Siria, tregua ad Hasakah: milizie Ypg riprendono il controllo della città
Le forze del regime siriano hanno accettato di ritirarsi, si legge sull'account ufficiale Twitter delle Unità di difesa del popolo curdo. Prima degli scontri la città era controllata per un terzo da Damasco
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DAMASCO - Dalle 13 ora italiana è tregua tra le milizie curde Ypg e le forze del governo di Damasco ad Hasakah, nel nord-est della Siria. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani le milizie Ypg hanno preso il quasi totale controllo della città e le forze del regime siriano hanno accettato di ritirarsi dalla città, si legge sull'account ufficiale Twitter delle Unità di difesa del popolo curdo (Ypg).
La tregua è stata raggiunta dopo sei giorni di scontri violentissimi tra le forze curde e gli uomini del regime e dopo i primi raid aerei lanciati da Damasco contro le postazioni curde dall'inizio della guerra, nel 2011. I combattimenti tra le due parti sono senza precedenti negli oltre cinque anni di guerra civile in Siria, durante i quali hanno evitato di venire a contatto, pur condividendo il controllo di alcuni territori nel nord-est del Paese, in particolare a Hasakah.
I curdi del Ypg controllavano già due terzi della città siriana ma le forze governative si erano arroccate in alcuni quartieri. Nei giorni scorsi il Ypg aveva distribuito migliaia di volantini per invitare i soldati siriani ad arrendersi ed evitare un bagno di sangue, ma lo scontro è stato inevitabile e molto violento. La perdita di Hasakah è un durissimo colpo per il regime siriano e per questo nei giorni scorsi aerei siriani e russi hanno bombardato le postazioni dei miliziani curdi.
L'accordo di tregua prevede "un cessate il fuoco e il ritiro di tutte le forze armate dalla città", si legge nel comunicato consegnato da un funzionario curdo ai giornalisti. Lo stesso funzionario ha precisato che l'intesa è "stata conclusa con la mediazione di funzionari militari russi". Il cessate il fuoco è stato confermato dalla televisione siriana. Secondo l'agenzia governativa siriana Sana l'accordo prevede anche uno scambio di prigionieri e dei corpi dei caduti a partire dalle 21 di oggi. Inoltre sarà riaperta la strada tra Hasakah e Qamishli, al confine con la Turchia un'ottantina di chilometri a nord-est, che era stata bloccata dai combattenti curdi.
Ad Aleppo invece la prima tregua umanitaria di 48 ore sarà annunciata "dopo che l'inviato Onu in Siria Staffan De Mistura" dirà che gli aiuti "sono pronti per essere consegnati ai cittadini", ha detto il vice ministro della Difesa russo Anatoli Antonov citato dalla Tass. "Il ministero della Difesa, in cooperazione con le autorità siriane, è pronto a fornire assistenza nella consegna degli aiuti attraverso i corridoi umanitari che sono stati creati", ha aggiunto.
Siria: razzi sulla Turchia, l'esercito di Ankara schiera i carri armati
Turchia sostiene offensiva su Jarablus. Evacuata città turca al confine con la Siria. Ieri la notizia dei bombardamenti turchi sulle forze curde del Ypg nella zona della liberata Manbij era stata accompagnata dalle parole di una alta fonte turca: le bombe servono ad aprire un corridoio attraverso cui le forze "moderate" di opposizione al regime siriano porteranno l'attacco alla città di Jarablus, a pochi chilometri dal confine turco e ancora in mano all'Is. Oggi la implicita conferma delle grandi manovre turche viene dall'ordine di evacuazione della città turca di Karkamis, sul confine siriano e a soli due chilometri da Jarablus. Lo riferisce una tv locale.
Mezzi del polizia turca stanno girando per Karkamis ordinando ai residenti di abbandonare la citta "per ragioni di sicurezza" dopo che la zona è stata colpita da una serie di colpi di mortaio sparati dalle zone controllate dall'Is oltre confine. In precedenza il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha confermato che Ankara "fornirà ogni tipo di sostegno" alle operazioni per strappare Jarablus all'Is. Secondo fonti ribelli riportate dalle organizzazioni siriane per la difesa dei diritti umani, centinaia di miliziani sostenuti da Ankara si starebbero ammassando alla frontiera per partecipare all'offensiva. L'iniziativa sarebbe dovuta alla volontà turca di impedire alle milizie curde di controllare la località, favorendo invece la presenza di "ribelli siriani moderati".