intesa vicina con Usa" ma Washington frena. La ong Human rights watch denuncia: "Ordigni incendiari su civili". E Site segnala un nuovo appello ai "lupi solitari" in Paesi europei e in Usa
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Entra in campo anche la Cina nello scenario di guerra siriano. La seconda potenza economica mondiale, e ormai militare, muove i primi passi per unirsi alla collaudata alleanza russo-iraniana a sostegno del regime di Damasco, di cui potrebbe diventare il terzo significativo partner. Un passo sulla scia di Mosca che è intervenuta militarmente dallo scorso settembre per sostenere il presidente Bashar al Assad e che sta cambiando il corso della guerra in Siria. Una scelta di campo, quella cinese, dalle conseguenze ancora insondate. Pechino finora si era concentrata militarmente solo sulle dispute nel Mar Cinese Meridionale e Orientale e si era limitata ad allargare e rafforzare sempre più la sfera di influenza in Africa solo con investimenti multimiliardari. Si era sempre tenuta lontana - salvo auspicare generiche soluzioni diplomatiche a qualsiasi fronte aperto - dal caos mediorientale. Ora per la prima volta ha reso noto che intende fornire "aiuti umanitari" ma anche "addestramento alle forze armate" del governo siriano.

L'annuncio è stato dato dall'ammiraglio cinese Guan Youfeu, direttore della cooperazione internazionale della Commissione Centrale Militare (il vertice delle forze armate al cui apice siede il presidente Xi Jinping) a Damasco dove ha incontrato il vicepremier e ministro della Difesa, Fahd Jassem al Freij. E tutto è stato riferito dall'agenzia ufficiale Xinhua. Guan ha anche incontrato - non casualmente - a Damasco il generale di corpo d'armata russo Serghei Charkov, il cui incarico ufficiale in Siria è quello di responsabile del centro russo per la riconciliazioni tra le parti belligeranti. La Cina aveva mosso a marzo un primo passo di avvicinamento al regime siriano nominando significativamente Xie Xiaoyan, ambasciatore a Teheran - l'Iran è il secondo grande alleato di Assad insieme alla Russia e alle milizie sciite libanesi Hezbollah - inviato speciale in Siria.

Siria: nuovi raid aerei russi sulle postazioni dei ribelli anti-Assad

E anche Teheran non si limita a un appoggio formale ad Assad. Per la prima volta, Mosca annuncia di aver colpito obiettivi all'interno della Siria partendo dall'Iran. Il ministero della Difesa russo ha confermato di aver schierato in Iran i bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e i cacciabombardieri Sukhoi Su-34 e che questi hanno gia' effettuato vari raid aerei "contro i terroristi siriani".  L'ammiraglio russo Vladimir Komoedov, capo della Commissione Duma per la Difesa, ha spiegato che "volare dalle basi della parte europea della Russia è costoso e richiede tempo. La questione delle spese per le azioni belliche e militari è adesso di grande importanza. Non dobbiamo sforare il budget attuale del ministero della Difesa. I voli dei Tupolev Tu-22 dall'Iran significano meno carburante e maggiore carico di bombe". Secondo il presidente della Commissione Difesa della Duma, inoltre, decollare dagli aerodromi in Siria per i raid comporta dei rischi perchè bisogna sorvolare zone di conflitto.

La conferma del coinvolgimento iraniano arriva anche dal capo del Consiglio di sicurezza nazionale della Repubblica Islamica: Ali Shamkhani ha ribadito che l'Iran è pronto a condividere con la Russia le proprie strutture e le proprie capacità nella lotta contro il terrorismo in Siria. "La collaborazione tra Teheran e Mosca per la lotta contro il terrorismo è strategica - ha sottolineato Shamkhani - al riguardo, stiamo coordinando capacità e strutture". 

I consiglieri militari iraniani aiutano il fronte della Resistenza. Shamkhani, in una dichiarazione ufficiale e senza precedenti, ha spiegato che l'Iran "aiuta" con consiglieri militari i Paesi del "fronte della resistenza" senza nessun tornaconto e solo per contrastare la minaccia crescente del terrorismo Is. L'alto funzionario iraniano ha anche messo in guardia "i Paesi vicini dell'Iran" nella regione del Golfo Persico che sostengono e finanziano i terroristi: "Sia chiaro che il sostegno al terrorismo avrà un costo molto pesante per queste Nazioni".

Il 16 agosto - riferisce il ministero russo in una nota - i velivoli Tu-22M3 e Su-34 hanno condotto raid aerei dalla base di Hamadan "contro obiettivi appartenenti allo Stato Islamico e a Jabhat al-Nusra nelle provincie di Aleppo, Deir ez-Zor e Idlib". Secondo il ministero, i raid hanno distrutto tre postazioni di comando e campi di addestramento dei militanti Daesh nelle regioni di Serakab, Al-Bab, Aleppo, Deir ez-Zor e un totale di cinque importanti depositi di armi. Nelle operazioni - precisano dal ministero - e' rimasto ucciso "un numero significativo di terroristi". Gli aerei russi avevano già condotto altri raid contro i terroristi dell'Is in Siria. Finora, erano decollati dalla base di Mozdok, in Russia, coprendo una distanza di circa 2000 chilometri, distanza che si è ridotta a 700 chilometri con le partenze dall'Iran.

Siria, bombardamenti su Aleppo: almeno 20 morti tra cui 3 bambini

Al momento non si conosce il numero di aerei russi schierato nella base iraniana di Hamadan. L'aerodromo di Hmeimim, in Siria, usato dalle forze armate russe per i raid iniziati nel settembre del 2015, non è adatto ai bombardieri pesanti Tu-22M3, ma - secondo Russia Today - le cose cambieranno perchè Damasco ha dato a Mosca il permesso di avere una base militare permanente a Hmeimim e l'aerodromo sarà quindi modernizzato dai russi nel prossimo futuro.

E a proposito di Aleppo, il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu ha detto che Mosca e Washington si stanno avvicinando ad un'intesa che in Siria dovrebbe allentare la morsa sulla città assediata Aleppo. Parlando alla tv Rossiya 24, Shoigu ha dichiarato che "passo dopo passo ci stiamo avvicinando a un accordo". "Sto parlando esclusivamente di Aleppo - ha precisato - Ciò ci darebbe un terreno comune da cui partire per portare la pace in quel territorio". Il Dipartimento di Stato Usa non ha commentato. "Nulla da annunciare in questo momento", ha replicato la portavoce Elizabeth Trudeau.

Ahmed Moaz Khatib, l'ex leader della Coalizione Nazionale per la rivoluzione siriana e le forze di opposizione, ha riferito a Sputnik che avrebbero discusso i modi per risolvere la crisi in Siria. Lo ha riferito il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bodganov. "La discussione sulla risoluzione politica della crisi siriana per porre fine alle morti di civili è una priorità ora", ha detto Khatib.

Bombe incendiarie su civili.  La ong che si occupa della difesa dei diritti umani Human rights watch ha intanto documentato l'uso di ordigni incendiari negli attacchi contro i civili in Siria in almeno 18 episodi da giugno scorso. La ong annuncia l'esistenza di "prove lampanti" che la Russia abbia sostenuto gli aerei del governo siriano in questi attacchi. "Il governo siriano e la Russia dovrebbero smettere immediatamente di attaccare aree civili con armi incendiarie", ha affermato Steve Goose, direttore di hrw. "Gli ignobili attacchi con armi incendiarie in Siria dimostrano la miserabile violazione della legge internazionale che vieta l'uso di questi strumenti di guerra". Anche l'osservatorio siriano per i diritti umani ha documentato l'uso di termite, sostanza incendiaria, da parte di aerei russi sulle province di Idlib, Aleppo, Deir Ezzor e Raqqa.

Aleppo, 20 civili uccisi. Almeno 20 civili, tra cui tre bambini, sono stati uccisi oggi negli "intensi" raid aerei su due quartieri controllati dai ribelli dell'opposizione ad Aleppo, nel nord della Siria. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo (osdh), una ong vicina all'opposizione che conta su una estesa rete di attivisti in tutto il Paese. "Gli attacchi, che hanno preso di mira i quartieri di Sakhour e Tariq al-Bab, hanno causato anche decine di feriti, alcuni sono in gravi condizioni", ha detto a France Presse il direttore dell'ong Rami Abdel Rahman, che però non è stato in grado di specificare se si sia trattato di azioni di aerei russi o dell'aviazione del regime del presidente Bashar al Assad.

Is in crisi, nuovo appello ai "lupi solitari": "Attaccate i miscredenti in Europa e in Usa". Lo Stato islamico in difficoltà  ha lanciato un appello ai musulmani della jihad negli Stati Uniti e in vari Paesi europei, tra cui l'Italia, chiedendo loro di agire come lupi solitari per commettere attacchi contro "i miscredenti". Lo ha riferito Site, sito di monitoraggio delle attività jihadiste sul web, spiegando che l'appello è stato lanciato attraverso al-Thabaat Media Foundation, media legato al gruppo estremista. Tra i Paesi europei che il messaggio cita ci sono Belgio, Danimarca, Francia, Spagna e Italia.