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Burqa, Berlino verso bando "soft". Musulmani tedeschi: "Diversivo incostituzionale"

La richiesta dei ministri di Cdu e Csu: "Mostrare il volto è un elemento costitutivo della nostra società". Ma il partito di Angela Merkel nega di farsi trainare dai populisti. Il Consiglio Musulmani tedeschi a "Repubblica": "Discussione che distrae dai veri problemi deol Paese"
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BERLINO -  Il Consiglio centrale dei musulmani tedeschi (ZMD) ritiene la discussione sul burqa un diversivo che impedisce alla Germania di affrontare problemi più urgenti ed è “incompatibile” con la costituzione. Nel giorno in cui i ministri dell’Interno della Cdu hanno ufficializzato la richiesta di un bando parziale del velo integrale, in una dichiarazione resa a “Repubblica”, si legge che “il Consiglio centrale dei musulmani si è già espresso dieci anni fa per una cultura del velo che lasci scoperto il viso nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche. L’attuale discussione sul burqa distrae dai veri problemi nel nostro Paese ed è inoltre incompatibile con la Costituzione”.
 
Stamane il ministro dell’Interno Thomas De Maizière ha confermato le indiscrezioni della vigilia e ha chiesto, dopo la riunione di ieri sera con i colleghi cristianodemocratici dei Land, un divieto “so…
BERLINO -  Il Consiglio centrale dei musulmani tedeschi (ZMD) ritiene la discussione sul burqa un diversivo che impedisce alla Germania di affrontare problemi più urgenti ed è “incompatibile” con la costituzione. Nel giorno in cui i ministri dell’Interno della Cdu hanno ufficializzato la richiesta di un bando parziale del velo integrale, in una dichiarazione resa a “Repubblica”, si legge che “il Consiglio centrale dei musulmani si è già espresso dieci anni fa per una cultura del velo che lasci scoperto il viso nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche. L’attuale discussione sul burqa distrae dai veri problemi nel nostro Paese ed è inoltre incompatibile con la Costituzione”.
 
Stamane il ministro dell’Interno Thomas De Maizière ha confermato le indiscrezioni della vigilia e ha chiesto, dopo la riunione di ieri sera con i colleghi cristianodemocratici dei Land, un divieto “soft” per il burqa o il niqab, limitato dunque alle scuole, agli asili e alle università, ma anche alle manifestazioni, agli uffici pubblici, al tribunale e al volante. Alla conferenza stampa hanno parlato tre ministri dell’Interno: quello federale e i due colleghi dei Land in cui si vota nelle prossime settimane. Difficile non assegnare alla stretta sul burqa arrivata oggi da una fetta del partito di Angela Merkel un forte carattere elettorale.
 
“Mostrare il volto è un elemento costitutivo della nostra società”, ha spiegato il responsabile dell’Interno Thomas De Maizière, respingendo il sospetto che la Cdu/Csu tenti così di rispondere all’avanzata dei populisti dell’Afd nei sondaggi: “non ci facciamo influenzare da loro” ha detto in conferenza stampa, riferendo dei risultati della riunione di ieri sera con gli omologhi dei Land. Per il politico conservatore si tratta di “un obbligo a mostrare il volto”, più che un divieto. Più che altro, la Cdu/Csu sembra aver trovato uno slogan elettorale ad effetto.
 
La “Dichiarazione di Berlino” redatta dai ministri dell’Interno conservatori dovrà essere discussa sia con il resto del partito, sia con il partner di governo Spd, e il responsabile della Giustizia Heiko Maas ha già detto che il dibattito “andrà condotto con equilibrio e razionalità”. Ma lo stesso documento rappresenta già un compromesso tra le varie anime della Cdu/Csu: non tutti erano convinti della necessità di un bando, lo stesso De Maizière ha sottolineato più volte che è incompatibile con una recente sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe che ha dichiarato intoccabile la libertà religiosa. Respinta anche la richiesta di un divieto del doppio passaporto, anche se il ministro ha sottolineato che “chi combatte con i fondamentalisti islamici perderà la cittadinanza tedesca”.
 
Proprio i due ministri dei Land dove si vota, Caffier (Meclemburgo) e Henkel (Berlino) avevano insistito sul divieto totale del velo integrale, ma la riunione di ieri ha deciso altrimenti. E perr De Maizière il divieto “soft” non ha nulla a che fare con la sicurezza: “rifiutiamo il burqa perché non c’entra nulla con un Paese aperto al mondo come il nostro”, ha precisato. Ma sulla sicurezza, il partito chiede più soldi e più mezzi, oltre a quelli già stanziati per l’anno in corso e l’anno prossimo. 
 
Il ministro dell’Interno ha parlato di 15mila poliziotti da assumere “nei prossimi anni”, di “maggiori mezzi e dotazioni” per le forze dell’ordine e di un arricchimento ulteriore dei 4.200 posti che saranno creati nei servizi segreti. Tutti punti che andranno ovviamente discussi “con il ministro dell’Economia Sigmar gabriel e con il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble”, ha aggiunto.