Uzbekistan, Islam Karimov con i potenti del mondo
Presidente dell'Uzbekistan dal 1991, Islam Karimov per metà uzbeko, da parte di padre e per metà tagiko, da parte di madre, è cresciuto in un orfanotrofio statale sovietico. Già membro del partito comunista dell'Unione sovietica, è salito a capo della repubblica dell'Uzbekistan da quando questa si è resa indipendente, nel 1991, ma era già al potere negli anni '80. Craig Murray, ambasciatore britannico, denunciò, all'inizio del nuovo millennio durante il suo mandato nel Paese, la corruzione uzbeka, nonché orrori, come la bollitura a morte per gli oppositori. Le Nazioni Unite definisrono la tortura "istituzionalizzata, sistematica e dilagante" nel sistema giuridico uzbeko. Nonostante le accuse, fino almeno al 2005 l'Uzbekistan ha avuto ottimi rapporti con l'Occidente (e non solo): affiancò immediatamente George W. Bush nella Guerra al terrore, fornendo agli americani una preziosa base sul suo territorio dopo l'invasione del confinante Afghanistan. Dal 2005 Karimov diventò impresentabile anche per gli Usa, che presero le distanze. Nel maggio di quell'anno, ad Andijan, nella valle di Ferghana, cuore della cultura centro-asiatica, su ordine del dittatore militari e polizia massacrarono centinaia di dimostranti inermi vagamente ispirati da leader islamisti ma soprattutto disperati per una situazione economica da fame
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