Usa, la campagna di Yana contro gli stupri nei campus
"Può accadere a chiunque", "Può accadere ovunque", "Accade all'improvviso". La violenza sessuale non si può prevedere, spesso è difficile sfuggire. Il messaggio contenuto nelle fotografie - esplicite, forti, realistiche - della studentessa di cinema e fotografia all'Ithaca College di New York, Yana Mazurkevich, nascono da un caso giudiziario che, questa estate, ha sconvolto l'America. Il 17 gennaio 2015 Brock Allen Turner, studente della prestigiosa Stanford University, violentò dietro un cassonetto del campus una ragazza che aveva perso conoscenza dopo una sbornia. Turner, che rischiava fino a 14 anni di carcere, è stato condannato a soli sei mesi di reclusione, poi ridotti a tre. Annunciando la sentenza che ha fatto indignare gli Stati Uniti, il giudice ha detto che, pur comprendendo la "devastazione sofferta dalla vittima", riteneva che un periodo di carcerazione più lungo avrebbe avuto "un impatto severo" sulla vita sportiva di Turner, che è un nuotatore affermato. Inoltre, sempre secondo il giudice, il ragazzo aveva mostrato "veri segni di pentimento". Il progetto di Current Solutions e Yana Mazurkevich, "Sexual Assault Series: It Happens", è insieme la denuncia di quella che viene ritenuta un'ingiustizia e un invito a riflettere sull'abuso sessuale, con la speranza che, negli Stati Uniti, non si sia più costretti a riascoltare motivazioni simili a quelle della sentenza del caso Turner.