Esteri

Bruce Miroff: "Dovrà recuperare al prossimo dibattito tv"

Il professore di Scienze politiche all'università di Suny: "Se Clinton si mostrerà lucida e aggressiva il malessere a Ground Zero sarà dimenticato"

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ALBANY. "Tutto dipenderà dalla performance di Hillary al primo dibattito in tv, il 26 settembre. Se sarà lucida ed aggressiva il malessere dell'11 settembre sarà dimenticato. Per ora il giudizio dell'America su quell'incidente è sospeso". No, quel malessere non ha affatto affondato la campagna elettorale di Hillary: almeno secondo il politologo americano Bruce Miroff, professore di Scienze politiche all'università di Suny, Albany, esperto di campagne presidenziali: "Presidents on political ground" è l'ultimo libro appena uscito alla vigilia delle elezioni.

Basterà il dibattito tv a eliminare ogni ombra?
"Qualcosa del genere è già accaduto. Nel 1984, durante il dibattito contro Walter Mondale, l'allora presidente Ronald Reagan in cerca di seconda nomina fu giudicato "foggy", annebbiato. Dell'Alzheimer abbiamo saputo anni dopo ma già allora si disse che stava male. Negli altri dibattiti però si dimostrò energico, facendo dimenticare quel momento di debolezza".

Della malattia di Hillary si parla da tempo. Trump dice che non potrà governare.
"Insistere sul tema potrebbe fare più male a lui che a lei. Presentarsi come omone forte contro una donna debole rischia di alienargli simpatie. E usare la malattia non è un'ottima idea. Se di polmonite si tratta è un male comune. Nessun americano vorrebbe sentirsi dire che non è adatto a un lavoro solo perché le sue difese immunitarie si sono abbassate... Il malessere dell'11 settembre può trasformarsi da debolezza in opportunità".

Come?
"La polmonite la umanizza: e uno dei problemi di Hillary è proprio quel suo estremo senso di privacy che fa pensare che nasconda qualcosa. Poi l'incidente l'ha resa patriottica: ha voluto presenziare alla cerimonia dell'11 settembre anche se stava già male".

Tornano all'attacco i fan di Sanders. Ma cambiare un candidato in corsa si può?
"Sì, è già accaduto, anche se allora si trattava di un candidato alla vicepresidenza. Tom Eagleton, che correva come vice di McGovern, nel 1972 fu sostituito con Sergent Shriver quando venne a galla la sua depressione. Ma a decidere di lasciare deve essere il candidato stesso".