Dopo il fermo, il 13enne aveva estratto una pistola ad aria compressa. Un agente ha aperto il fuoco ferendolo mortalmente. Inutile il trasporto in ospedale
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COLUMBUS (OHIO) - Un ragazzino di colore di 13 anni è stato ucciso dalla polizia dopo una rapina a Columnus, in Ohio. Insieme ad altri due complici aveva minacciato un uomo, facendosi consegnare del denaro. Dopo il furto i tre erano fuggiti a piedi.
Arrivati sul posto, gli agenti di polizia hanno raccolto la testimonianza della vittima della rapina e hanno iniziato la caccia alla banda. Dopo averli individuati e fermati uno dei componenti, un 13enne, avrebbe estratto dalla cintura una pistola ad aria compressa. Un agente ha aperto il fuoco, ferendolo mortalmente. Il ragazzino è stato subito trasportato all'ospedale pediatrico, dove si è spento. Sul caso è stata aperta un'inchiesta: da ricostruire la dinamica dei fatti che hanno portato allo scontro a fuoco tra la polizia e i rapinatori. Oltre alla pistola ad aria compressa, arma che a distanza ravvicinata è anche in grado di uccidere, il 13enne aveva con sé anche un visore laser.
COLUMBUS (OHIO) - Un ragazzino di colore di 13 anni è stato ucciso dalla polizia dopo una rapina a Columnus, in Ohio. Insieme ad altri due complici aveva minacciato un uomo, facendosi consegnare del denaro. Dopo il furto i tre erano fuggiti a piedi.
Arrivati sul posto, gli agenti di polizia hanno raccolto la testimonianza della vittima della rapina e hanno iniziato la caccia alla banda. Dopo averli individuati e fermati uno dei componenti, un 13enne, avrebbe estratto dalla cintura una pistola ad aria compressa. Un agente ha aperto il fuoco, ferendolo mortalmente. Il ragazzino è stato subito trasportato all'ospedale pediatrico, dove si è spento. Sul caso è stata aperta un'inchiesta: da ricostruire la dinamica dei fatti che hanno portato allo scontro a fuoco tra la polizia e i rapinatori. Oltre alla pistola ad aria compressa, arma che a distanza ravvicinata è anche in grado di uccidere, il 13enne aveva con sé anche un visore laser.
I precedenti. Non è la prima volta che, negli Stati Uniti, la polizia spara senza trovarsi in condizioni di estrema necessità. Gli ultimi casi di violenza, da Chicago a Baton Rouge, da Houston al Minnesota, riguardano l'uccisione di afroamericani, allargando dunque la questione a conflitti sociali e razzismo. Prima del 13enne ucciso in Ohio, aveva fatto scalpore l'omicidio di Philando Castile, la cui fine è stata filmata in diretta con un Facebook Live. L'uomo era in macchina con la compagna e la loro bambina, prima che un agente li fermasse. "Philand ha cercato di prendere il documento dalla tasca quando gli hanno sparato", ha sempre sostenuto la donna che, con il suo smartphone, aveva mostrato al mondo la morte del marito.
La strage di Dallas. L'apice della tensione è stato raggiunto questa estate, qualche giorno dopo la morte di Castile, quando Micah Johnson, afroamericano di 25 anni, ha ucciso cinque agenti, ferendone altri sette. Johnson aveva colpito i poliziotti che presidiavano un corteo di protesta degli afroamericani. Una sorta di 'vendetta' architettata contro la scia di sangue sparsa dalle armi dei militari amercani che, nel solo 2016, fino al 7 luglio, hanno provocato 509 morti. Uno dei momenti più critici vissuti dal presidente Barack Obama, che rientrò anzitempo in patria dall'Europa, dove si trovava per un vertice Nato. In quell'occasione a scendere in campo, ma non sul parquet di un palazzetto di basket, fu anche Michael Jordan con una lettera diretta a tutto il popolo americano.
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Minori tra le vittime. Quando si tratta di inseguimenti, gli agenti statunitensi sembrano premere il grilletto senza molte preoccupazioni. E quella dell'Ohio non è la prima volta in cui, a farne le spese, è un minore. Il 7 novembre 2015 due agenti della Louisiana, poi arrestati per omicidio, avevano sparato contro un'auto in fuga uccidendo il bambino di sei anni che era a bordo.